Sciopero aereo 25 febbraio: 24 ore senza voli

Air Italy in liquidazione, Alitalia in difficoltà: nuvole dense sui cieli italiani. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per martedì 25 febbraio 2020 per tutto il personale dipendente delle società-compagnie del settore trasporto aereo

I sindacati proclamano uno sciopero nazionale di 24 ore per il martedì 25 febbraio 2020, dalle ore 00.01 alle ore 24.00 per tutto il personale dipendente delle società-compagnie del settore trasporto aereo.

Ad annunciarlo in una nota congiunta sono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo in concomitanza con il fallimento della compagnia aerea Air Italy e le perduranti difficoltà della vicenda Alitalia. Sul fascicolo della compagnia di bandiera le incognite sono legate alla scadenza del 31 maggio prossimo, data entro la quale la compagnia - secondo l'ultimo decreto approvato - deve restituire il nuovo prestito da 400 milioni concesso dal governo. Una deadline che viene dato al commissario Giuseppe Leogrande per espletare la procedura di cessione della compagnia.

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"Da ormai troppo tempo le organizzazioni sindacali - si legge nella nota- richiedono inascoltate un tavolo di lavoro ministeriale ed una cabina di regia che abbia la finalità di riscrivere le regole del Settore. Riteniamo infatti e lo abbiamo più volte sostenuto in ogni momento istituzionale di confronto che l'obiettivo principale ed ineludibile sia quello di porre fine alle cause ed agli effetti delle azioni di dumping industriale e contrattuale che hanno generato inaccettabili asimmetrie competitive".

Sciopero aereo martedì 25 febbraio 2020

Una prima azione di sciopero nazionale di quattro ore era stata proclamata lo scorso 26 luglio 2019, e una seconda azione di sciopero il 25 novembre 2019. Sono stati effettuati, inoltre, scioperi di numerose aziende del settore il 13 dicembre 2019 ed il 14 gennaio 2020 generati della grave crisi che imperversa nel settore del trasporto aereo e dal proliferare di situazioni di pesante crisi industriali, in alcuni casi della stessa impresa, più volte nel tempo, come nella vicenda Alitalia ed Air Italy.

"L'assenza di una concreta legislazione nazionale di sostegno del settore e di contrasto al dumping contrattuale, ma anche le politiche di incentivi messe in campo in maniera non ordinata, la crisi delle imprese e dell'occupazione, il deterioramento costante della qualità dell'offerta commerciale e della qualità del lavoro, e delle relazioni industriali, dovuto all'apertura dei processi di liberalizzazione senza regole per il lavoro - sottolineano i sindacati-, hanno consentito l'abbassamento incontrollato delle tariffe; tutto questo ha complessivamente determinato la degenerazione complessiva del settore".

Secondo i sindacati, "permangono tutte le problematiche che hanno determinato la crisi della principale Compagnia italiana, ovvero il gruppo Alitalia in A.S. e nulla lascia presagire, al di là delle dichiarazioni di intenti, che essa si chiuda senza impatto sul fronte del lavoro, in termini di esuberi di lavoratori e lavoratrici e di tagli al costo del lavoro, sia dei dipendenti diretti della Compagnia che delle Imprese dell'indotto che le scriventi ribadiscono ancora una volta di non voler minimamente accettare". In particolare la società Alitalia, giova ricordarlo, ha attualmente già in Cigs un totale di 1.075 lavoratori del personale di terra e di volo oltre ad una serie di criticità non risolte legate al costo del lavoro del personale di terra e di volo, che pesano da anni sui lavoratori ed aggravano un quadro già altamente critico in termini di incertezza rispetto al futuro aziendale".

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In questo contesto, altamente destabilizzante, sottolineano i sindacati, "si inserisce il provvedimento del Governo contenuto nel Decreto-Legge 28 gennaio 2019, n. 4, allorché all'articolo 26, relativo al Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo, si riduce nel tempo e nella quantità economica la destinazione delle addizionali comunali dei diritti di imbarco verso il Fondo, l'unico strumento che è stato in grado, in questi anni, di sostenere i lavoratori e le lavoratrici nelle frequenti espulsioni, sia in termini di reddito, funzionando come ammortizzatore sociale, che di unico sostegno nei casi di veri e propri licenziamenti, derivati dalle continue crisi delle imprese del settore". Il fondo di solidarietà del trasporto aereo è dal 1 gennaio 2020 privo del finanziamento derivante dalle addizionali comunali sui diritti di imbarco e quindi incapiente per erogare, le prestazioni di sostegno al reddito previste già per l'anno in corso 2020, nonché a maggior ragione, in prospettiva di un altro possibile pesante aggravamento della crisi del settore. "Tutte le nostre richieste sono rimaste inascoltate", rilevano i sindacati.

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