Lunedì, 17 Maggio 2021
Perdere il lavoro durante una pandemia

Cosa pensa di fare il governo Draghi dopo lo sblocco dei licenziamenti

Alle aziende da un anno non è permesso licenziare i dipendenti per ragioni economiche, né in forma collettiva né in forma individuale. Le date segnate in rosso sul calendario sono il 30 giugno e il 31 ottobre. E poi? Il ministro del Lavoro Andrea Orlando: "Pensiamo di realizzare interventi mirati, anche territoriali, per distretto, per filiera, quasi chirurgici"

"Fino a tutto giugno c'è il blocco dei licenziamenti per tutti, da inizio luglio in poi inizia lo sblocco per la grande impresa che dispone di ammortizzatori ma per le imprese più piccole si attende l'autunno in attesa di strumenti che attualmente non sono previsti per tutti i tipi di impresa" ha detto oggi il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervistato a Uno mattina su Rai 1. Serviranno "ritocchi", "si dovrà accompagnare il superamento del blocco" dei licenziamenti "con una serie di strumenti che tengano conto del diverso andamento dei settori" ha aggiunto Orlando. Ritocchi? In che senso? Cosa succederà in concreto con la fine del blocco dei licenziamenti nel corso del 2021?

Cosa succederà in concreto con la fine del blocco dei licenziamenti

Partiamo dalla situazione attuale: alle aziende italiane da un anno circa non è permesso licenziare i propri dipendenti per ragioni economiche, né in forma collettiva né in forma individuale. Lo stabilì il governo Conte bis  e l'obiettivo era evitare che la crisi economica avesse impatti sociali devastanti. Le aziende potevano e possono ricorrere alla cassa integrazione (cig), misura che copre il costo del lavoro dei dipendenti di cui le imprese non hanno avuto bisogno a causa del calo della domanda di alcuni beni o servizi, soprattutto nei settori maggiormente colpiti dalla crisi pandemica, come quelli turistico e della ristorazione.

Ma il Decreto Sostegni ha ufficializzato il termine del blocco dei licenziamenti: c'è una data, il 30 giugno 2021. Centinaia di migliaia di posti di lavoro sono a rischio secondo le stime più credibili (c'è chi si spinge a ipotizzarne mezzo milione).

E' impossibile sapere con precisione quale sarà l'impatto finale della crisi pandemica sull'economia. "E' necessario aggiustare progressivamente la mira. Sarà importante per questo il confronto con le parti sociali che parte oggi" ha anche detto, sempre oggi, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.

Lo sblocco dei licenziamenti dovrà per forza di cose essere graduale. "Credo sia necessario, e ne parleremo al tavolo con le aziende, distinguere tra le varie dimensioni delle imprese per prevedere uno sblocco selettivo - ha spiegato l'esponente Pd - faremo un censimento delle diverse situazioni e pensiamo di adottare misure ad hoc per gestire le crisi aziendali e per le politiche industriali. Alcuni settori hanno superato di più la crisi anche all'interno dello stesso macro comparto. Sarà l'eccezione a mettere in discussione la regola generale. Con il dialogo - ha concluso - pensiamo di realizzare interventi mirati, anche territoriali, per distretto, per filiera, quasi chirurgici".

Le date della fine del blocco dei licenziamenti: 30 giugno e 31 ottobre

Ci sono due date diverse oggi come oggi per la fine del blocco dei licenziamenti, in base alla tipologia di ammortizzatore sociale di cui questo può beneficiare.

  • 30 giugno 2021 - dal giorno seguente alcune imprese potranno iniziare a licenziare. Sono quelle che usufruiscono della cassa integrazione ordinaria (CIGO), che sono per lo più quelle del settore industriale. Queste imprese potranno, dal 1° aprile al 30 giugno, fruire di ulteriori 13 settimane gratuite di CIGO con causale Covid19.
  • 31 ottobre 2021 - il blocco dei licenziamenti è esteso fino a questa data per tutti gli altri datori di lavoro, che hanno beneficiato dal 1° aprile al 31 dicembre 2021 di 28 settimane di assegno ordinario a carico del fondo di integrazione salariale (FIS) o di cassa integrazione in deroga (CIGD). Solo i datori di lavoro fuori dal campo di applicazione della CIGO.

Va specificato che il blocco dei licenziamenti "non vale" se si verifica la cessazione definitiva dell’attività di impresa, se l'azienda fallisce e se viene firmato un accordo tra datore di lavoro e sindacati.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa pensa di fare il governo Draghi dopo lo sblocco dei licenziamenti

Today è in caricamento