Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Sanità, siglato il rinnovo del contratto: aumento di 85 euro al mese

Dopo 10 anni di lotte e scioperi è stato firmato il pre-accordo che prevede un aumento medio di 85 euro in busta paga

Foto di repertorio

Buone notizie per i lavoratori del comparto sanità: è stata siglata la pre-intesa per il rinnovo del contratto, che prevede un aumento medio di 85 euro al mese in busta paga. Si conclude così una lunga trattativa partita alle 10 del 22 febbraio e conclusasi alle intorno alle 13.30 di oggi, venerdì 23 febbraio, che ha portato all'intesa tra  sindacati e Aran che interessa 550mila lavoratori del comparto. La notizia è stata ufficializzata con un comunicato pubblicato sul sito del sindacato Fp-Cgil.

“Un primo risultato dopo 10 anni di lotte”

“Dopo circa 10 anni di scioperi, mobilitazioni e iniziative, spesso da soli come Fp Cgil, oggi arriva un primo risultato. Il terzo tassello per ricomporre il quadro del lavoro pubblico, dopo il rinnovo del contratto delle Funzioni Centrali e la recente intesa su quello delle Funzioni Locali”, afferma la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, al termine della trattativa, dopo la firma dell’intesa sottoscritta in sede Aran.

“Finalmente - prosegue - sblocchiamo la contrattazione nel settore sanitario, primo passo per restituire la dignità a tutti coloro che lavorano prendendosi cura dei cittadini, ma non ci fermiamo: la strada è ancora lunga. Lavoratrici e lavoratori che, dopo anni di sacrifici e di impegno, troppo spesso non riconosciuti, ottengono finalmente un segno di attenzione dedicata a tutto il personale della sanità”.

In vista del rinnovo di questo contratto, fa sapere la segretaria generale della Fp Cgil, “abbiamo deciso, dopo la mobilitazione del 5 febbraio, di presidiare il tavolo del Contratto nazionale della Sanità pubblica perché si arrivasse ad un contratto che traccia la strada verso l’innovazione. Tra il testo in entrata consegnato da Aran e quello emendato da noi abbiamo ottenuto sostanziali miglioramenti”.

Sanità: la tabella con tutti gli aumenti

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Il contratto

Nel dettaglio, infatti, in una scheda la Fp Cgil elenca i punti principali dell’intesa: “Raggiunto l’obiettivo di erogare per il 2018 aumenti retributivi fino a 95 euro mensili, inoltre arriveranno gli arretrati del 2016 e 2017 e ripartirà la contrattazione per il trattamento accessorio; realizzato un reale e visibile aumento dei diritti con un avanzamento complessivo degli istituti dei rapporti di lavoro: permessi, congedi, ferie, malattie, ecc; previsti 91 euro pro capite per incrementare i fondi della produttività e rivalutare le indennità a seguito della contrattazione integrativa (a partire da notturno, pronta disponibilità e festivo); garantiti fino a 15 minuti di tempo di vestizione, innalzabili in contrattazione aziendale; su assunzioni, formazione, risorse aggiuntive e riorganizzazioni si apre un confronto regionale vero: più spazio per incidere dove si decide; niente deroghe sui riposi, rispettato l’orario di lavoro; estensione, da subito, del sistema indennitario agli operatori socio-sanitari e agli assistenti sociali; più ruolo alle Rsu: potenziata la contrattazione decentrata e semplificati i fondi per la contrattazione; entro luglio un nuovo sistema di classificazione; un nuovo sistema di incarichi di coordinamento, organizzativi, professionali e di formazione per valorizzare quelli esistenti e offrire opportunità; infine, escluso il Jobs Act, a partire dal mantenimento dell’articolo 18, ed eliminata la legge Brunetta”.

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Politiche per la sanità

 Quanto invece al tema generale delle politiche per la Sanità, Sorrentino afferma: “Prosegue la nostra campagna per le stabilizzazioni del personale precario in sanità e quella a sostegno di un piano straordinario per l’occupazione nel settore. Il contratto, che contiene anche un nuovo modello di relazioni sindacali, consentirà ai sindacati e alle Rsu di accompagnare i processi di riorganizzazione aziendale e organizzativa in sanità”.
Anche in queste ore, continua la dirigente sindacale, “abbiamo sollevato il problema di finanziare adeguatamente il Fondo sanitario nazionale, sia per dare più risorse alla contrattazione e ai trattamenti economici dei lavoratori, sia per difendere e potenziare il Sistema nazionale pubblico oramai al collasso. Salute è un diritto fondamentale, sanità è servizio essenziale, per questo va garantita universalità d’accesso ai cittadini e qualità del lavoro attraverso crescita e riconoscimento professionale dei lavoratori del comparto”, conclude Sorrentino.

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