Martedì, 21 Settembre 2021
Economia

Effetto manovra, spread tocca quota 280. Moscovici: "Sarà il popolo a pagare"

Il commissario europeo agli Affari economici: "Ci sono delle regole". Sale il differenziale tra Btp e Bund

Foto d'archivio

Effetto manovra sul Def. Il rialzo dello spread era previsto ed è arrivato puntuale. Il differenziale tra i Btp e Bund nel pomeriggio ha toccato anche i 280 punti base dopo un avvio a 237 punti. Sprofonda Piazza Affari: l'indice Ftse Mib scivola a quota -4%.

In profondo rosso anche i titoli degli istituti di credito: Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Ubi Banca.  

Gli effetti sullo spread però potrebbero farsi sentire anche sul medio-lungo periodo: a ottobre le agenzie di rating S&P e Moody’s dovranno pronunciarsi sul rating sovrano dell'Italia, attualmente a Baa2. Un eventuale declassamento potrebbe innescare nuovi aumenti dei tassi di interesse sul debito pubblico. 

Spread Btp/Bund in tempo reale

 

L'avvertimento di Moscovici: "Le regole vanno rispettate"

Intanto questa mattina il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, ha commentato l'accordo sul Def, spiegando di non avere interesse "ad una crisi tra la Commissione e l'Italia. Nessuno ha interesse a una cosa del genere, perché l'Italia è un Paese importante della zona euro. Ma non abbiamo nemmeno interesse a che l'Italia non rispetti le regole e che non riduca il suo debito pubblico, che resta esplosivo". 

Spread, mutui ed economia reale: cosa succede con il deficit a 2,4

Moscovici ha poi sottolineato che "ci sono delle regole" e che  "le regole devono fare in modo che il debito pubblico non aumenti. Dunque, ora ci sono delle procedure. Il 15 ottobre il bilancio italiano arriverà nel mio ufficio e i miei servizi lo valuteranno. E poi, dopo il 15 ottobre, risponderemo. Ci sono diverse possibilità: la prima è dire ok, va bene; la seconda è chiedere delle correzioni e la terza è che proprio non va, e il bilancio viene respinto. E' una possibilità prevista dai testi, che non si è mai verificata".

"Qui parlare non è un burocrate di Bruxelles - ha detto ancora il commissario Ue - sono convinto che non sia nell’interesse dell’Italia fare così. Fare rilancio quando si ha un debito molto elevato finisce per rivoltarsi contro chi lo fa e alla fine è sempre il popolo a pagare".

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