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Sabato, 28 Gennaio 2023
Economia Napoli

La storia dei due fratelli napoletani che hanno vinto la causa contro il gigante Apple

Due giovani imprenditori hanno chiamato il proprio brand con il nome del fondatore della Apple, dopo aver scoperto che non era mai stato registrato

Cinque anni fa uscì in Italia un libro dal titolo "Se Steve Jobs fosse nato a Napoli", di Antonio Menna. Ma nella città del Vesuvio è Steve Jobs è rinato davvero, anche se come marchio di abbigliamento registrato da due giovani imprenditori. Sì, perché il colosso americano non ha mai pensato di registrare il marchio del suo fondatore e allora hanno deciso di farlo loro. 

"Davide contro Golia"

“Abbiamo fatto le nostre ricerche di mercato e abbiamo notato che c’era questo vuoto", spiegano i fratelli Vincenzo e Giacomo Barbato, titolari oggi del brand che riprende il nome dell’inventore dello smartphone. I due fratelli insieme abbigliamento e accessori per altri brand, ma a un certo punto decidono di svoltare: “Ci siamo stufati di produrre per altri e abbiamo deciso di creare prodotti innovativi con il brand Steve Jobs”. La creazione del marchio porta più di un grattacapo. La storia inizia nel 2012, quando i due iniziano a registrarlo per il mercato europeo. Apple fa la prima opposizione: “Ci sono arrivati 4 enormi faldoni in ufficio proprio da Cupertino. All’inizio abbiamo avuto un po’ di timore. Davide contro Golia. Ma avevamo ragione noi, così come è stato dimostrato dalla legge”. L’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale risponde così: “Opposition is rejected”.

Il marchio registrato ora anche in altri Paesi

“Apple ci ha attaccati su un particolare del logo: la J che appare morsicata, richiamando la celebre mela. Ma ‘una lettera non è un frutto e di conseguenza quello sulla lettera non può essere un morso’, così come la legge ha poi sancito. Per questo eravamo inattaccabili da ogni punto di vista”. Dopo le prime vittorie, i due fratelli registrano il marchio in altri Paesi, “investendo capitali ingenti”. “Abbiamo pensato che fosse inutile metterci contro Apple. Allora abbiamo aspettato le sentenze dei tribunali (quello europeo, quello della Camera di Commercioà). Tutti ci davano ragione, non c’era motivo per preoccuparci”.

Oggi collaborano con startup come Sticky Factory specializzata in design e hanno già prodotto borse, t-shirt, jeans e accessori fashion, mentre progettano prodotti hitech. Il brand ha già sponsorizzato un gioco per pc, Xbox e per PlayStation che sarà lanciato sul mercato a breve. Vincenzo e Giacomo svelano quale è la visione che li ha spinti a creare il brand: “Alla base del suo successo di Steve Jobs ci sono le idee, il vero motore, il più alto valore dell’essere umano. Sono le idee che permettono agli imprenditori di realizzare e di creare un’impronta tangibile nel mondo di circonda. Il grande esempio di Steve Jobs che con le sue invenzioni ha cambiato il mondo, offre una prospettiva nuova e positiva del potenziale delle idee”.

La storia di Vincenzo e Giacomo mostra che l’ingegno a volte vince su tutto, anche sulla mancanza di risorse. Jobs di certo non nasce a Napoli, ma qui potrebbe risorgere: “Siamo pronti ad accogliere ogni progetto innovativo, la nostra mission sarà anche quella di supportare giovani talenti per lanciare idee vincenti sul mercato”.

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