Venerdì, 5 Marzo 2021

Navi e porti, sciopero dei lavoratori il 24 luglio: i motivi della protesta

Le sigle Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato il “braccia incrociate” di 24 ore: ''Nel settore si sta verificando uno scontro che rischia di scaricarsi sulla sicurezza e sui redditi dei lavoratori''

Foto di repertorio

Il prossimo 24 luglio incroceranno le braccia i lavoratori dei porti, dei lavoratori marittimi e dei servizi di rimorchio portuale: a proclamare lo sciopero sono state le sigle di settore Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti spiegando che ''nel settore portuale e marittimo, in una fase così delicata per il Paese, si sta verificando uno scontro importante tra interessi divergenti tra le parti che rischia di scaricarsi sulla sicurezza e sui redditi dei lavoratori''. 

Sciopero marittimi 24 luglio: le motivazioni della protesta

''Tra le motivazioni alla base dello sciopero - sottolineano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti - c'è il tema dell'autoproduzione delle operazioni portuali utilizzata per abbattere i costi, creando fenomeni distorsivi del mercato e della concorrenza. Vi è inoltre la necessità di riaprire immediatamente il confronto per i rinnovi dei contratti nazionali del settore marittimo e portuale, scaduti rispettivamente nel 2017 e nel 2018, per affrontare in maniera condivisa le tante problematiche che la crisi sanitaria ha fatto emergere''. 

''A questi due temi strutturali -aggiungono i sindacati - si aggiungono due importanti questioni contingenti, quali l'assenza di una norma specifica che garantisca una copertura di reddito ai lavoratori marittimi non in costanza di rapporto di lavoro che, ad oggi, non possono usufruire del fondo bilaterale di settore e la necessità di apertura di uno specifico confronto con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sia sulle criticità riferite all'avvicendamento dei nostri marittimi all'estero e sia sugli interventi relativi alla riorganizzazione del servizio di rimorchio portuale''.

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