Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Smart working, le 4 condizioni di Brunetta per lavorare da casa

C'è il decreto. Dal 15 ottobre grazie al green pass i dipendenti pubblici torneranno tutti in presenza. Il lavoro agile "avrà quattro condizioni, che a breve dettaglieremo in un decreto ministeriale e in apposite linee guida", spiega il ministro

C'è il decreto. Dal 15 ottobre grazie al green pass i dipendenti pubblici torneranno tutti in presenza: "Si partirà organizzativamente dagli addetti agli sportelli e dagli uffici. Entro una, massimo due settimane, a rotazione anche gli altri. Ma dal 15 ottobre la regola per tutti sarà la presenza". A ribadirlo oggi è il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. "L'unico punto sensibile - sottolinea - è la sostenibilità dei trasporti. Stiamo facendo un'analisi di impatto. Ci saranno delle fasce orarie più elastiche per ingressi e uscite". Per quanto riguarda il distanziamento negli uffici, spiega Brunetta, "il Cts determinerà le nuove regole. Nell'attesa, dove non è possibile mantenere il distanziamento, sarà possibile una organizzazione a rotazione, per fasce orarie".

Lavoro in smart working: cosa cambierà

Il lavoro agile, rileva ancora Brunetta, "avrà quattro condizioni, che a breve dettaglieremo in un decreto ministeriale e in apposite linee guida: la regolazione nel contratto, alla quale sta lavorando l'Aran con i sindacati, un'organizzazione del lavoro per obiettivi e monitoraggio dei risultati, una piattaforma tecnologica dedicata e sicura e la verifica della customer satisfaction. Lo smart working sperimentato sinora nella Pa è stato utile nell'emergenza, ma non è stato un vero lavoro agile". Lo smart working, spiega ancora, "si può fare solo se migliora i servizi e l'efficienza dell'amministrazione".

Su 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 320mila, dunque il 10% dell'intera platea, non sarebbero ancora vaccinati. È la stima del governo contenuta nella relazione illustrativa che accompagna il Dpcm firmato dal premier.

Sul nuovo Dpcm è intervenuto anche il segretario Uilpa Sandro Colombi. "Quando ci sono decreti e norme non si può fare altro che adempiere - ha detto -, avremmo voluto che questa cosa fosse messa più a sistema e in un momento di confronto con le organizzazioni sindacali, per capire se l'utilizzo di quello che è chiamato smart working, che poi è stato home working, avesse invece prodotto dei risultati che potessero consentire di dire se effettivamente in alcune situazioni una percentuale fissata poteva migliorare la qualità del servizio erogato. La necessità di sedersi intorno al tavolo era indispensabile. Non disperiamo di farlo, con la trattativa all'Aran si punta a regolare il lavoro agile", ha concluso il sindacalista.

Lo smart working non verrà comunque abbandonato. Durante l'ultima riunione tra l'Agenzia che siede al tavolo per il governo e le sigle sindacali è stato confermato che si potrebbe tornare a un accordo individuale tra dipendente e amministrazione. I lavoratori avranno la possibilità di concordare con i dirigenti le modalità del lavoro da remoto specificando quanti giorni saranno presenti, o meno, in ufficio. Una sorta di modello ibrido.

I dipendenti pubblici al lavoro in presenza dal 15 ottobre: il nuovo Dpcm di Draghi

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