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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Sciopero benzinai per due giorni, tutto confermato: orari e motivi della protesta

Il 6 e il 7 novembre (per la precisione fino alle ore 6 di venerdì 8 novembre) resteranno chiusi per 48 ore i distributori di carburante in tutta Italia: ecco le modalità, gli orari e le motivazioni dello sciopero dei benzinai

Benzinai in sciopero per due giorni: è tutto confermato. Tanti disagi in vista, perché su strade e autostrade non vi sarà erogazione di carburante. Si tratta di una protesta rivolta in primis contro il governo a causa di una serie di provvedimenti - spiegano i sindacati di categoria - come la fatturazione elettronica ed i registratori di cassa. Ecco nel dettaglio le modalità, gli orari e le motivazioni dello sciopero dei benzinai in programma nei giorni 6-7 e 8 novembre 2019.

Sciopero benzinai 6-7 e 8 novembre 2019: le cose da sapere

Le organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno proclamato uno sciopero nazionale dei gestori degli impianti stradali e autostradali. Benzinai chiusi in tutta Italia per 48 ore su strade e autostrade, dunque, dalle 6 di mercoledì 6 novembre fino alle 6 di venerdì 8 novembre. Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio hanno infatti proclamato uno sciopero nazionale.

Sciopero benzinai, la lista dei distributori aperti su autostrade e tangenziali

"La protesta - spiega una nota diramata dai sindacati - è rivolta innanzitutto nei confronti del governo che sta gravando, con adempimenti inutili e cervellotici, su un'intera categoria con provvedimenti che vanno dalla fatturazione elettronica ai registratori di cassa telematici, dalla rimodulazione dell'Indice sintetico di affidabilità fiscale all'introduzione di Documenti di trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera in formato elettronico, dall'invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i gestori che non ricevono in tempo da fornitori e Agenzia delle entrate i documenti necessari per la loro contabilità".

Benzinai in sciopero per due giorni, tutto confermato: disagi in vista

La Confesercenti di Roma e del Lazio sta registrando, per il tramite della sua Federazione di categoria, la Faib, le adesioni delle aziende aderenti. Nell’occasione Confesercenti ha ricordato che la categoria dei gestori chiude per sciopero "per protestare contro la politica fiscale del governo e contro la negazione dei diritti ad una categoria allo stremo. Lo sciopero è attuato su tutto il territorio nazionale ed è stato promosso dalle organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio". In occasione della prima giornata di sciopero, il 6 novembre, le organizzazioni di categoria daranno vita anche ad una manifestazione/concentramento in piazza del Parlamento e terranno una conferenza stampa nella sala del Capranichetta adiacente. E' previsto l’arrivo a Roma di molte delegazioni provenienti da tutta Italia.

"Di fronte al silenzio assordante del Governo e all’indifferenza del Ministro dello Sviluppo Economico le Organizzazioni dei Gestori degli impianti stradali non hanno potuto fare altro - si legge in una nota - che ricorrere alla mobilitazione generale che culminerà con lo sciopero che avrà inizio alle ore 6 del giorno 6 e terminerà alle ore 6 del giorno 8 Novembre". "Il silenzio del Governo, nel suo complesso, è un grave atto di irresponsabilità - proseguono Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio - non solo verso i Gestori ma verso i cittadini stessi che saranno chiamati a pagare con gli inevitabili disagi il conto di una politica governativa sempre più orientata ad assumere provvedimenti di impatto mediatico anziché soluzioni per le Categorie produttive e finanche a favorire, indirettamente, il sistema bancario".

I sindacati proseguono: "Con questa politica il Governo sceglie di marginalizzare la nostra categoria anche attraverso la moltiplicazione di adempimenti fiscali tanto inutili quanto dispendiosi, senza avere il coraggio di mettere le mani -riordinandola- a quella illegittima giungla contrattuale della quale si avvantaggiano solo soggetti che continuano a tenere in ostaggio un settore che contribuisce con circa 40 Miliardi/anno al bilancio dello Stato".

Le organizzazioni di categoria indicano i vari adempimenti "inutili fatti per scaricare sull'ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali": si va "dalla fatturazione elettronica, all'introduzione degli Isa che risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai Registratori di cassa Telematici per fatturati di 2 mila euro/anno, all'introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera in formato elettronico da digitalizzare a mano".

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