Domenica, 28 Febbraio 2021

Quanto ci costa lo spread oltre quota 300

Salvini sicuro che "lo spread non arriverà a 400". Ma a chi "costa caro", ogni singolo giorno che passa, uno spread intorno a quota 300?

Un operatore di un'agenzia di trading osserva i dati dello spread, Roma, 9 ottobre 2018, ANSA/ALESSANDRO DI MEO

A chi "costa caro", ogni singolo giorno che passa, uno spread intorno a quota 300 (toccati i massimi dal 2013)? Va fatta un po' di chiarezza. L'aumento sta facendo molta paura ai risparmiatori, alle famiglie e in generale a tutti gli italiani. Ci si interroga su quali potrebbero essere le conseguenze nel caso dovesse toccare vette più alte. 

Mercoledì mattina il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito che lo spread non è tra i problemi urgenti all'attenzione del governo, e non lo sarà "nemmeno se arrivasse a 400". "Non ci arriverà, noi andiamo avanti e non mi pongo un problema che non esiste. Siamo stati  abituati a governi che andavano a Bruxelles con il cappello in mano, tutti questi geni che ora parlano" ha detto ad Agorà su Rai tre. Per Salvini occorre "non farsi prendere dal panico che non esiste. Dietro lo spread c'è qualcuno che in multinazionali e istituti  finanziari importanti decide con un click compro o vendo. Ci sono pochi, grandi personaggi che sperano che l'Italia salti. L'Italia non salta, il governo va avanti. Se qualcuno continua a speculare sull'Italia, sbaglia a farlo. La manovra non cambia perchè lo spread o Bankitalia dicono che non devo toccare la Fornero, io vado diritto. Non torniamo indietro".

Che cos'è lo spread

Lo spread è "semplicemente" il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani (Btp) e quelli tedeschi, il Bund (a 10 anni). In questo momento il rendimento del Btp italiano è in forte crescita, segno che sta diminuendo la domanda, visto che gli investitori pensano che il nostro mercato sia fortemente incerto. In parallelo c'è una decrescita del rendimento del Bund tedesco, poiché chi acquista preferisce cercare rifugio in asset più sicuri, quali appunto i titoli di Stato di Berlino. Per l'investitore il fatto che lo spread sia in crescita può rappresentare una buona notizia. Una volta scaduti i Btp italiani, che ha nel portafoglio, infatti, beneficerà di un maggiore ritorno economico.

Cosa cambia per chi ha un mutuo

Se aumenta lo spread, se ne può trarre una spiegazione immediata: l'economia del Paese è vista come a rischio e per questo non si tratta mai di una buona notizia per lo Stato. La crescita dello spread Btp-Bund, infatti, significa che l'Italia per ricevere dei prestiti è costretta ad offrire dei tassi di interesse più elevati, andando così a far crescere il costo del prestito ricevuto che a sua volta andrà a pesare sul debito pubblico. Una delle conseguenze più gravi della salita dello spread tra Btp e Bund, quindi, è quello di un aumento inesorabile del debito pubblico con tutte le conseguenze che ne derivano. L'eccesso di debito, infatti, provoca un'instabilità finanziaria con ricadute sui bilanci di famiglie, banche e aziende ossia di tutti i soggetti che devono finanziarsi.

Default è ipotesi remota: ma cosa succederebbe?

Il rischio in caso di default, ipotesi per fortuna al momento molto remota, è quello di un ulteriore impoverimento del ceto medio che si andrebbe a livellare verso il basso. Le famiglie andrebbero, così, ad acquistare soltanto dei beni essenziali, provocando così in poco tempo una forte recessione. Tra i più preoccupati della salita dello spread, quindi, troviamo sicuramente le banche, poiché queste investendo molto sui titoli di Stato rischiano che nel caso in essere della discesa del prezzo dei Btp l'investimento fatto in favore dello Stato italiano non sia particolarmente redditizio.

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