Giovedì, 25 Febbraio 2021

Spread, davvero l'Italia rischia il crack? Il 30 maggio giorno della verità

Gli investitori guardano con preoccupazione alla formazione di un governo M5S-Lega: in dubbio la durata del governo e le misure annunciate. L'indice del rischio paese sale ai massimi dal 2015

L'installazione artistica a Piazza Affari sede della Borsa Italiana

Torna a salire lo spread tra il Btp e il Bund con scadenza a 10 anni in scia allo stallo della situazione politica italiana. La differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi ha sfondato quota 190 punti e il rendimento del decennale italiano ha superato il 2,4%. In forte aumento anche lo spread tra il Btp e il Bund tedesco con scadenza a due anni.

Resta costante la fase di disallineamento della Borsa Italiana rispetto agli altri indici europei. Se la scorsa settimana è stata molto negativa con l’indice del listino italiano che ha perso quasi il 3%, in Europa è stata sostanzialmente positiva: a pesare su Piazza Affari soprattutto i titoli del comparto bancario e in generale quelle con indebitamento finanziario: in poche parole a pesare è l’incremento dei rendimenti del decennale italiano.

I rendimenti dei titoli di Stato "indice del rischio paese" sono infatti sono tornati nell’arco di poche sedute sui massimi toccati nell’estate 2015, poco al di sotto del 2,4%. Il superamento di tale soglia, secondo l'economista Marcus Ashworth di Bloomberg potrebbe segnare il punto di non ritorno per la volontà della Bce di difendere i bond dell'intera Eurozona.

Ora il rendimento dei titoli di Stato è ancora sostenibile, ma qual è il livello da non superare per non aggravare la situazione dell'azionariato italiano?

Gli analisti di Borsa.it indicano nella quota compresa tra 235 e 240 punti la soglia da non superare. Per gli investitori che puntano sul mercato dei bond sovrani il rischio concreto è che il governo retto da Movimento 5 stelle e Lega si metta su un binario di scontro con l'Unione Europea che - nel mercato finanziario - viene giudicato più pericoloso delle tensioni tra la Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump con la nuova minaccia di sanzioni.

I bond italiani più rischiosi di quelli russi

In poche parole il rischio di uno scontro tra Roma e Bruxelles viene visto finanziariamente come più pericoloso delle sanzioni alla Russia.

Il quotidiano finanziario Bloomberg riporta che "credit default swap" - cedole di tutela contro il rischio che un bond faccia default - sui BTP hanno raggiunto il record degli ultimi sette mesi, e a un livello superiore rispetto al premio sul rischio accordato a chi punta sui titoli di stato emessi da Mosca. Solo un mese fa i titoli di stato italiani venivano visti come tra i più sicuri tra gli investimenti sui debiti sovrani dell'Eurozona.

Gli investitori guardano con preoccupazione alla formazione di un governo M5S-Lega, che deve comunque avere ancora il via libera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prima di ottenere l'ok definitivo con la fiducia del Parlamento.

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A essere messa in dubbio è la stessa durata del governo oltre che le misure preannunciate che prevedono un aumento del deficit di bilancio.

Quanto costa all'Italia questa incertezza politica

Per spiegare quanto è rischioso la posizione italiana è bene ricordare come lo spread venga preso in considerazione quale termometro per capire quanto un paese è ritenuto affidabile da chi presta i soldi, siano essi investitori stranieri o le stesse famiglie che comprano i Btp.

Se lo spread si alza le casse dello stato piangono. Questa è una affermazione vera solo in parte perché non conta tanto lo spread quanto il tasso di interesse sui titoli di Stato che altro non sono se non uno strumento, da parte dello stato per chiedere i soldi in prestito.

Lo spread si riferisce ai titoli che lo stato ha già emesso, sono già sul mercato e il loro costo per il Tesoro comunque non varia. Il tasso di interesse attuale ci dice invece quanto costerà ottenere nuovi prestiti.

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Ogni anno l’Italia chiede in prestito 450 miliardi di euro. Se gli interessi da pagare dovessero salire di mezzo punto il costo sarebbe di circa 2,250 mld all’anno.

Qual è dunque la data da tenere in considerazione? Il 29 maggio il Tesoro terrà l'asta dei Bot mentre il 30 maggio lo Stato chiedera soldi in prestito con buoni del tesoro a media e lunga scadenza. Da questa asta importantissima avremo una prima risposta da parte degli invesitori sul "rischio Italia": se il tasso di interesse è elevato significa che altrettanto alto è il rischio percepito nei confronti del nostro paese.

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