Venerdì, 5 Marzo 2021

Arcelor Mittal, più di tremila esuberi: i sindacati proclamano lo sciopero

"Piano inaccettabile". La risposta di Cgil, Cisl e Uil al progetto presentato dall'investitore francoindiano al governo

Le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del Gruppo Arcelor Mittal ex Ilva per il prossimo 9 giugno, in concomitanza con l'incontro tra le segreterie nazionali e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

"Le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm, insieme alle strutture territoriali ed alle Rsu del gruppo Arcelor ex Ilva - spiegano i sindacati in una nota - ritengono inaccettabile il piano industriale presentato da Arcelor Mittal al governo in data 5 giugno 2020, non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, contenente esuberi all'interno dei vari siti".

Arcelor Mittal, sindacati proclamano lo sciopero il 9 giugno

Lo sciopero scatterà dalle ore 7 di martedì 9 giugno in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo. Le organizzazioni dei lavoratori "rivendicano con forza la piena occupazione, gli investimenti e il risanamento ambientale oggetto dell'accordo sindacale del 6 settembre 2018" e "ritengono ancor più grave che le decisioni dell'azienda si basino su un accordo tra la stessa Arcelor Mittal e il governo siglato nello scorso mese di marzo ma a tutt'oggi a noi sconosciuto".

Quale sarebbe la strategia del colosso francoindiano sull'ex Ilva? "Arcelor Mittal Italia ha presentato ai ministeri dell'Economia, dello Sviluppo economico e del Lavoro il suo nuovo piano industriale. Da alcune indiscrezioni, risulta che il piano non sarebbe lontano dall'accordo raggiunto a marzo al Tribunale di Milano, quando si chiuse il contenzioso tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal", aveva detto nei giorni scorsi il segretario della Fim-Cisl Marco Bentivogli, secondo il quale il piano presentato da Arcelor Mittal prevede 3.300 esuberi già nel 2020 - su un totale di 10.700 occupati - e il rinvio del rifacimento dell'Altoforno 5 (Afo5).

"Non sono accettabili gli esuberi dichiarati intorno alle 3300 unità e una produzione che si assesterebbe intorno ai 6 milioni di tonnellate annue". Secondo Bentivogli, "ArcelorMittal avrebbe fatto presente che lo scenario, rispetto all'accordo di marzo, è profondamente cambiato a causa del lockdown. Ottimo alibi per ritardare ancora la ripartenza dell'Altoforno 5 e per continuare a smantellare lo stabilimento senza proseguire le opere ambientali".

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