Lavoro, Italia spaccata in due: a Bolzano gli stipendi più alti, Ascoli Piceno in coda

La Lombardia resta l'Eldorado dei lavoratori italiani. Nette differenze tra Nord e Sud anche per le "quote rosa": a Bologna la "palma" delle donne occupate. Male le nuove imprese: una "startup" su due chiude entro i primi 5 anni di vita

E' il Nord l'Eldorado dei lavoratori italiani: con 1.476 euro mensili infatti Bolzano è la provincia che, oltre ad avere il tasso di disoccupazione più basso, detiene il primato delle buste paga più "pesanti" fra i dipendenti. Lo rileva l'Osservatorio Statistico dei consulenti del lavoro. Magrissima, invece, la retribuzione media dei dipendenti di Ascoli Piceno, che con 925 euro è fanalino di coda.

Dopo Bolzano in classifica figurano Varese, 1.471 euro, Monza e Brianza, 1.456, Como, 1.449, Verbano Cusio Ossola, 1.434, Bologna, 1.424, e Lodi ,1.423. La prima provincia del Mezzogiorno a comparire, al 55esimo posto, è infatti L'Aquila con 1.282 euro.

"Quote rosa": a Bologna 2/3 donne occupate, a Napoli solo 25%. Il report dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro si sofferma poi sulle "quote rosa" rivelando come il tasso d'occupazione femminile più alto d'Italia si registra nella provincia di Bologna dove due terzi delle donne svolgono un'attività (66,5%), mentre quello più basso a Barletta-Andria-Trani dove lavora meno di un quarto della componente femminile (24,1%). Solo poco meglio a Napoli con il 25,5%, Foggia (25,6%) ed Agrigento (25,9%).

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Una impresa su due chiude entro i primi 5 anni di vita

Sempre in ottica lavoro, in vista della festa del Primo Maggio, la Cgia di Mestre ha diffuso i dati sulle nuove imprese. In caduta libera l'artigianato: -18.400 unità nell'ultimo anno e -134.500 dall'inizio della crisi. Se nel 2004 il tasso generale di mortalità era al 45,4% (la percentuale di imprese ancora in vita dopo 5 anni sul totale di quelle nate nell'anno di riferimento, il 1999), 10 anni dopo la soglia è salita al 55,2%

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