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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia Italia

"Sciopero generale il 18 settembre": sindacati compatti verso l'autunno caldo

Sul piatto delle richieste dei sindacati la proroga del blocco dei licenziamenti e il rinnovo dei contratti nazionali che interessano ben 8 dipendenti su 10

Cgil, Cisl e Uil sono pronti a uno sciopero generale il 18 settembre. Lo affermano i segretari generali Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) che hanno già indetto un'iniziativa per il 18 settembre che potrà trasformarsi in uno sciopero generale: "Dipenderà solo dalle scelte del governo e della Confindustria".

Sul piatto delle richieste dei sindacati la proroga del blocco dei licenziamenti e il rinnovo dei contratti nazionali che interessano ben 8 dipendenti su 10.

"Se il governo - sottolineano i segretari generali - non prorogasse il blocco dei licenziamenti fino alla fine del 2020, si assumerebbe tutta la responsabilità del rischio di uno scontro sociale. Chi pensa di anticipare quella data alla fine dello stato di emergenza dimostra di non avere cognizione delle elementari dinamiche del mercato del lavoro e di non preoccuparsi delle condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori. Chi pensa che possano stare insieme sgravi contributivi e fiscali generalizzati (vedi Irap) e licenziamenti non capisce che ora è il tempo della coesione sociale e degli investimenti sul lavoro".

"In questo contesto - aggiungono Landini, Furlan e Bombardieri - è davvero grave che Confindustria decida di non firmare i contratti nazionali dei lavoratori della sanità privata e del settore alimentare, che con la loro opera essenziale ci hanno permesso di uscire dalla fase più acuta della pandemia".

Contratti scaduti, verso un autunno caldissimo: in "attesa" 8 dipendenti su 10

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Uno dei contratti più spinosi data anche l'emergenza coronavirus riguarda il paradosso dei lavoratori della sanità privata che svolgono un servizio pubblico per conto delle Regioni ma aspettano il rinnovo del contratto da 14 anni. I sindacati chiedono alle Regioni una revisione degli accreditamenti auspicando il diniego per le società non in regola con i rinnovi dei contratti e per coloro che non applicano i salari in parità con i dipendenti della sanità pubblica.

Il segretario generale Cisl Fp Lazio Roberto Chierchia era presente oggi al presidio nazionale di protesta contro la mancata ratifica da parte dell'Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris) e l'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) del rinnovo del contratto della sanità privata, nonostante la preintesa sottoscritta il 10 giugno scorso.

"Una scelta, quella di Aris ed Aiop - affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - vergognosa, perpetrata sulla pelle di tutte le professioniste e i professionisti della sanità privata, definiti eroi quando si tratta di fare profitto e poi negati di ogni diritto. Ora non ci rimane che la lotta e questo di certo non ci spaventa", hanno detto i sindacati, ribadendo che si andrà verso uno sciopero nazionale.

"Sono 14 anni che i lavoratori del settore privato, che è convenzionato, aspettano il rinnovo del contratto - dice il leader della Cgil Maurizio Landini - non si può continuare così. Firmare il contratto- aggiunge- vuol dire riconoscere il lavoro delle persone e significa mettere al centro davvero la salute dei lavoratori e dei cittadini".

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