Venerdì, 6 Agosto 2021
Lavoro

Licenziamenti, alta tensione dopo i casi Gkn e Whirlpool: ipotesi sanzioni alle multinazionali che delocalizzano

Il ministro del Lavoro Orlando: "Bisogna utilizzare questa ondata di finanziamenti che avremo col Recovery plan per responsabilizzare di più le imprese e legarle con più forza al paese nel quale operano e dal quale ricevono sussidi". La Whirlpool ieri ha inviato alle rappresentanze sindacali territoriali, via pec, le lettere di licenziamento per oltre 300 lavoratori

Due grandi gruppi, Gkn e Whirlpool, lasciano a casa centinaia di lavoratori in Toscana e in Campania. Dopo lo sblocco dei licenziamenti (ma non certo solo per quel motivo), in molti prevedevano un autunno caldo sul fronte lavoro. Siamo solo a luglio, e i dossier sul tavolo di ministero del Lavoro e sindacati si accumulano.

Spunta l'ipotesi di sanzioni alle multinazionali che delocalizzano in altri paesi. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un'intervista alla Stampa propone nuove misure per contrastare situazioni come quelle di Gkn e Whirlpool. "Bisogna utilizzare questa ondata di finanziamenti che avremo col Recovery plan per responsabilizzare di più le imprese e legarle con più forza al paese nel quale operano e dal quale ricevono sussidi, e tutti gli strumenti che vanno in questa direzione vanno utilizzati. Per questo proporrò al ministro Giorgetti di confrontarci per rafforzare questo tipo di misure che già esistono ma che oggi, evidentemente, non sono sufficienti ed incisive".

"Il blocco dei licenziamenti non sarà ripristinato"

Per il ministro inutile invece intervenire di nuovo sul blocco licenziamenti. "A questo punto - ha detto - ripristinare il blocco ex post sarebbe complicato e non avrebbe effetti. La nostra grande attenzione a questo punto va posta alla prossima scadenza di ottobre. Per questo occorre far seguire alla fine del blocco la riforma degli ammortizzatori sociali perché in questo caso avrà una forte valenza visto che estenderemo le copertura anche alle piccole imprese con un sistema di paracaduti più efficiente di quello che oggi esiste".

La Whirlpool ieri ha inviato alle rappresentanze sindacali territoriali, via pec, le lettere di licenziamento per oltre trecento lavoratori dello stabilimento di via Argine a Napoli. Una mail che, da quanto si apprende, è stata mandata direttamente dall'azienda e non attraverso l'Unione degli industriali come da prassi. Secondo quanto previsto dalla legge, adesso ci sono 75 giorni per cercare una possibilità di ritiro della procedura di licenziamento collettivo. In caso contrario, allo scadere del 75esimo giorno, l'azienda provvederà a inviare ai singoli dipendenti la missiva comunicando la cessazione del rapporto di lavoro. L'avvio della procedura di licenziamento collettivo era stata annunciata due giorni fa dai vertici aziendali nel corso del tavolo che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico.

I dipendenti dello stabilimento Whirlpool di Napoli "non possiedono le competenze tecniche necessarie all'esecuzione delle lavorazioni in essere negli altri stabilimenti italiani senza l'attuazione di interventi formatici, organizzativi, logistici e talmente costosi e complessi da compromettere l'efficiente svolgimento dell'attività aziendale, finendo per generare una situazione di squilibrio strutturale". È quanto si legge nella lettera della Whirlpool inviata via pec a Fiom, Uilm e Fim della Campania, all'ufficio di gabinetto del presidente della Regione Campania e, per conoscenza, alle segreterie dei sindacati nazionali e ai ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico per annunciare la volontà di procedere al licenziamento collettivo di tutti i 327 dipendenti attualmente occupati nello stabilimento di via Argine a Napoli. "Le ragioni per le quali la suddetta riduzione di organico riguarda in maniera esclusiva lo stabilimento di Napoli, e non altre unità produttive dell'azienda, sono di natura tecnico-produttiva e organizzativa", ha spiegato la multinazionale che ha poi specificato che anche il ricollocamento delle tute blu presso lo stabilimento di Carinaro, in provincia di Caserta, non è attuabile perché "svolge attività del tutto diverse rispetto alla produzione di lavatrici di alta gamma".

Gkn, Todde: "Dall'azienda schiaffo all'Italia"

"Una gravissima mancanza di rispetto, lo Stato tratta con chi ha potere di trattare e la parola responsabilità fa parte del vocabolario delle aziende che si siedono al tavolo delle Istituzioni". La vicemnistra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, in un'intervista al Corriere della sera, mostra tutto il suo disappunto per la decisione di Gkn di confermare i licenziamenti, raccontando che al tavolo di crisi l'azienda era rappresentata da un avvocato.

"Questa non è una crisi industriale - aggiunge - ma una vertenza con tematiche finanziarie, lo stabilimento è stato trasformato in un prodotto finanziario, non è un atteggiamento corretto nel metodo e nel merito. Riconvocheremo il tavolo in tempi brevi e lavoreremo in sinergia con tutte le istituzioni per una soluzione concreta per la città e i lavoratori".

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