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Sabato, 4 Febbraio 2023
La nota "stonata"

La crisi non risparmia Spotify: in arrivo un'ondata di licenziamenti

Dopo Google, Amazon e Meta, anche la piattaforma di streaming musicale ha annunciato un drastico taglio del personale: a rischio circa 600 dipendenti

Dopo Amazon, Meta e Google, l'ondata di licenziamenti tra i colossi della tecnologia coinvolge un altro "gigante": Spotify. La celebre piattaforma per lo streaming musicale ha infatti annunciato la decisione di tagliare il 6% della forza lavoro, pari a circa 600 dipendenti. Una riduzione del personale che, secondo Bloomberg, costerà all'azienda circa 40 milioni di euro in oneri legati ai licenziamenti. 

Il taglio è stato annunciato attraverso una nota ufficiale da Daniel Ek, Ceo dell’azienda svedese: "Per allineare maggiormente i nostri costi, abbiamo preso la difficile ma necessaria decisione di ridurre il nostro numero di dipendenti". Ad oggi Spotify conta circa 9.800 dipendenti ma, secondo Ek, non può più sostenere costi così elevati: "Negli ultimi mesi abbiamo fatto uno sforzo notevole per contenere i costi, ma semplicemente non è bastato. Quindi, anche se è chiaro che questo percorso è quello giusto per Spotify, non lo rende affatto più facile, soprattutto se pensiamo ai numerosi contributi che questi colleghi hanno dato. Ai dipendenti licenziati verrà erogata un’indennità calcolata in base ai requisiti del periodo di preavviso e al ruolo del dipendente. Mentre, tutte le ferie maturate e non utilizzate saranno pagate a tutti i dipendenti licenziati". Inoltre, tutti i dipendenti che perderanno il posto avranno diritto ai servizi di ricollocamento per 2 mesi e l’azienda continuerà a coprire l’assistenza sanitaria durante il periodo di licenziamento. 

Spotify è soltanto l'ultima "vittima" del settore tech, l'ultimo gigante costretto ad un profondo taglio del personale. Come Microsoft, Meta, Amazon e Google, anche la piattaforma musicale si è trovata a fare i conti con il post pandemia. Dopo l'aumento del personale durante il periodo più acuto del covid, adesso le aziende si sono trovate costrette a ridurre nuovamente il numero dei dipendenti a causa del calo delle entrate e delle prospettive future tutt'altro che certe.

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