Salario minimo, si (ri)apre lo scontro tra Lega e M5s. Borghi: "Nessuno si è detto favorevole"

Durante l'incontro al Viminale tra Salvini e i sindacati Borghi twitta lapidario: "Nessuno finora - dagli imprenditori agli artigiani ai sindacati - si è detto favorevole al salario minimo"

Il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio

L'incontro tra la Lega e le parti sociali in corso al ministero dell'interno rischia di aprire una nuova fase turbolenta nella storia dei rapporti tra gli alleati di Governo. Se il Carroccio non ha mai dimostrato di accogliere con favore alla proposta del Movimento 5 stelle di introdurre una regolamentazione sul salario minino orario oggi una nuova staffilata arriva da Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera e consigliere economico del leader leghista Matteo Salvini.

"Nessuno (nessuno) finora dagli imprenditori agli artigiani ai sindacati si è detto favorevole al salario minimo" scrive Claudio Borghi in merito alla proposta pentastellata di introdurre un salario minimo di 9 euro l'ora per legge. 

Salario minimo, le piccole imprese bocciano la proposta M5s

Non è tuttavia una novità la posizione contraria dei sindacati su quello che è il principale cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle. Se la proposta pentastellata ha da subito provocato critiche da parte delle associazioni datoriali che - in audizione alla Commissione lavoro della Camera - l'hanno definita improponibile, i sindacati avevano ribadito il proprio no ad un salario minimo orario per legge.

Il tema fondamentale delle critiche verte sull'alterazione radicale degli equilibri economici negoziali fino ad ora, con un aggravio per le imprese che finirebbe per penalizzare i lavoratori.

Come spiega anche oggi Borghi i sindacati obbiettano alla proposta pentastellata sostenendo come l'imposizione di importo al salario minimo comporterà la trasformazione a "salario unico, dove convergeranno anche i salari attualmente superiori".

Ma quello sul Salario minimo è solo uno dei temi dell'incontro che si è tenuto oggi al Viminale in cui Salvini e i suoi consulenti economici hanno illustrato alle parti sociali le proposte della Lega in vista della prossima Manovra economica. Manovra che il Carroccio vorrebbe "chiudere" tra Luglio e Agosto.  Oltre alla flat tax illustrata - tra le polemiche - alle parti sociali dal consulente economico leghista ed ex sottosegretario Armando Siri uno dei temi dell'incontro ha avuto come spunto di riflessione le proposte per evitare l'aumento dell'Iva dal 2020

Di Maio: "Tra chiacchiere e polemiche, qui si fanno i fatti"

Intanto Di Maio si sottrae alle polemiche rilanciano sui social gli accordi economici firmati oggi con la Cina a palazzo Chigi: "Tra chiacchiere e polemiche, qui si fanno i fatti. Anche oggi ci sono aziende e associazioni italiane che possono festeggiare per gli accordi economici che abbiamo firmato oggi con la Cina. Valore potenziale: 500 milioni."

Conte: "Su manovra decide palazzo Chigi"

Contenuti della manovra a parte, il tema politico del giorno verte sulla nuova polemica tutta interna alle forze politiche con la corsa in avanti di Salvini che ha provocato molti mal di pancia tra gli alleati. 

Se infatti il vicepremier leghista spinge per definire la manovra economica 2020 "tra luglio e agosto" invocando un nuovo incontro con le parti sociali in 15 giorni, lo stesso premier Giuseppe Conte ha fatto presente come esistano delle regole formali e ruoli da rispettare in questi frangenti parlando di una "scorrettezza istituzionale".

"Che un leader di una forza politica voglia incontrare le parti sociali la ritengo una cosa buona e giusta, anche il viceministro Di Maio potrebbe far lo stesso col M5S. Se oggi qualcuno però pensa che non solo si raccolgono istanze e proposte dalle parti sociali, ma anticipa temi, dettagli di quella che ritiene debba essere la manovra economica, ecco questo non è corretto affatto, si entra nel terreno di scorrettezza istituzionale".

"L'ho già detto: la manovra economica vien fatta qui a Palazzo Chigi" commenta piccato il premier che ha anche fatto presente come la presenza di Armando Siri - l'ex sottosegretario indagato per corruzione cui Conte ha revocato le deleghe - apre una ulteriore questione: 

"Armando Siri può partecipare a incontri politici, ma non ad appuntamenti di governo. Se è una logica di un incontro politico, ci sta bene la presenza di Siri. Se è la logica di un incontro governativo, non ci sta bene la presenza di Siri".

Inoltre dallo staff del Presidente del Consiglio si fa rilevare che da oltre due settimane il Presidente Conte sta sollecitando la Lega a dare i nomi dei delegati che dovrebbero rappresentare il Carroccio stessa ai tavoli sulla manovra (sono 5 tavoli, tra cui anche quello sulla riforma fiscale). La Lega, viene riferito, non ha ancora indicato questi delegati.

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