Giovedì, 6 Maggio 2021

Lo sciopero nazionale delle Partite Iva il 10 marzo 2021

Chi c'è "dietro" questa mobilitazione? L'associazione Partite Iva Insieme per Cambiare si definisce un "movimento spontaneo". Il gruppo Facebook ha 307mila iscritti

Immagine di repertorio Ansa

Tra poco più di 10 giorni a Piazza del Popolo a Roma ci sarà la manifestazione per il primo sciopero nazionale delle Partite Iva. Chi c'è "dietro" questa mobilitazione? 

Lo sciopero delle Partite Iva il 10 marzo 2021

"L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di Partite Iva, ben 4,6 milioni di lavoratori autonomi che lo Stato italiano ha da sempre vessato con tasse inique, utilizzandole come bancomat per sanare le falle delle spese folli dovute alla burocrazia. Una situazione aggravata dall’emergenza sanitaria, con milioni di lavoratori e imprese che stanno chiudendo perchè indennizzi e ristori non sono arrivati o sono comunque insufficienti. Per questi motivi abbiamo deciso di indire il primo storico sciopero nazionale delle partite iva che si terrà mercoledì 10 marzo alle ore 10 a Piazza del Popolo a Roma” dice Giuseppe Palmisano, presidente dell’associazione Partite Iva Insieme per Cambiare, un movimento spontaneo nato un anno fa sui social. Il Gruppo Facebook ha 307mila iscritti.

Alla manifestazione aderiscono diverse di associazioni nazionali e regionali fra cui la Silb Fipe (Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo), l’Apit (Associazione Partite Iva per il Territorio Italia), l’Associazione Nazionale Dj, il M.I.O. (Movimento Imprese Ospitalità), l’Aias (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), il Pin (Partite Iva Nazionali), la Rete delle Partite Iva.

Adesioni da tutta Italia (non solo Partite Iva)

“Stiamo raccogliendo adesioni da tutta Italia da parte di Partite Iva ma anche da altre categorie di lavoratori. Insieme vogliamo chiedere al nuovo governo Draghi di ascoltarci, a differenza di chi ci ha preceduto che non si è degnato neppure di rispondere alle nostre istanze”, assicura Palmisano. “Le micro, piccole e medie imprese, gli autonomi ed i cassintegrati, rappresentano la realtà lavorativa che più di ogni altra ha subito danni economici a causa delle restrizioni imposte dai vari Dpcm. Per questi lavoratori i sussidi si sono ridotti a mere promesse”.

L’associazione Partite Iva Insieme per Cambiare ha lanciato da mesi una serie di proposte fra le quali maggiori indennizzi alle attività colpite, la liquidità immediata alle imprese, la riduzione del carico fiscale al 30-35%, la presunzione di innocenza in campo fiscale secondo il principio “nessuno è evasore fino a prova contraria accertata da sentenza definitiva”, il no al pagamento anticipato delle imposte come gli acconti d’imposta, la sanatoria dei debiti tributari pendenti in base all’effettiva capacità contributiva di ognuno e dilazioni lunghe (10-15 anni), il no a limiti al contante, l’introduzione di ammortizzatori sociali a protezione del reddito anche ai lavoratori autonomi e, infine, la semplificazione della burocrazia.

Una lunga lista di desideri, alcuni dei quali davvero difficilmente realizzabili, più che un programma preciso e dettagliato (almeno per ora). Resta da capire quale sarà la reale partecipazione alla manifestazione di Piazza del Popolo.

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