Salario minimo a 9 euro l'ora: chi avrebbe “l'aumento” di stipendio

Sono 2,9 milioni i lavoratori che, secondo i dati dell'Istat, percepiscono meno di 9 euro lordi all'ora, con il provvedimento che andrebbe a coinvolgere tutte le categorie. Per Di Maio il ddl potrebbe diventare legge prima dell'estate, ma tra i sindacati è 'guerra'

Un cameriere a lavoro (FOTO ANSA)

Il ddl sul salario minimo deve ancora passare al vaglio della commissione Lavoro del Senato ma, secondo le previsioni del vicepremier Di Maio, potrebbe diventare legge in tempi brevi, anche prima dell'estate. La misura dovrebbe portare sulla soglia dei 9 euro lordi la paga minima oraria, una 'svolta' che andrebbe a coinvolgere circa 2,9 milioni di lavoratori, almeno secondo i dati di Istat e Inps. Ma quali categorie di lavoratori avrebbe un aumento in busta paga se il ddl diventasse legge?  Dalle guardie giurate agli autisti, passando per cuochi, magazzinieri e camerieri: sono diverse le tipologie di lavoratori che fanno parte di quel 21% di persone inquadrate nei livelli più bassi dei contratti nazionali e che prendono meno di 9 euro l'ora per svolgere la loro mansione. 

Secondo le stime presentate in audizione dall'Istituto di Statistica, quasi tre milioni di lavoratori beneficeranno di un aumento in busta paga grazie al salario minimo, con un incremento medio annuo di circa 1.073 euro. L'Ansa, rielaborando i dati di Inps e Istat, ha stilato l'elenco delle diverse professioni che al momento percepiscono una paga al di sotto della soglia dei nove euro.

Salario minimo, quali lavoratori beneficeranno dell'aumento

Di lavoratori che percepiscono meno di 9 euro all'ora ce ne sono in ogni settore, anche con diverse tipologie contrattuali. Anche se il salario minimo non andasse a coinvolgere il lavoro domestico e quello agricolo, sarebbero comunque moltissimi i lavoratori interessati da questa modifica, e di conseguenza le aziende per cui lavorano. Per quanto riguarda gli esercizi pubblici, la media della paga oraria di barman, pizzaioli, cuochi e camerieri è di 8,77 euro all'ora, poco più delle guardie giurate, che invece percepiscono in media una paga oraria di 8,21 euro. Tra le situazioni più 'difficili' c'è senza dubbio quello del personale addetto alle pulizie o alla cucina, dove la media si abbassa a soli 7,28 euro l'ora. 

Spostandoci nel settore metalmeccanico troviamo al di sotto dei 9 euro orari i lavoratori inquadrati al primo e secondo livello, dove troviamo soprattutto gruisti e saldatori, la cui paga oraria si aggira intorno agli 8,36 euro. Nel contratto del commercio a prendere meno di 9 euro sono i magazzinieri, gli archivisti protocollisti e gli addetti al controllo delle vendite, anche se in questo caso la differenza dalla soglia prefissata nel ddl è molto bassa: la paga media oraria è di 8,99 euro. Tutt'altra storia per chi si occupa invece delle pulizie che, fino ad oggi, hanno percepito i media 7,64 l'ora. 

Con i contratto del turismo di Federalberghi, cuochi, barman e capo giardinieri che lavorano in villaggi turistici, alberghi o altre strutture di ricezione, il minimo orario è di 8,97 euro, mentre il livello si abbassa per i centralinisti, i camerieri e gli autisti, dove si arriva ad un minimo di 8,41 euro orari. Fanalino di coda il cosiddetto personale di fatica, dove lo stipendio minimo orario raggiunge i 7,48 euro. 

Salario minimo, il tavolo tecnico al ministero del Lavoro

Lunedì scorso al ministero del Lavoro si è tenuto un tavolo tecnico sul salario minimo, con la trattativa tra governo e sindacati che ha prodotto alcune novità. Una di queste à l'esclusione del lavoro domestico dall'applicazione del salario minimo. Mentre il governo sembra puntare sull'attuazione di questo ddl, la misura non è stata accolta allo stesso modo da tutti i sindacati.

