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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Preventivi da brividi

Il lusso della settimana bianca: 5mila euro a famiglia per una vacanza sugli sci

"Ci aspettiamo delle vacanze molto più brevi perché la voglia di montagna c’è", ha dichiarato la presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) Valeria Ghezzi in un’intervista a Today.it

È arrivato il momento di prenotare la tanto desiderata settimana bianca, ma quest’anno c’è un’amara sorpresa: i rincari generalizzati hanno colpito anche la montagna. La settimana bianca rischia così di diventare un lusso, una vacanza per ricchi che molte famiglie non potranno permettersi. Ad aumentare non solo i prezzi degli abbonamenti agli impianti di risalita ma anche il conto dell’albergo. Quanto costerà quest’anno la settimana bianca?

Gli skipass sono aumentati del 10%

Il caro energia colpisce ancora, facendo lievitare anche i prezzi delle vacanze sulla neve. Gli impianti di risalita hanno dovuto aumentare i prezzi degli skipass per far fronte a bollette che si preannunciano stratosferiche. Basti sapere che nell’arco di un solo anno i costi energetici sono saliti di 6-7 volte. Dolomiti Superski, il maggiore comprensorio sciistico in Italia, ha annunciato un rincaro del 10% degli skipass, ma se la situazione dovesse peggiorare potrebbero esserci ulteriori aumenti. Una giornata di sci in alta stagione passa così da 67 a 74 euro (con uno sconto del 5% per chi compra lo skipass online), mostrando un balzo del 20% rispetto ai 62 euro della stagione sciistica 2019-2020.

Non si tratta di una scelta dettata dal profitto, ci tengono a sottolineare gli esercenti funiviari, ma di pura sopravvivenza. "Questa percentuale non copre i costi di gestione", ha dichiarato il direttore marketing di Dolomiti Superski Marco Pappalardo. Il costo dell’energia, infatti, quest’anno inciderà sui bilanci degli impianti di risalita per oltre il 30% a fronte dell’8-15% degli anni passati.

Gli alberghi chiudono saune e piscine

La vacanza sulla neve quest’anno diventerà più cara non solo a causa del caro skipass ma anche per via di un ritocco al rialzo dei prezzi dei soggiorni. Gli albergatori, infatti, spendendo molto per riscaldare ed illuminare le strutture, si aspettano un vero e proprio salasso dalle bollette. Secondo alcune stime i listini delle aziende dell’ospitalità hanno già registrato rincari tra il 10% e il 20%.

Ci sono poi albergatori che pur di non aumentare i prezzi sono alla ricerca di soluzioni alternative al problema per non deludere la clientela. E così per ridurre i costi decidono di chiudere saune, piscine e centri benessere oppure di modificare i periodi di apertura (ad esempio aprendo solo nei fine settimana o in alta stagione).

"Impianti sciistici, strutture ricettive, bar e ristoranti, per riuscire a portare avanti l’attività e sostenere costi di luce e gas sempre più proibitivi, sono stati costretti ad aumentare prezzi e tariffe, scaricando così sui consumatori finali il conto della crisi energetica" ha dichiarato il presidente di Assoutenti Furio Truzzi, aggiungendo che questa situazione "impedirà ad una fetta sempre più ampia di italiani di godere di qualche giorno sulla neve, e trasformerà la settimana bianca in un lusso riservato ai ricchi".

Sciare a Cortina sarà impossibile

Preventivi da brividi

Per la classica settimana bianca, la spesa media procapite tra skipass, alloggio, servizi, consumazioni, ristoranti, ecc. sarà compresa tra i 1.400 e i 1.600 euro, trasporti esclusi, con una crescita stimata tra il +15% e il +18% sulla stagione invernale 2021/2022, ha calcolato Assoutenti. Ad essere penalizzate saranno soprattutto le famiglie con figli, visto che possono contare solo su due stipendi. Facendo un preventivo sul web, si scopre ad esempio che in bassa stagione (fine gennaio) una famiglia composta da 4 persone (2 adulti e 2 bambini di 10 e 12 anni) spenderà per una settimana bianca a Santa Caterina di Valfurva come minimo:

  • 748 euro per gli skipass;
  • 2.464 euro per un albergo tre stelle sulle piste in mezza pensione.

Il totale supera i 3.200 euro ma se si aggiungono le spese per il noleggio sci (400 euro circa), per la scuola sci (700 euro circa), per l’abbigliamento e per i trasporti si arriva a oltre 5.000 euro. Una cifra da capogiro per una sola settimana di vacanza (che poi sarebbero due giorni di viaggio e 5 di sci effettivo).

Consigli per risparmiare

Soluzioni per risparmiare ce ne sono ma sono vincolate a determinati periodi e a determinate stazioni sciistiche, solitamente più piccole e meno blasonate rispetto ai grandi comprensori. Tanto per fare un esempio, la stessa famiglia sull’Altopiano di Asiago con la formula all inclusive (hotel + skipass + scuola sci) spenderà 1.800 euro, ma in un albergo lontano dagli impianti di risalita e in mezza pensione. La cifra sale a 2.220 euro se si sceglie un albergo direttamente sulle piste da sci con il trattamento di pensione completa. Il conto è ancora troppo alto? Allora non resta che abbandonare l’idea dell’albergo e passare alle case vacanza, con prezzi che a Santa Caterina di Valfurva partono da 880 euro e sull’Altopiano di Asiago da 735 euro.

Il campionato del mondo di sci rinviato perché fa troppo caldo e non c'è neve

Industria della montagna di nuovo in crisi

Si prevede un anno davvero duro per l’industria della montagna, che in Italia vale 6,5 miliardi e dà lavoro a oltre 75mila persone. L’auspicio è un intervento del governo, anche perché a livello imprenditoriale non si può fare molto altro. Il problema principale delle imprese resta l’incertezza, il non poter prevedere i costi perché non c’è un prezzo definito dell’energia e del gas. C’è poi da affrontare un’altra emergenza: la mancanza di neve e le temperature troppo alte rispetto alle medie stagionali, che rendono le spese per l’innevamento artificiale difficilmente quantificabili. Così alcune piccole stazioni sciistiche gettano la spugna e annunciano la chiusura, come Panarotta in provincia di Trento. "Non possiamo fare i kamikaze" ha dichiarato il presidente di Panarotta 2002 Matteo Anderle.

"Per ridurre il costo delle bollette servono interventi strutturali soprattutto volti a favorire le rinnovabili e il risparmio energetico", ha dichiarato la presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) Valeria Ghezzi in un'intervista a Today.it. Servono anche "interventi strutturali sui prezzi: oggi serve un aiuto ma non si può andare avanti così". Sulle difficoltà delle famiglie nel prenotare quest’anno una settimana bianca a causa dei rincari la Ghezzi assicura: "faremo tutto il possibile per trovare il punto di equilibrio perché ne va della nostra stessa vita", ma le imprese a fune non possono sobbarcarsi di tutti i rincari. Per il momento "ci aspettiamo una riduzione delle prenotazioni", ma anche "che la vacanza non sia più di una settimana. Ci aspettiamo uscite molto più brevi perché la voglia di montagna c’è".

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