Sabato, 8 Maggio 2021
Consegne a rischio

Perché scioperano i lavoratori Amazon

I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato per oggi, lunedì 22 marzo, la protesta di 24 ore che coinvolge circa 40mila lavoratori in tutta Italia: a rischio le consegne su tutto il territorio nazionale, l'azienda scrive ai clienti

La protesta dei lavoratori Amazon (Foto Ansa)

Braccia incrociate oggi, lunedì 22 marzo, per circa 40mila lavoratori di Amazon, tra driver, addetti agli hub e ai magazzini. Uno sciopero di 24  proclamato dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per chiedere all'azienda chiarimenti su diverse problematiche, dai carichi di lavoro ai tempi, fino ai dipendenti precari.

Sciopero Amazon 22 marzo: i motivi della protesta

Perché scioperano i lavoratori Amazon? I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno spiegato i motivi della protesta attraverso una nota:  ''Per un giorno ci vogliamo fermare, ci dobbiamo fermare. E' una questione di rispetto del lavoro, di dignità dei lavoratori, di sicurezza per loro e per voi. Per questo, per vincere questa battaglia di giustizia e di civiltà abbiamo bisogno della solidarietà di tutte le clienti e di tutti i clienti di Amazon''. 

La decisione di scioperare è arrivata per protestare contro la rottura delle trattative a livello nazionale sul rinnovo del contratto di secondo livello e che porterà per la prima volta questi lavoratori ad incrociare le braccia interrompendo così la consegna di quel fiume ininterrotto di migliaia di pacchi consegnati ogni giorno: "Voi che ricevete un servizio siete le persone cui chiediamo attenzione e solidarietà, perché continui ad essere svolto nel migliore dei modi possibili'', si legge ancora nell'appello che rivendica per questi lavoratori impegno e dedizione.

''Scioperano - scrivono i sindacati ai consumatori - le persone che, mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce in piena comodità. Quelli e quelle che consegnano i pacchi, quelli e quelle che ancora prima lo preparano per la spedizione: circa 40 mila lavoratori e lavoratrici che non si fermano mai. Quelli e quelle che, insieme a voi, hanno consentito il boom di ordini e conseguentemente portato alle stelle i profitti di Amazon, e quindi di fatturato, di tutto il sistema dell'e-commerce".

E se i driver che consegnano materialmente la merce "arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l'intero mese" arrivando a consegnare anche 180-200 pacchi al giorno, dentro i magazzini non va meglio. "Si lavora 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz'ora, ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento. Nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro imposti e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale né continuità occupazionale, per i driver, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennità contrattata per covid-19, in costanza di pandemia'', conclude l'appello.

In occasione dello sciopero di oggi, Tania Scacchetti, segretaria confederale della Cgil, ha parlato in video ai lavoratori e alle lavoratrici Amazon: "Oggi è una giornata molto importante. I lavoratori e le lavoratrici della filiera di Amazon hanno deciso di protestare per rivendicare un normale sistema di relazioni sindacali. Un messaggio importante rispetto alla necessità di parlare di lavoro di qualità''. 

Per la dirigente sindacale "è importante che Amazon incrementi le proprie attività in Italia, ma non è sufficiente offrire occasioni di lavoro. Abbiamo ancora problemi insostenibili di carichi, di tempi, di eccessiva precarietà lavorativa. In un'azienda con quel tipo di fatturato - continua - è giusto costruire un sistema di relazioni che riconosca ai lavoratori un premio di risultato e condizioni contrattate. Ossia relazioni sindacali stabili".

"Non è facile - prosegue Scacchetti - chiedere oggi ai lavoratori di scioperare. Sappiamo della carenza di lavoro, sappiamo dell'alta ricattabilità degli addetti. Però sappiamo anche che combattere e rivendicare diritti per la propria dignità è l'unica strada possibile per affermare il diritto a un lavoro di qualità. Per questo oggi ringraziamo tutti gli uomini e le donne che hanno voluto dare questo segnale e auspichiamo che l'azienda riprenda un serio percorso di confronto. Riaprendo i tavoli, ma soprattutto trovando soluzioni alle tante questioni aperte. Auspichiamo - conclude Tania Scacchetti - che il messaggio arrivi forte ai clienti di Amazon e alla cittadinanza tutta perché quest'azienda, come tante altre aziende, può e deve coniugare lo sviluppo e il profitto con i diritti di chi lavora".

Amazon ai sindacati: ''Salari competitivi, noi certificati top employer''

Amazon ha risposto alle critiche arrivate dai sindacati ricordando che l'azienda sia stata certificata Top Employer,  attribuitole per "la qualità dell'ambiente di lavoro, le opportunità di formazione e i piani di carriera offerti ai dipendenti in Italia. Offriamo salari competitivi, benefit e ottime opportunità di crescita professionale''.

Una certificazione che riguarda tutte le attività di Amazon in Italia, comprese quelle legate al sito web Amazon.it, le attività logistiche, i servizi cloud di Amazon Web Services, ecc, rivendica ancora il gruppo. Salari dunque competitivi, elenca il gigante dell'e-commerce: i dipendenti sono assunti inizialmente al 5° livello del Contratto nazionale Trasporti e Logistica con un salario d'ingresso pari a 1.550 euro lordi al mese per i dipendenti a tempo pieno che include un pacchetto di benefit, dagli sconti sul sito Amazon.it all'assicurazione contro gli infortuni. I corrieri, spiega ancora Amazon, sono assunti da fornitori di servizi di consegne sempre secondo quanto prevede il contratto dei Trasporti e Logistica con un salario d'ingresso pari a 1.644 euro lordi al mese per i dipendenti a tempo pieno, e oltre a 300 euro netti mensili come indennità giornaliera.

