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Giovedì, 18 Aprile 2024
Economia

Lo spread impenna, divario Btp-Bund in tempo reale: ecco cosa sta succedendo

Il differenziale sfonda quota 300. Per il M5s è tutta colpa degli euroburocrati: "Lo spread non sta salendo a causa di un deficit al 2,4%"

Dopo un avvio di seduta tutto in salita, lo spread sfonda quota 300 punti, con il rendimento dei titoli decennali che schizza al 3,44%. A 'sostenere' la crescita del differenziale anche l'andamento del Bund tedesco che mostra un rendimento sceso allo 0,415%. Male anche le borse con l'indice Ftse Mib che perde lo 0,56% mentre All Share fa segnare -0,66%. 

Gli effetti dello spread a 300

Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, lo spread intorno ai 300 punti potrebbe causare un aumento della spesa di circa 9 miliardi (quasi un reddito di cittadinanza) nel 2019 per superare i 13 miliardi nel 2020 (maggiori informazioni qui). 

Spread, divario Btp-Bund in tempo reale

 

Lo spread sale? Per il M5s è colpa dell'Ue

L'impennata dello spread? Colpa dell'Unione Europea. Questa la tesi sostenuta dal Movimento 5 Stelle dopo l'impennata del differenziale: "Per noi l’euro non è in discussione - si legge in una nota dei deputati M5S della commissione Bilancio. -. Lo ha appena ribadito anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale ha giustamente rivendicato la necessità di una manovra del popolo che rilanci l’economia. Una manovra che ricordiamo sarà coraggiosa ma rispettosa dei vincoli di Maastricht, rimanendo il deficit ampiamente sotto il 3%. A questo punto ci chiediamo perché la Commissione Europea continui ad alimentare tensioni sullo spread, che ieri era rimasto sotto controllo fino a quando i commissari Moscovici e Dombrovskis hanno deciso di agitare i mercati con dichiarazioni bellicose. Addirittura in tarda serata il Presidente della Commissione Juncker ha evocato la rottura dell’euro, paventando uno scontro frontale con il governo italiano".

Juncker e Moscovici contro la manovra a tutto deficit

Ma che cosa hanno detto i "burocrati" dell'Unione Europea? Juncker ieri ha affermato che l’Italia "si sta allontanando dagli obiettivi di budget su cui avevano trovato un accordo a livello comunitario. Non vorrei che, dopo essere stati in grado di fronteggiare la crisi della Grecia, finissimo per piombare nella stessa crisi con l’Italia. Una crisi di questo tipo ci è bastata". Queste invece le parole di Moscovici: "Abbiamo proposto una politica di bilancio espansiva qualche anno fa. E in più l’Italia è con la Grecia il Paese con il debito più elevato. Se anche avessimo proposto una linea di bilancio espansiva, non sarebbe stato per questi Paesi in particolare. Per quanto ne sappiamo, l’Italia sarà l’unico Paese ad avere una politica di bilancio espansiva, con un problema di debito elevato".

I 5 Stelle evocano il complotto

"Parole irresponsabili" secondo il M5s, "che sembrano pensate al solo scopo di creare instabilità intorno alla manovra. Chi vuole gettare benzina sul fuoco? Un governo che programma di ridurre il rapporto debito/Pil rilanciando l’economia o forse un’istituzione sovranazionale che osteggia questo tentativo suggerendo ancora una volta le stesse politiche che hanno prodotto disoccupazione di massa e crescita del debito?".

"Gli italiani devono sapere che lo spread non sta salendo a causa di un deficit al 2,4%, in linea o inferiore a quello raggiunto dai governi precedenti. I mercati si agitano perché la burocrazia europea mostra la sua faccia più feroce, mettendo sul piatto addirittura la fine dell’euro. Se la Commissione europea non riesce ad accettare una manovra per il popolo, dopo tanti anni di tagli controproducenti, lo dica chiaramente. Sarà chiaro a tutti che non è certo l’Italia a volere lo scontro". 

Spread tocca quota 300, Renzi all'attacco

E con lo spread che sale l'opposizione va all'attacco del governo. Per Renzi "chi fa il tifo per lo spread a 300 è un masochista anti-italiano. Ma anche chi causa l'aumento dello spread a 300 è un masochista anti-italiano. La #ManovraDelPopolo ci farà fare testacoda. Fermatevi, prima che sia troppo tardi #ResistenzaCivile", scrive su Twitter l'ex premier. 

Meloni: "Spread utilizzato come un'arma contro la democrazia italiana"

"I commissari europei alzano la voce, il mercato si agita? Dobbiamo ricordarci che spesso lo spread è stato utilizzato come arma contro la democrazia italiana". Lo dice la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine della presentazione alla Camera delle proposte del suo partito per 'un sistema bancario al servizio di famiglie e imprese'. Per Meloni "noi comunque siamo i primi a chiedere al governo cosa intende fare con i soldi che chiedono in deficit, Fdi dice no al reddito di cittadinanza, con gli stessi solidi si abbassino le tasse e si crei lavoro".

Tria: se non vinciamo la scommessa della crescita cambiamo manovra

Intanto il ministro dell'Economia Tria prova a gettare acqua sul fuoco e parla già di un piano B, che però non è quello dell'uscita dall'euro. Tutt'altro. "Il problema è la qualità della manovra ha detto il titolare del Tesoro - Questa è una manovra della crescita, se questa manovra non darà crescita allora cambieremo manovra". 

"Certo - ha osservato Tria - tutte le manovre dei governi precedenti non hanno dato risultati. E se non vinciamo la scommessa crescita cambieremo la manovra". "Non ci sarà nessuna fine dell'euro", ha scandito ancora il ministro dell'Economia. Non ci sarà nessuna fine dell'euro". E' da vedere: è chiaro che, più basso è lo spread, meglio è" ha detto rispondendo alla richiesta di indicare quale sia il livello del differenziale tra i rendimenti dei Btp e quelli dei Bund che sarebbe insostenibile per le finanze pubbliche italiane.

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