Sabato, 8 Maggio 2021

Se gli sprechi della pubblica amministrazione costano il doppio dell'evasione fiscale

Secondo le stime della Cgia di Mestre, la cattiva gestione della P.A. pesa per oltre 200 miliardi di euro l'anno, contro i 110 miliardi dell’evasione fiscale e contributiva

Foto di repertorio Ansa

L'evasione fiscale 'pesa' per circa 110 miliardi di euro l'anno, ma gli sprechi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione costano alle casse dello stato praticamente il doppio. A lanciare una provocazione, mettendo a confronto due fenomeni dell'economia italiana, è la Cgia di Mestre che stima oltre i 200 miliardi l'anno il costo della cattiva gestione della P.A. Nonostante la difficoltà di una comparazione statistica, sono senza dubbio due problemi che affliggono la dimensione economica del nostro Paese.

Tutti gli sprechi della Pubblica Amministrazione

Agli oltre 200 miliardi, spiega l'associazione, si arriva sommando i risultati di differenti valutazioni come quella sul costo annuo sostenuto dalle imprese per la burocrazia (57 miliardi), dei debiti commerciali della PA nei confronti dei propri fornitori (53 miliardi), del deficit logistico-infrastrutturale (40 miliardi), dei ritardi della giustizia civile (40 miliardi), della spesa pubblica in eccesso (24 miliardi), degli sprechi e la corruzione nella sanità (21,5 miliardi) o degli sprechi e delle inefficienze del trasporto pubblico locale (12,5 miliardi).

L'associazione sottolinea come naturalmente questa analisi non rende giustificabile l'evasione fiscale ma ricorda come "se avessimo una PA con un livello di produttività e tempi di risposta a cittadini/imprese in linea con la media europea, probabilmente avremmo anche meno evasione, perché chi non paga sarebbe messo nelle condizioni di farlo".

La Cgia ricorda come sia "opinione molto diffusa che la fedeltà fiscale di un Paese sia inversamente proporzionale anche al livello di tassazione a cui sono sottoposti i propri contribuenti. Pertanto, con un carico fiscale più contenuto, anche a seguito di una spesa pubblica inferiore, probabilmente la dimensione dell'evasione sarebbe nettamente al di sotto dei 110 miliardi di euro stimati".

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Quello dell'efficienza della nostra spesa pubblica - continua l'associazione - è un problema da affrontare in vista dell'arrivo del Recovery dal momento che "dei 210 miliardi di euro messi a disposizione dall'Unione Europea, 145 serviranno per realizzare gli investimenti aggiuntivi che, - nel 2026 - garantiranno, secondo il Governo, 3 punti percentuali aggiuntivi di Pil".

Dalla Cgia tengono comunque a precisare che sarebbe scorretto generalizzare e non riconoscere, ad esempio, i livelli di eccellenza che caratterizzano molti settori della nostra PA. Come, ad esempio, la sanità, (in particolar modo nelle regioni centro-settentrionali), il settore delle telecomunicazioni, il livello di insegnamento e di professionalità presenti in molte Università/enti di ricerca e la qualità del lavoro effettuato dalle forze dell'ordine.

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