rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
Nuova mobilitazione

Sciopero supermercati, rischio chiusura il 25 aprile: i motivi della protesta

Dopo il braccia incrociate avvenuto il sabato di Pasqua, i sindacati minacciano una nuova mobilitazione nazionale e mettono nel mirino la prossima festività

Dopo lo sciopero di Pasqua arriva quello del 25 aprile. Continua la protesta dei lavoratori dei supermercati, in lotta per il rinnovo del contratto con Federdistribuzione. Nella giornata di ieri, venerdì 5 aprile, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno proclamato un ulteriore sciopero di otto ore attraverso una nota: "Dopo lo sciopero del 30 marzo scorso, anche in seguito alla totale chiusura del supermercato, Lidl di Saint-Christophe, come tanti altri a livello nazionale, ha deciso di applicare il contratto firmato da Confcommercio, appena rinnovato, che prevede aumenti salariali e una tantum già definiti. Le mobilitazioni continueranno per le aziende associate a Federdistribuzione fino a quando non sarà rinnovato il contratto".

"É da anni - prosegue la nota - che ripetiamo come sia necessario rinnovare il contratto subito ed è soprattutto per questo che ci siamo mobilitati sabato scorso con sciopero e presidi su tutto il territorio nazionale e continueremo a farlo. Federdistribuzione fa orecchie da mercante e glissa pesantemente sul rinnovo del contratto scaduto ormai dal 2019. Un atteggiamento questo che va a discapito dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. L'uscita di Lidl Italia che conta sul territorio nazionale 22 mila avviene  a causa dello stand by al rinnovo contrattuale, scaduto dal 2019. Una situazione inaccettabile".

Lo sciopero dei supermercati del 25 aprile

Un settore sul piede di guerra, ancora di più dopo la protesta avvenuta alla vigilia di Pasqua. Una protesta che potrebbe "raddoppiare" in occasione della prossima festività, ossia il giovedì 25 aprile, l'anniversario della liberazione d'Italia. Nei giorni scorsi, durante un flash mob avvenuto davanti alla prefettura di Cagliari, i sindacati hanno minacciato una nuova mobilitazione nazionale: "La lotta continuerà finché non ci sarà un nuovo tavolo di trattative. Se necessario chiameremo nuovamente all'astensione dal lavoro il 25 aprile". Le sigle mettono nel mirino il ponte primaverile più vicino ma, in attesa delle conferme ufficiali, la protesta sul rinnovo del contratto prosegue. 

I motivi della protesta

Perché protestano i lavoratori dei supermercati? Dopo l'accordo ritenuto soddisfacente siglato con Confcommercio e Confesercenti, c'è stata la rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale della distribuzione moderna organizzata per le imprese associate a Federdistribuzione. Questa l'origine della diatriba, come sottolineato nei giorni scorsi dalle sigle. "Tantissimi supermercati hanno dovuto chiudere: c'è un'adesione importante con punte del 90% e 100% - ha detto Nella Milazzo della Filcams - è un segnale molto importante che Federdistribuzione dovrebbe cogliere. In cambio di un riconoscimento economico di 240 euro lordi mensili vogliono togliere i diritti e questo non è pensabile".

Sciopero dei trasporti di giovedì 11 aprile: treni, bus e metro a rischio. Tutti gli orari 

Un concetto chiarito anche da Giuseppe Atzori della Fisascat Cisl: "Federdistribuzione è stata l'unica associazione datoriale di questo comparto che non ha voluto firmare. Spera di avere delle condizioni migliori per la Dmo ma peggiorative per i lavoratori, che significa più flessibilità, e differenti dagli altri che operano nelle aziende firmatarie del rinnovo. Adesso loro hanno riconosciuto 70 euro che sarebbe l'equivalente della prima tranche del precedente rinnovo contrattuale però è una loro iniziativa che non è supportata da nessun tipo di accordo"."È vergognoso - ha sottolineato Cristiano Ardau  di Uiltucs - che i lavoratori di un supermercato abbiano condizioni peggiori di loro colleghi che fanno lo stesso identico mestiere di un supermercato aderente ad altre associazioni: è anche una questione etica. È inaccettabile". I sindacati temono che le imprese che operano attraverso la grande distribuzione, La Distribuzione Moderna Organizzata, stiano tentando di modificare il rinnovo del contratto nazionale, proponendo un accordo con una maggiore retribuzione ma con un peggioramento della parte normativa del contratto. Una modifica che, sempre secondo i sindacati, non fare altro che aumentare la precarietà dei lavoratori.

La reazione di Federdistribuzione 

Nel frattempo va in scena la lotta delle cifre sull'adesione allo sciopero del sabato di Pasqua. Secondo Federdistribuzione la partecipazione è stata "risicata" attorno all’8 o al 9%, con impatti "limitati" e "dunque non tali da far registrare significative difficoltà per gli acquisti". L'associazione che rappresenta le imprese della Distribuzione Moderna, attraverso una nota, si è detta disposta a continuare le trattative per non alimentare ulteriormente il conflitto: "In relazione alla proclamazione di otto ore di sciopero da parte delle organizzazioni sindacali, Federdistribuzione sottolinea di avere già espresso la propria disponibilità a riprendere la trattativa, e ribadisce che la propria posizione negoziale è sempre stata costruttiva. Le organizzazioni sindacali nel corso degli ultimi incontri hanno chiesto diverse modifiche normative al contratto collettivo nazionale e Federdistribuzione ha proposto soluzioni che non danneggiano i diritti dei lavoratori, non causano precarietà ma aiutano il settore del retail a seguire uno sviluppo coerente e sostenibile. La proclamazione di un nuovo sciopero è pertanto un ulteriore tentativo di alimentare un conflitto che dovrebbe essere evitato con senso di responsabilità".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sciopero supermercati, rischio chiusura il 25 aprile: i motivi della protesta

Today è in caricamento