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Domenica, 21 Aprile 2024
La stoccata

Ryanair "snobba" Ita: "Sarà la low cost di Lufthansa, il Papa voli con noi"

Michael O'Leary, manager della low cost irlandese, ha commentato i piani futuri del nuovo vettore italiano: "Il governo continua a buttare miliardi. Finire nel gruppo tedesco non porterebbe nessun beneficio". Poi la provocazione: "Dobbiamo convincere il Pontefice"

L'avvio di Ita è stato senza dubbio in salita, tra le difficoltà dovute alla pandemia e quelle relative alla ricerca di un partner per allargare "gli orizzonti", la compagnia aerea nata dalle ceneri di Alitalia stenta a decollare (scusate il gioco di parole). Al momento l'ipotesi più "calda" è quella che prevede un'alleanza con Lufthansa, ma questa potrebbe essere una mossa con pochi benefici, almeno secondo Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair: "Come tutti quelli precedenti, il governo italiano invece continua a sprecare miliardi e finirà con il dare la vecchia Alitalia a Lufthansa : ma per Ryanair lo scenario di una Ita sotto il controllo dei tedeschi sarebbe persino più favorevole". "Finire nel gruppo tedesco - sottolinea O'Leary - non porterebbe a nessuno beneficio in Italia: Ita semplicemente porterebbe i suoi passeggeri a Francoforte e Monaco e così perderebbe anche i posti di lavoro. In nessun modo l'Alitalia tornerà alla gloria del passato".

Ryanair e il futuro in Italia

Come confermato dal manager di Ryanair, la low cost ha intenzione di espandersi nel nostro Paese: "A luglio scorso sono stato a Roma e ho incontrato i ministri Giorgetti e Garavaglia, ma questa volta abbiamo chiesto incontro allo stesso Draghi: ci serve un interlocutore nel governo che possa spingere per i cambiamenti che ci servono per crescere. Negli ultimi mesi il governo ha ridotto le tasse ma bisogna fare di più. Anche perché nessuna compagnia straniera quest'anno investirà in Italia come facciamo noi, stiamo mettendo 2,5 miliardi di dollari in nuovi aerei e il nostro impatto sull'occupazione nel vostro paese è molto più forte di quello di Ita".

"Loro quest'anno potrebbe trasportare dai 10 ai 12 milioni di passeggeri mentre noi - spiega il manager di Ryanair - potremmo salire a 50 milioni. In Italia noi occupiamo direttamente quasi 4 mila persone più oltre 40 mila nell'indotto e stiamo posizionando 25 nuovi aeromobili: ogni aereo dà lavoro direttamente a circa 50 persone mentre per ogni milione di passeggeri aggiuntivo si creano altri mille posti nell'indotto". "E stiamo parlando di occupazione che viene creata non solo su Roma o Milano, ma anche in regioni meno centrali come Sardegna o Umbria" ricorda.

"Dobbiamo convincere il Papa a volare con noi"

Poi la provocazione: "Siamo più presenti di Ita negli scali italiani, aumentiamo i velivoli che operano nel vostro paese, insomma è Ryanair la vera compagnia di bandiera italiana: dobbiamo solo convincere il Papa a volare con noi". "D'altronde - osserva - se la gente continua a sceglierci come compagnia di riferimento, il governo dovrà accettare questo dato di fatto".

"Alla fine la pandemia ha segnato la 'morte' di Alitalia e oggi Ita è troppo piccola per diventare un concorrente importante" sul mercato. Secondo l'amministratore delegato di Ryanair, Ita "parla di far crescere la propria flotta da 60 a 80 aerei e anche oltre. Ma tutto questo semplicemente non succederà, per loro è troppo tardi. E mentre loro parlano noi siamo entrati nello spazio creato" dalla 'scomparsa' di Alitalia " e facciamo crescere davvero la nostra presenza in Italia". Rispetto a Ita, spiega, "noi operiamo in più aeroporti, siamo quasi in ogni scalo italiano, e mentre concorrenti come easyjet continuano a tagliare nel vostro paese noi cresciamo".

"È incredibile il blocco che noi subiamo su Ciampino, non ha senso: a una città come Roma servono due aeroporti - ha aggiunto O'Leary - Ryanair ha un limite di 100 voli al giorno dalle 6 alle 23, mentre ci sono aerei privati e militari che vanno e vengono ad ogni ora". "Non vogliamo libertà di manovra ma solo di tornare ai livelli precedenti, con 6 voli all'ora: così potremmo raddoppiare la nostra presenza su Ciampino, evitando che si rafforzi il 'monopolio' di Fiumicino" aggiunge. "Vorremmo un intervento del governo per invertire questa situazione" chiede il manager, che spiega di non avere avuto ancora "nessun contatto con il nuovo sindaco di Roma: d'altronde in passato ne abbiamo già incontrati altri ma senza risultato".

Le prospettive future

"La cattiva gestione di Alitalia ha creato enormi opportunità per Ryanair, e ancora oggi mentre Ita spreca 3,5 miliardi di aiuti di Stato, con una flotta dimezzata, meno voli e a tariffe molto alte, noi aumentiamo da 67 a 92 il numero dei nostri aeromobili nel vostro paese per la prossima estate, con tariffe basse, nuove rotte e nuove basi". "Nel 2022 ci sarà una crescita dei passeggeri trasportati in Italia dai 40 milioni pre-covid a 50 milioni: ma potremmo anche salire a quota 60 milioni, perché c'è una opportunità che l'Italia non può perdere".

Infatti, osserva, "nelle prossime 2 estati i passeggeri del Nord Europa che un tempo volavano in Asia o in America resteranno ancora in Europa per le loro vacanze: l'Italia negli ultimi 20 anni ha perso quote di questo turismo a favore di Spagna, Grecia o Portogallo, ma nelle prossime due estati può catturare questa domanda". Però, spiega O'Leary, "perché questo avvenga chiediamo al governo 3 interventi ben precisi: l'eliminazione della addizionale comunale almeno per 3 anni, l'abolizione del limite ai nostri voli a Ciampino e la sospensione delle tasse ambientali discriminatorie sui voli a corto raggio dall'Ue". "Senza queste risposte rimarremmo a quota 50 milioni di passeggeri ma così tutta la ripresa del traffico post covid andrebbe verso la Spagna o la Grecia, e l'Italia perderebbe una occasione" conclude.

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