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Giovedì, 26 Maggio 2022
La nuova normalità

Lo smart working dopo il 31 marzo: cosa cambia con la fine dello stato di emergenza

Senza la proroga dello stato di emergenza cesserebbero i poteri straordinari del Governo e della Protezione civile nonché la possibilità di usufruire dello smart working in maniera massiccia

Lo smart working è destinato a cambiare da qui a qualche mese. Almeno rispetto alla forma in cui l’abbiamo conosciuto durante l’emergenza sanitaria che si appresta ad essere archiviata alla fine di marzo. Ma il lavoro agile resterà. Sdoganato dall'emergenza sanitaria, quasi 9 milioni di occupati hanno lavorato da remoto nelle fasi più acuti, un enorme salto rispetto ai 570mila smarworker pre pandemia, soprattutto occupati in multinazionali o grandi aziende. "Scoperto" anche dalle medio-piccole imprese che in Italia rappresentano il 90% del totale dei datori di lavoro, come cambierà con la fine dello stato di emergenza?

La legge dice che in tempi normali, tornerà a essere necessario un accordo individuale tra lavoratore e impresa lasciando decadere il decreto del 1 marzo 2020 che ha previsto in tutto il territorio nazionale la possibilita di instaurare il lavoro agile o smart working con procedura semplificata. 

Per il settore privato nell’ultimo protocollo sottoscritto tra aziende e sindacati è stato auspicata una semplificazione delle comunicazioni obbligatorie relative agli accordi individuali per favorire una nuova via “ibrida" al lavoro che si appresta a diventare prevalente. Non più solo lavoro in presenza, non solo lavoro da remoto. Ma come sarà il nuovo smart working?

  • Non ci saranno obblighi per la scelta del luogo del lavoro e dell’orario: si può organizzare la giornata in funzione degli obiettivi (ma l’orario complessivo resta quello stabilito dal contratti).
  • Non sono previsti gli straordinari. 

Nel pubblico impiego la transizione è già realtà. Dopo l’intervento delle linee guida del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta in realtà nel pubblico impiego gli accordi individuali sullo smart working hanno già cominciato a farsi, nonostante sia ancora in vigore lo stato di emergenza.

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