Venerdì, 7 Maggio 2021
Lavoro

Smart working per i dipendenti pubblici: cosa ha detto oggi Brunetta e cosa cambierà

"E' stata una risposta emergenziale che ha ci ha fatto imparare una modalità innovativa ma deve essere legata ai contratti, deve essere legata alle esperienze",. Insomma, in Italia non diventerà strutturale e non sarà "imbrigliato in percentuali" fisse. Come stanno le cose fino al 30 aprile 2021 e le ipotesi sul tavolo

Essenziale, indispensabile per far fronte alla pandemia. Ma come andranno le cose in futuro? E che cosa cambierà nei prossimi mesi? Il lavoro agile viene definito come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato: stabilita mediante accordo tra le parti; con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici; eseguita in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale (stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva). Per molti dipendenti pubblici è realtà da un anno a questa parte.

Smart working dipendenti pubblici: cosa cambierà

Lo smart working nella Pubblica Amministrazione "è stata una risposta emergenziale che ha ci ha fatto imparare una modalità innovativa ma deve essere legata ai contratti, deve essere legata alle esperienze". Non diventerà strutturale e non sarà "imbrigliato in percentuali" fisse. Deve rientrare "nei contratti, sulla base delle esigenze delle aziende. Se un'azienda ha bisogno di lavoro a distanza se l'organizza, se un'altra azienda non ha bisogno di lavoro a distanza non lo fa" ha detto oggi il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, a Rai Radio Uno.

"La pandemia e il piano di rilancio e resilienza richiedono nuove professionalità e nuove forme di lavoro. Nuove professionalità richiedono investimenti e nuove regole. Questo è quello che oggi stiamo cominciando: ci tengo a confronto e dialogo" ha detto due giorni fa il premier Mario Draghi, nella sala verde di Palazzo Chigi, introducendo la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Un patto firmato dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri che prevede il rinnovo del contratto (con 107 euro in più) e l’individuazione di una disciplina del lavoro agile (smart working) per via contrattuale.

Da tempo sono state prorogate fino al 30 aprile 2021 le misure per lo smart working semplificato nella Pubblica amministrazione. La proroga era stata disposta con decreto del 20 gennaio 2021 pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Di fatto, in sintesi, confermava la validità delle modalità organizzative, dei criteri e principi in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile stabiliti dal decreto ministeriale 19 ottobre 2020 per il periodo emergenziale.

Lo smart working dopo il 30 aprile 2021

Al momento però secondo vari osservatori c'è una eccessiva stratificazione normativa che genera confusione e inevitabilmente qualche problema di coordinamento. Le motivazioni della semplificazione del lavoro agile sono chiari: diminuire al massimo i contatti e rischi di contagio nei luoghi di lavoro. Esistono moltissime attività lavorative che possono svolgersi in remoto comodamente da casa senza il bisogno di recarsi obbligatoriamente nella sede di lavoro contrattualmente stabilita. Negli ultimi 12 mesi lo smart working è stato di volta in volta prorogato. 

Fino al 30 aprile 2021 non ci sarà bisogno di un accordo tra l’ente pubblico e il lavoratore statale per stabilire la modalità del lavoro a domicilio. I dirigenti dei vari uffici dovranno continuare a gestire l’attività in modo che lo smart working coinvolga almeno il 50% del personale impiegato in mansioni che non richiedono la presenza fisica dietro la scrivania

Nei futuri contratti collettivi nazionali del pubblico impiego sarà definita una disciplina normativa ed economica del lavoro agile (smart working) che superi l’attuale assetto emergenziale garantendo condizioni di lavoro trasparenti e conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con quelle delle pubbliche amministrazioni. Il quadro normativo imbastito con la firma di pochi giorni fa vuole comprendere una nuova disciplina economica e normativa per il lavoro agile che superi l’attuale assetto emergenziale garantendo condizioni di lavoro trasparenti e conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con quelle delle pubbliche amministrazioni. Il Patto si propone inoltre l’obiettivo di "avviare una nuova stagione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni dei lavoratori e porti a compimento i rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021", spiega una nota del governo. A questo proposito, il Governo emanerà in tempi brevi gli atti di indirizzo all’Aran per il riavvio della stagione contrattuale che venerdì prossimo vedrà un primo passo con la convocazione del ministro Brunetta a Palazzo Vidoni. 

Le pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile. Il Consiglio dei Ministri ha prorogato fino al 30 aprile 2021 lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso, si legge testualmente, “all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”.

Lo smart working nel decreto Rilancio: cosa è già cambiato

Ricapitoliamo quindi: per il periodo dello stato di emergenza, il lavoro agile può essere applicato a qualsiasi rapporto di lavoro subordinato, costituendo la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa delle pubbliche amministrazioni, le quali erano chiamate a limitare la presenza sul posto di lavoro esclusivamente per assicurare le attività indifferibili e non altrimenti erogabili. Tale ultima previsione è stata successivamente integrata e parzialmente modificata dal D.L. 34/2020 (cosiddetto decreto rilancio), con la finalità di adeguare le misure di limitazione delle presenze del personale delle pubbliche amministrazioni sul luogo di lavoro alle esigenze della progressiva completa riapertura di tutti gli uffici pubblici e a quelle dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali.

In particolare, l'articolo 263 del richiamato decreto Rilancio dispone che le amministrazioni pubbliche, fino al 30 aprile 2021 (termine così prorogato dal D.L. 183/2020), possano ricorrere al lavoro agile anche in assenza di accordi individuali e, in deroga alla disposizione di cui al richiamato art. 87, lett. a), del D.L. 18/2020 - secondo cui la presenza del personale nella PA è limitata agli atti indifferibili e non altrimenti eseguibili - organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l'erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell'orario di lavoro, applicando il lavoro agile al 50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità. Lo smart working per il 2021 per ora viene prorogato alla stessa data, 30 aprile 2021, che rappresenta, ad oggi, il termine ultimo dello stato di emergenza Covid. Poi si vedrà.

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