Sabato, 24 Luglio 2021
Economia

Gli Statali al Sud: il flop del concorso di Brunetta e il caso dei "tirocini infiniti"  

Dei 8.582 candidati ammessi, soltanto una parte si è presentata alla prova, con il rischio che alcuni dei 2.800 posti messi a bando rimanessero vuoti. ''Colpa soprattutto dei requisiti elevati'' secondo Sandro Colombi, Segretario Generale UilPA. Intanto in Calabria prosegue la protesta dei 6.500 tirocinanti della pubblica amministrazione, senza contratto e senza riconoscimenti: ''Una situazione paradossale''

Foto di repertorio Ansa

Statali e Sud, un'intesa che stenta a decollare, almeno a giudicare dal flop del concorso per l’assunzione di 2.800 tecnici nel Mezzogiorno. Infatti, la prima selezione del Brunetta bis nella Pubblica Amministrazione, che puntava ad assunzioni entro luglio, ha fatto registrare una partecipazione al di sotto delle aspettative: una media intorno al 65%, ma con picchi negativi del 50% in Lazio e Puglia. Dei 8.582 candidati che erano stati convocati dopo la valutazione dei titoli, soltanto alcuni si sono presentati alla prova. Così pochi da correre il rischio di avere dei posti scoperti tra i 2.800 messi a bando.

Concorso al Sud: il flop e requisiti ''elevati''

Così, per evitare la ''spiacevole situazione'' dei posti scoperti, il Dipartimento della funzione pubblica è corso ai ripari, ampliando la platea dei partecipanti: 70mila persone in più che, a partire dal prossimo 22 giugno, potranno accedere alla prova (scritta e digitale) che si svolgerà in sei Regioni, Calabria, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Sardegna. I candidati sono di fatto dei ''ripescati'': si tratta infatti delle persone che avevano presentato domanda per la selezione e per le quali era già stata effettuata la valutazione dei titoli. A questo punto la domanda sorge spontanea, perché così tante persone hanno deciso di non presentarsi alla prova per un posto pubblico? Le possibili cause sono diverse, dal contratto non a tempo indeterminato alla selezione in base ai titoli, criticata dei giovani perché svantaggiati per via della poca esperienza, fino ad arrivare alla tipologia di profili ricercati.

Proprio i requisiti molto ''elevati'' sarebbero stati l'ostacolo principale che ha spinto molti candidati a  boicottare la prova, come spiegato da Sandro Colombi, Segretario Generale UilPA (Uil Pubblica Amministrazione): ''Probabilmente la semplificazione è stata scollegata dai requisiti richiesti: leggendo il bando si nota che ai candidati vengono chieste delle professionalità tali che risulta difficile pensare che qualcuno che ne sia in possesso non abbia già un'occupazione altrove. Non è semplice trovare persone con requisiti così elevati, che tra l'altro presuppongono anche una prova adeguata e quindi, non alla portata di tutti. Il tentativo di semplificazione del ministro Brunetta è apprezzabile, ma è andato a ''cozzare'' con le richieste, dando luogo ad una sorta di selezione naturale''.

''In un Paese come il nostro - ha aggiunto Colombi - in cui c'è fame di lavoro, ben vengano le assunzioni, ma le cose andrebbero fatte in modo diverso. L'attuale programmazione nelle assunzioni spesso non rispecchia i reali bisogni. È diventato come un semplice adempimento che viene ''smarcato'', senza pensare veramente alle figure che servono. È il caso di sedersi intorno ad un tavolo con le amministrazioni e capire quali sono le reali necessità: esistono professionalità per cui non ci sono sostituti che andranno a decadere, con l'unico risultato che saranno i cittadini a pagare il prezzo dei servizi non all'altezza. Ammiriamo la volontà di semplificare, ma è fondamentale capire cosa serve, trovare le persone giuste per i posti giusti''.

Il flop e i ''ripescaggi'' causeranno un ritardo nelle assunzioni? Secondo una nota del vice presidente della commissione Affari Costituzionali, Nazario Pagano, le procedure dovrebbero concludersi nel giro di  qualche mese: "Bene ha fatto il Ministro per la PA Renato Brunetta, nel corso del suo intervento nell'aula del Senato , a correggere le inesattezze e chiarire puntualmente tutti dubbi relativi al così detto "concorso sud," che ha visto la partecipazione di due terzi dei candidati iscritti. Come ha sostenuto giustamente il Ministro, si trattava di un concorso speciale per profili speciali, dedicato al sud, quindi che poneva dei limiti ben specifici a tutela delle professionalità. Si tratta di una rivoluzione digitale utilizzata per la prima volta e che permetterà di concludere tutte le procedure concorsuali in soli cento giorni, contro i quattro anni di media richiesti in passato". 

"Tirocini infiniti": la protesta in Calabria

Restando in tema di Sud e Statali, nei giorni scorsi è andata in scena la protesta dei tirocinanti calabresi, 6.500 persone con incarichi pubblici in diversi enti come il ministero della Giustizia, il Mibcat o il Miur. Martedì 15 giugno circa 300 lavoratori, rappresentanti dal sindacato Usb, avevano bloccato la strada d'accesso all'aeroporto di Lamezia Terme, costringendo i viaggiatori ad andare a piedi verso l'imbarco. Una protesta ribadita anche nella giornata di ieri, giovedì 17 giugno, quando i tirocinanti hanno bloccato a statale 106, sulla costa ionica. Una situazione paradossale in cui esistono tirocinanti che svolgono da anni le mansioni di un dipendente pubblico senza avere un adeguato contratto, raccontata a Today.it da Giuseppe Marra di Usb Calabria: ''Viviamo in una regione in cui c'è tanta fame di lavoro, eppure gli enti pubblici e i servizi vanno avanti grazie al precariato. Qui parliamo di casi in cui i tirocini vanno avanti da 10 anni, una cosa irrazionale. Sono forme contrattuali utilizzate per fare rientrare che era rimasto senza lavoro, ma poi ci siamo trovati in una situazione in cui, da una parte c'era l'esigenza degli enti pubblici che non erano più in grado di assumere, dall'altra c'erano queste figure che sono state impiegate che a tutti gli effetti sostituiscono i dipendenti pubblici senza averne il riconoscimento''.

Come se non bastasse il tirocinio infinito, per molti di questi lavoratori c'è il rischio di rimanere presto anche senza questa occupazione: ''Sui 6.500 tirocinanti, circa 4mila vedranno scadere i loro progetti a fine luglio e ancora non è chiaro cosa faranno - ha spiegato Marra  - Con il termine del rapporto ci saranno impiegati che si ritroveranno in mezzo ad una strada dopo 10 anni di servizio senza alcun riconoscimento, come se non fossero mai stati in quegli uffici. Come se non bastasse, finita la formazione non si ha diritto alla disoccupazione o ad altri tipi di ammortizzatore sociale''.

''Noi chiediamo un contratto - conclude Marra - Anche la proroga di questa situazione, che rimane allucinante, sarebbe meglio che finire in mezzo ad una strada. Parliamo di personale che ricopre anche ruoli di alta responsabilità. Non si può bandire un concorso per ingegneri specializzati quando ci sono decine di Comuni con 30 dipendenti, di cui soltanto due assunti con un contratto. È necessario sbloccare le assunzioni ovunque, dagli ospedali ai musei, passando per Comuni ed enti pubblici, ma va fatto conoscendo le esigenze del territorio''.

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