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Sabato, 28 Gennaio 2023
Economia Italia

Un terzo degli italiani resterà senza medici: Sanità, il buco nero dei conti pubblici 

La sanità è un mercato che in Italia vale quasi 2 milioni di posti di lavoro, ma nei prossimi anni mancheranno 16mila medici di famiglia. Perché il Ssn non è solo camici bianchi: ecco come la burocrazia sanitaria è diventata il principale costo di un sistema che inghiotte il 14% delle risorse dello Stato. Corruzione, sprechi ed inefficienze ci costano 23,6 miliardi di euro

Croce e delizia degli italiani, il sistema sanitario scopre tutte le sue contraddizioni. Se da un lato ospedali e medici di famiglia rappresentano un patrimonio del Belpaese, tuttavia sono tanti i punti oscuri di un sistema sanitario nazionale malato grave, ma non per questo senza speranze.

"La sanità pubblica al tracollo e sostanzialmente irriformabile". Questo il leit motiv ricorrente, ma la verità è ben più complessa e con sprazi di luce, almeno secondo l'approfondito lavoro di ricerca realizzato da Eurispes e dall'ente previdenziale per il personale sanitario Enpam: "In Italia il bene-salute è accettabilmente garantito, pur tra difformità e squilibri".

"Nonostante i ritardi e i problemi - spiega Gian Maria Fara, Presidente Eurispes -  il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini". 

Ma la sanità italiana è davanti ad una sfida epocale. Secondo Alberto Oliveti, Presidente Fondazione Enpam "considerate le tendenze economico-finanziarie, gli andamenti demografici di denatalità e invecchiamento, l'evoluzione tecnologica e la digitalizzazione sono la strada da percorrere per garantire la sostenibilità di un Ssn pubblico sia quella di selezionare i livelli essenziali di assistenza (Lea) possibili, quelli cioè che possiamo garantire a tutti su tutto il territorio nazionale".

Il sistema sanitario nazionale: oltre le fake news

Inefficienza, sprechi, carenze organizzative, assenteismo, corruzione: l'immagine che molti hanno della sanità italiana non è reale. "Il nostro Rapporto - commenta Vincenzo Macrì, Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Salute, Previdenza e Legalità - da un quadro che apparirà sorprendente".

Spendiamo tanto, ma c'è chi spende di più

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L’Italia investe il 14,1% della spesa pubblica (il 7% del prodotto interno lordo) per mantenere il proprio sistema sanitario, ma non così tanto se pensiamo che la spesa sanitaria italiana è comunque l’1,1% minore di quanto spendano in media gli altri paesi europei: l’Irlanda è il paese che vi dedica la quota più alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil. Cipro è il paese che spende per la sanità la percentuale più bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% della ricchezza prodotta nella piccola isola davanti alle coste turche. 

Sanità, quasi due milioni di posti di lavoro

Gli operatori impegnati nella sanità rappresentano una quota di lavoro rilevante nel nostro Paese. Nel 2015 gli occupati nel comparto sono stati 1.796.000. Considerando la quota di lavoro nero e grigio che si annida soprattutto nell’area della cura alla persona, è legittimo ritenere che a questi si debbano aggiungere tra le 300.000 e le 400.000 unità, portando il totale a circa 2.200.000 addetti, ovvero ad una quota vicina al 10% del totale occupati del Paese.

Sanità, le contraddizioni del sistema: il rapporto Eurispes

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