In un comunicato ufficiale l'Unione Sindacale di Base (Usb), ha confermato il suo appoggio al minimo salariale di nove euro lordi:  ''Al Tavolo tecnico convocato al Ministero del lavoro sono state presentate alcune modifiche sostanziali alla prima stesura del disegno di legge sul salario minimo per legge che, se approvate dal Parlamento, porterebbero i minimi salariali orari stabiliti nei contratti nazionali alla soglia dei 9 euro. Un avanzamento sostanziale per milioni di lavoratori di moltissime categorie, dalle cooperative sociali alla vigilanza, dal commercio alla ristorazione, dall’agricoltura agli alimentaristi. Nella legge, così come riformulata, è stato poi rafforzato il riferimento ai contratti nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, per spiazzare e mettere fuori legge le retribuzioni dei contratti pirata''.

''Un avanzamento del salario minimo tabellare – continua Usb - avrebbe un effetto propulsivo su decine e decine di contratti, costringendo tutti ad adeguarsi a livelli salariali superiori e favorendo l’azione sindacale che potrebbe rivendicare aumenti proporzionali anche per i livelli superiori. Si aprirebbe una stagione di lotte per giusti aumenti salariali che in Italia stiamo aspettando da anni. Resta ancora in discussione la parte sulla rappresentanza. Il testo presentato fa riferimento all’Accordo interconfederale del 2014, quello che ha fatto da apripista al Patto della fabbrica, anche se limitatamente ai criteri per calcolare la maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali''. 

Salario minimo, sindacati in conflitto

Nella nota dell'Usb c'è anche spazio per una 'frecciata' contro i colleghi delle altre sigle sindacali, che hanno espresso il loro disaccordo sul minimo salariale: ''Paradossale l’atteggiamento delle organizzazioni sindacali presenti. Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Cisal hanno prima provato a sostenere che un salario minimo legale scoraggerebbe la contrattazione e porterebbe più in basso i salari. Poi, di fronte all’evidenza che la proposta al tavolo è di un salario minimo tabellare superiore a quello di molti dei loro contratti, hanno dovuto ritirarsi in un imbarazzante balbettio''.

Lavorare per le tasse: metà del nostro stipendio va al Fisco

Ma perché alcuni sindacati non vedono di buon occhio questa misura? I nodi critici del salario minimo sono stati spiegati da Emilio Miceli, segretario confederale Cgil, durante l'Assemblea nazionale di 'Democrazia e lavoro' tenutasi a Cinisi, in provincia di Palermo: "Ha ragione Landini a sostenere che va cancellato dal testo del ddl il riferimento alla cifra di 9 euro. Quella cifra va tolta perché senza un esplicito riferimento ai valori dei minimi contrattuali per ciascuna categoria, il salario minimo diventa una norma taglia-salari. Ne pagheranno lo scotto milioni di lavoratori oggi garantiti dai minimi contrattuali". 

  "Fissare 9 euro al posto dei minimi contrattuali significa indebolire i lavoratori anche nelle sedi di ricorso giurisdizionale. È solo segno di propaganda elettorale - dice ancora il segretario confederale Miceli - La verità è che il Governo è ricattato da sindacati autonomi, installati nelle stanze ministeriali, che difendono i cosiddetti 'contratti pirata' sottoscritti su indicazione delle imprese". 

Nel corso del suo intervento, nell'incontro dal titolo 'Il lavoro nella transizione: tra robotica, intelligenza artificiale e nuove professioni', Miceli ha poi aggiunto: "È questo, e non altro, il motivo vero del rifiuto del Governo a dare attuazione all'articolo 39 della Costituzione che, com'è noto, conferisce efficacia generale ai contratti collettivi. In quel caso tanti sindacati di 'comodo' sarebbero destinati a scomparire. La verità, ha aggiunto Miceli, è che questa legge va bene a chi intende fare una controriforma della contrattazione, e farla con una legge. Sarebbe un ulteriore attacco al sindacato e soprattutto ai diritti contrattuali dei lavoratori".

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