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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Stipendi e tasse

I profitti delle aziende aumentano, gli stipendi no

In attesa di riforme strutturali del mercato del lavoro, i dati sono chiari: gli stipendi in Italia sono fermi e, anzi, diminuiscono rispetto a un amento record dell'inflazione e dei profitti delle aziende. Il punto sullo stato dei salari: quali sono i problemi

Si parla di nuovo di stipendi, tasse e inflazione in Italia. Tra riforma fiscale e primi scontri tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein il tema del livello dei salari riconquista la scena, specie se calato nel contesto storico: nel 2022 l'inflazione ha infatti raggiunto livelli da record ma non possiamo dire lo stesso degli stipendi, fermi ormai da decenni e, anzi, diminuiti se rapportati al costo della vita. La riforma del fisco che il governo Meloni sta portando avanti poggia, tra le altre cose, sulle nuove aliquote Irpef che saranno ridotte a tre e che impatteranno sensibilmente sugli stipendi (anche se non è ancora chiaro chi ci guadagna). Ma qual è il livello da cui partono gli stipendi in Italia nel 2023? Ci sono dei punti da considerare.

In Italia c'è un problema con gli stipendi

Il dibattito sugli stipendi è di nuovo entrato nel vivo a fronte di un aumento del costo della vita che non si vedeva da 30 anni. In Italia il livello dei salari è rimasto più basso rispetto ad altri Paesi e fermo a trent'anni fa. Anzi, gli stipendi sono lievemente diminuiti, mentre le tasse sul lavoro e l'inflazione sono aumentate.

Quanto costavano le cose una volta

Facendo un confronto per avere un'idea più chiara della situazione, l'Italia è l’unico paese dell'Ue tra quelli Ocse in cui gli stipendi non sono aumentati dal 1990. In più, da un decennio il salario medio dei dipendenti in Italia è quasi piatto, a fronte di bassi livelli di produttività.

A un livello generale di stipendi non elevati si aggiungono l'inflazione con pochi precedenti e il quarto cuneo fiscale più alto tra i paesi Ocse. Anche se nell'ultima rilevazione è lievemente diminuito (-0,4 per cento), il peso delle tasse sugli stipendi in Italia - in un lavoratore single - è il quinto più alto tra i 38 paesi dell'Ocse, pari al 46,5 per cento della retribuzione. La media Ocse è del 34,6 per cento.

Il cuneo fiscale in Italia: quanto pesa sugli stipendi nel 2023

Col nuovo taglio delle tasse conviene guadagnare meno: l'effetto sugli stipendi

I profitti delle aziende crescono

In un documento elaborato dalla Commissione Europea e citato dal quotidiano spagnolo El Pais l'Ue sostiene che "l'evoluzione degli utili societari suggerisce che le aziende abbiano uno spazio per ipotizzare aumenti salariali". Semplificando, la Commissione chiede alle aziende di allargare la platea dei dividendi, distribuendoli anche ai dipendenti e aumentando così i loro stipendi. Secondo recenti stime della Banca centrale europea, invece, nell'eurozona i salari sono cresciuti molto più lentamente dell'inflazione, causando "un calo del 5 per cento del tenore di vita per il lavoratore medio nella zona euro rispetto al 2021".

Record di profitti ma stipendi al palo, l'Ue avverte le imprese: "Ora aumentate i salari"

Secondo la Confederazione dei sindacati europei, nel 2022 i profitti reali delle imprese nell'Ue sono aumentati dell'1 per cento. I salari reali  - ossia quelli calcolati sul potere d'acquisto - sono invece crollati del 2,5 per cento. La cose dovrebbero migliorare, ma non di molto, nel 2023: in generale, per la Bce l'aumento dei salari sta accelerando e potrebbe arrivare a quasi il 5 per cento entro la fine dell'anno. E in Italia?

Gli stipendi in Italia sono fermi

In Italia è chiaro: gli stipendi non hanno seguito l'aumento dei prezzi, né la crescita dei profitti delle aziende. Nel 2022, secondo la Confederazione dei sindacati europei, in Italia il margine operativo lordo reale delle aziende è cresciuto dello 0,8 per cento, mentre gli stipendi sono andati nella direzione opposta, diminuendo del 2,1 per cento. 

Anche nelle previsioni di autunno della Commissione Europea, per l'Italia si evidenzia un problema di "dinamiche salariali ancora contenute, dato il lento processo di rinnovo dei contratti collettivi e il meccanismo di indicizzazione molto parziale", spiega Bruxelles. La speranza  - non solo per l'Italia - è che nel 2024 si realizzi una "stabilizzazione dei prezzi delle materie prime". Nel frattempo, una prima sferzata al mercato del lavoro arriverà dal governo Meloni con la riforma dell'Irpef, ma bisognerà capire per chi sarà conveniente e chi invece ne uscirà danneggiato.

Perché in Italia gli stipendi sono così bassi

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