Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

Quanto ci costa l'aumento dello spread?

Il differenziale tra Btp e Bund veleggia ormai stabilmente sopra quota 250

Come ormai molti lettori sapranno, con il termine "spread" si intende  la differenza di rendimento tra i titoli di stato tedeschi (Bund) e quelli di un altro Paese preso a riferimento. I titoli di stato altro non sono che obbligazioni emesse  periodicamente dallo Stato per finanziare le proprie spese o per pagare i suoi debiti.

Se il tasso del debito si abbassa, è più facile rimborsarlo. Se al contrario la forbice si allarga, il rendimento per chi li compra sarà maggiore e lo Stato dovrà sborsare più denaro. Inoltre lo spread aumenta o diminuisce in funzione della fiducia dei risparmiatori sul fatto che il Paese che emette il titolo possa ripagare il suo debito.

Come spiega Il Sole 24 Ore, "se sale lo spread sui titoli di stato, le banche devono pagare un tasso più alto per reperire finanziamenti sul mercato, e scaricheranno questi costi sulla clientela".

Con l'aumento dello spread, aumenta dunque anche il tasso di interesse sui mutui; per avere un prestito famiglie e imprese pagheranno di più e queste ultime potrebbero decidere di fare meno investimenti. Infine, se cresce lo spread, uno Stato vedrà aumentare il proprio debito senza fare una spesa in più. 

Spread sopra i 250 punti base

Dallo scorso 16 maggio la differenza di rendimento  tra Btp e Bund ha ripreso ad aumentare in modo sensibile e pur tra alti e bassi lo spread veleggia ormai stabilmente sopra quota 250 (oggi ha sfondato i 270 punti base), circa 100 punti in più rispetto al periodo compreso tra gennaio e maggio del 2018.

 

Ad onor del vero ci sono stati brevi periodi, anche sotto i governi Renzi-Gentiloni, durante i quali lo spread ha sfondato quota 200, ma in generale la differenza di rendimento tra Btp e Bund si è mantenuta ben al di sotto di quella soglia. 

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(Grafico Teleborsa)

Quanto ci costa l’aumento dello spread

Ma quali potrebbero essere in concreto gli effetti di un aumento costante del differenziale tra Btp e Bund? Secondo un'analisi dell'ufficio parlamentare di bilancio dello scorso ottobre, un aumento di 100 punti potrebbe costare 1,8 miliardi nel primo anno, 4,5 miliardi nel secondo e 6,6 miliardi nel terzo. E se lo spread dovesse aumentare ancora le cose non potrebbero che peggiorare.

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Scrive Dino Pesole sul Sole 24 Ore

"A conclusioni non molto differenti perviene Carlo Cottarelli. Se per ogni punto percentuale (100 punti base) di aumento dei tassi si producesse un incremento di pari dimensione del costo medio di finanziamento per imprese e cittadini, si avrebbe ogni anno un costo aggiuntivo di 1,8-2,8 miliardi. Nello scenario peggiore (spread di 500 punti base) l’impatto su famiglie e imprese sarebbe compreso tra 9,1 e 14,1 miliardi di euro di interessi aggiuntivi". 

Dalle pensioni alla flat tax, i conti in tasca al governo

Un macigno per i nostri già disastrati conti pubblici. Come abbiamo scritto più volte, il nuovo governo è chiamato a breve a fronteggiare l’aumento dell’Iva, che peserà per 12,5 miliardi di euro per il 2019 e 19,1 miliardi di euro per il 2020. A questi vanno aggiunti i due miliardi che servono per riformare i centri per l’impiego (misura propedeutica all’introduzione del reddito di cittadinanza) e i 5 miliardi per il superamento della legge Fornero (ma la stima è ottimistica).

Si tratta in tutto di una ventina di miliardi, ma nella cifra non abbiamo conteggiato le misure più costose promesse dal governo, flat tax e reddito di cittadinanza, che quasi sicuramente non arriveranno nel breve periodo. 

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