Sabato, 23 Gennaio 2021

Vola lo spread: cosa significa (e cosa dobbiamo aspettarci oggi)

Il differenziale fra il decennale sui Btp italiani e i Bund tedeschi supera quota 290. Avvio negativo per Piazza Affari: -1,14%. Oggi è attesa la lettera di risposta del governo italiano all’Ue sui conti pubblici

Spread oggi 31 maggio 2019

Spread in netto rialzo oggi, ai massimi da dicembre: il differenziale fra il decennale sui Btp italiani e i corrispondenti Bund tedeschi supera quota 290 e al momento si attesta a 292 punti, pari a un rendimento del 2,73%, mentre il titolo tedesco è sceso a -0,197% (qui per seguire in tempo reale l'andamento dello spread). E le tensioni evidenziate dal rialzo dello spread si riflettono anche sull'apertura negativa di Piazza Affari: il Ftse Mib avvia infatti le contrattazioni con un calo dell'1,14% a 19.721 punti mentre l'All Share si attesta a -1,07% e 21,622 punti. Fra i titoli più penalizzati, Tenaris -4,10% e Fca -4,00%.

A pesare sull'andamento delle Borse di tutto il mondo è soprattutto l'annuncio di Donald Trump dei dazi del 5% sui beni importati dal Messico come mezzo di pressione per spingere il Paese vicino a contrastare l'immigrazione. In una giornata difficile per tutti i listini asiatici soffre in particolare Tokyo, che termina a a -1,61%. La nuova mossa di Trump fa crollare anche le quotazioni del petrolio. I contratti sul greggio Wti perdono ancora l'1,1% e scendono sotto la soglia dei 56 dollari a 55,96 dollari al barile. Il Brent cede 88 centesimi a 6,69 dollari.

Spread in rialzo oggi: attesa la risposta del governo italiano all'Ue

Dopo le elezioni europee, i mercati non stanno reagendo affatto bene alle tensioni nel governo. E proprio oggi è attesa la lettera di risposta del governo italiano all’Ue sui conti pubblici. "Le manovre correttive non servono": sarebbe questa la risposta del governo italiano alla lettera Ue sul debito. Lo ha riferito il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, precisando di voler "spiegare alla Commissione europea cosa è accaduto e fornire spiegazioni sui chiarimenti richiesti". Il ministro ha poi sottolineato che il governo è "tranquillo" in merito alla questione dei conti pubblici.

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Il mancato obiettivo del debito nel 2018 da parte dell'Italia è dovuto principalmente al forte rallentamento dell'economia. "Noi prevediamo che l'obiettivo di deficit 2019" possa essere "anche inferiore a quello scritto come previsione nell'ultimo Def, senza alcuna manovra", cioè il 2,4%, ha aggiunto Tria. "Le cose stanno andando per il verso giusto quindi non ci sarà bisogno" di una manovra correttiva, ha ribadito ancora una volta il ministro dell'Economia. a margine del festival dell'economia di Trento. "Non diciamo prima i numeri perché dobbiamo mandarle prima alla Commissione, dobbiamo essere corretti", ha aggiunto. La lettera di risposta a Bruxelles "la scriverà Tria, è indirizzata a lui e la scriverà lui", ha invece detto il sottosegretario leghista alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, a chi lo interpellava alla Camera. Voi lo avete aiutato? "Ci siamo confrontati signorilmente", risponde. Stamattina c'erano solo leghisti al ministero, niente 5 stelle? "Avrà incontrato anche gli altri, mica abbiamo parlato solo di quello".

Spread e titoli di Stato: facciamo chiarezza

Lo spread rappresenta la differenza tra i rendimenti dei titoli di due Stati diversi. Di solito si prende a riferimento la Germania. Se un titolo di Stato tedesco rende l’1% e un analogo titolo di Stato rende il 3%, si dice che lo spread è del 2%, cioè la differenza tra i due valori. In termini tecnici si dirà che “lo spread è di 200 punti base”. Insomma, “100 punti” equivale a dire “1%”. Quando prestiamo soldi agli Stati (quando compriamo cioè i loro titoli), il meccanismo è lo stesso di qualsiasi altro prestito: ci interessa capire quanto rischiamo di perderli. Se pensiamo che lo Stato sia molto affidabile, ci accontenteremo di interessi bassi. Se invece pensiamo che ci sia qualche rischio di non rivedere indietro i soldi, pretenderemo un guadagno più alto che giustifichi quel rischio.

Lo spread misura la differenza di affidabilità. Se c’è uno spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi significa che chi compra quei titoli pensa che la Germania sia più affidabile dell’Italia. Se aumenta lo spread, significa che aumenta la “diffidenza” sull’Italia. Se gli investitori non si fidano, si sbarazzano dei titoli italiani. Più li vendono, più lo spread sale. Quando gli interessi schizzano troppo in alto, il costo per lo Stato può diventare insostenibile. Lo spread ha un effetto anche sulle banche: più sale e più rischia di incepparsi il sistema del credito (pensiamo ai tassi per i mutui più alti o ai prestiti più difficili da ottenere). E a lungo andare questo può danneggiare imprese e famiglie.

Lo spread sale e scende: cosa cambia per chi ha un mutuo o vuole chiederlo 

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