A questo, prosegue Amazon, il gruppo ha erogato un bonus a titolo di riconoscimento e ringraziamento ai dipendenti del settore logistico e ai dipendenti dei fornitori terzi per il lavoro eccezionale svolto durante l'emergenza sanitaria: due i riconoscimenti una tantum previsti, di 500 euro durante la prima fase dell'emergenza e di 300 euro nel mese di dicembre, per i dipendenti impiegati a tempo pieno, e un importo riproporzionato se hanno lavorato con contratti part-time. Per quel che riguarda il numero di pacchi da consegnare, dice ancora Amazon Italia, esso "è assegnato in maniera appropriata e si basa sulla densità delle aree di consegna (normalmente i corrieri effettuano più consegne per ciascuna fermata), sulle ore di lavoro, sulla distanza da percorrere. Amazon assegna i percorsi ai fornitori di servizi di consegna che a loro volta li assegnano ai loro corrieri in base al loro orario di lavoro. "Effettuiamo controlli regolari sulla conformità dei nostri fornitori di servizi di consegna, anche per quanto riguarda gli aspetti retributivi, contributivi e la regolarità delle pratiche occupazionali", annota ancora Amazon che in caso di violazione delle regole adotta nei confronti delle società "i rimedi contrattualmente previsti, inclusa l'interruzione del rapporto contrattuale".

Quanto alla sicurezza e all'epidemia in corso Amazon ricorda di aver investito nel 2020 oltre 11.5 miliardi di dollari in iniziative legate a contrastare la diffusione del Covid-19. Solo in Italia, sono state acquistate nel 2020 più di 230 milioni di unità di disinfettante per le mani, 12 milioni di paia di guanti, 9 milioni di unità di mascherine, visiere protettive e altre protezioni per naso e bocca, e 35 milioni di unità di salviette disinfettanti.Inoltre diamo a tutti i nostri dipendenti la possibilità di effettuare regolarmente e su base volontaria tamponi nasofaringei. "Diamo ai corrieri il tempo necessario per disinfettare i loro veicoli tra una fermata e l'altra", ricorda ancora il Gruppo che ha erogato ai dipendenti oltre 170.000 ore di formazione sulla sicurezza. Quanto agli investimenti, dal suo arrivo in Italia nel 2010, Amazon, spiega ancora, ha investito oltre 5.8 miliardi di euro creando più di 9.500 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, di cui 2.600 solo nel 2020 in oltre 40 siti sparsi in tutto il Paese. Solo nel 2020, l'azienda ha inaugurato due nuovi centri di distribuzione a Castelguglielmo/San Bellino (Rovigo) e Colleferro (Roma), mentre nel 2021 entreranno in attività il centro di distribuzione di Novara e di Cividate al Piano (BG) e il centro di smistamento di Spilamberto (MO) con l'obiettivo di creare ulteriori 2.000 posti di lavoro nell'arco dei prossimi tre anni. Negli ultimi anni, Amazon ha inoltre aperto vari centri e depositi di smistamento in tutta la Penisola.

Amazon scrive ai clienti: ''Rispettiamo le scelte dei lavoratori''

 "Cari clienti, oggi è previsto uno sciopero organizzato a livello nazionale da alcune sigle sindacali. In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini". E' quanto scrive, in una lettere ai clienti, la country manager di Amazon.it e Amazon.es, Mariangela Marseglia, in occasione dello sciopero di oggi dei lavoratori dell'azienda in Italia. "L'emergenza sanitaria - si legge ancora - tutt'ora in corso ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi. Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale, permettendovi di acquistare e ricevere i prodotti di cui avete bisogno restando a casa il più possibile".

"Il nostro impegno nei confronti dei nostri dipendenti non si ferma. Continueremo - scrive Marseglia - ad assicurarci che tutto il nostro personale sia adeguatamente protetto, monitoriamo i cambiamenti e aggiorniamo costantemente le misure preventive giorno per giorno. Offriamo test gratuiti e supporteremo in tutti i modi il piano di vaccinazione, appena sarà possibile, per far sì che ogni persona che frequenti i nostri siti venga adeguatamente assistita. Essere l'azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia", si legge ancora nella lettera.

"I fatti sono che noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo", conclude Marseglia.

Sciopero Amazon, Consumerismo: ''Danneggia i consumatori, è un errore''

Infine, secondo l'associazione Consumerismo No Profit, l'idea di scioperare sarebbe un errore, in quando danneggerebbe soltanto i consumatori: "Lo sciopero dei lavoratori Amazon creerà pesanti disagi ai consumatori, ancora una volta presi in ostaggio per rivendicazioni sindacali". 

"I consumatori sono contrari a qualsiasi tipo di sciopero che utilizzi i cittadini per rivendicazioni di tipo sindacale - afferma il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele - In questo momento di zone rosse estese e di impossibilità di spostamento per gli utenti, ritardare le consegne arreca un danno materiale alla collettività. Non entriamo nel merito delle giuste richieste dei lavoratori e delle criticità del comparto, ma riteniamo sia ingiusto, considerata la situazione attuale, far pagare ai consumatori il prezzo della vertenza Amazon". 

Questo sciopero, sostiene, "deve essere però l'occasione per far riscoprire ai cittadini i negozi di vicinato, che svolgono un vero e proprio servizio pubblico ma che troppo spesso sono svantaggiati dalla concorrenza dell'e-commerce, e rivolgiamo un appello a tutti i consumatori affinché, in occasione delle sciopero dei lavoratori Amazon, effettuino acquisti presso gli esercizi del proprio quartiere, sostenendo così l'economia di prossimità", conclude il presidente di Consumerismo.

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