Giovedì, 15 Aprile 2021

Spesa, dove costa di più? La classifica dei rincari per città e per regioni

Caltanissetta e Perugia sono le città dove è aumentato di più il prezzo dei beni alimentari. Al livello regionale spiccano Umbria e Lazio: la classifica stilata da Unc

Foto di repertorio

Quali sono le città e le regioni dove costa di più fare la spesa alimentare? Nonostante la situazione di crisi provocata dall'emergenza coronavirus, i costi dei prodotti alimentari hanno continuato ad aumentare, in alcune zone più di altre. Secondo la classifica realizzata dall'Unione Nazionale Consumatori in base ai dati dell'Istat, le città dove i prezzi sono aumentati maggiormente sono Caltanissetta (+5,7%) e Perugia (+4,6%), mentre la città dove si può risparmiare è Parma, con un calo dello 0,3%. A livello regionale sono Umbria (+4%) e Lazio (+3,3%) a far registrare aumenti record dei prezzi degli alimenti.

"Mentre l'Italia e la gran parte delle città sono in deflazione - sottolinea l'Unc - gli unici beni che non hanno subito contrazioni nelle vendite, nemmeno durante l'emergenza Covid, ossia quelli alimentari, hanno subito pesanti rincari"

Così, a fronte di un'inflazione media annua negativa, pari in Italia a -0,2%, l'Unc segnala che i beni alimentari sono cresciuti del 2,4%, che tradotto in termini di aumento del costo della vita significano, per il solo cibo, un rincaro medio a famiglia pari a 134 euro su base annua, che salgono a 159 euro per un nucleo familiare di 3 componenti, 181 per 4 componenti.

Spesa e prezzi, la classifica regionale

Anche nel territorio, solo 5 regioni (Campania +0,5%, Umbria +0,5%, Trentino +0,5%, Calabria +0,1%, Piemonte +0,1%) e solo 6 città tra quelle capoluogo o con più di 150 mila abitanti (Bolzano, Napoli e Perugia +0,7%, Trento +0,4%, Ancona e Torino +0,1%) registrano un'inflazione positiva, per quanto molto bassa. Ma per il cibo i rincari sono decisamente più alti, con molte disparità a seconda della città.

Ecco perché l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d'Italia, ossia dove i prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno registrato i più alti aumenti dei prezzi, elaborando i dati tendenziali Istat relativi al mese di giugno. Ebbene, la città con i maggiori rincari alimentari è ancora una volta Caltanissetta, +5,7% su base annua, città già in testa alla classifica di aprile e di maggio. Va detto che, forse grazie anche alla nostra denuncia e all'attenzione delle istituzioni riservata a questi aumenti, i rialzi sono in attenuazione rispetto a maggio, quando erano pari a +6,4%.

Spesa, le città dove si spende di più

In ogni caso, tradotto in maggior del costo della vita, significa che una famiglia media a Caltanissetta, su base annua, ha registrato una spesa aggiuntiva, per i soli beni alimentari, pari a 307 euro, una vera e propria stangata. Al secondo posto, Perugia, +4,6%, equivalenti ad un aggravio nei dodici mesi, per il solo cibo, pari a 242 euro, al terzo Trieste, +4,4%, pari a 232 euro. La città più risparmiosa Parma, la più virtuosa, l'unica a registrare per i beni alimentari una riduzione dei prezzi, -0,3%, equivalenti ad un risparmio di 17 euro su base annua. Non è molto, ma è meglio di chi ha subito rincari. Segue Siena, +0,7% e Macerata, +0,9%.

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