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Giovedì, 13 Giugno 2024
le previsioni del governo

L'Italia rischia la recessione con lo stop al petrolio e al gas russo

Il Governo cambia i piani e nel Def stima i rischi della guerra in Ucraina: di fatto sarà un'altra manovra finanziaria

La guerra in Ucraina e l'aumento dei prezzi dell'energia cambiano i piani economici del Governo che userà 9 miliardi di euro per sostenere l'economia italiana. Il Documento di economia e finanza (Def) prevede infatti un ridimensionamento al ribasso dell’economia per il 2022 e il 2023, una graduale riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil nei prossimi tre anni e uno spazio di intervento ad aprile per contenere ancora i prezzi di carburanti ed energia, oltre alle misure per assistere i profughi ucraini e per alleviare l'impatto economico della guerra sulle aziende italiane. Di fatto, una piccola manovra finanziaria.

Nel Def vengono anche simulati degli scenari “estremi” con il blocco delle importazioni di gas e petrolio dalla Russia. Inoltre, aumenteranno ancora i prezzi sotto la spinta dell’inflazione. Il testo approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri dovrà poi passare per il Parlamento: si inizierà dal Senato nella seduta di mercoledì 20 aprile dalle ore 14.

Il Def in ordine:

Cosa dicono i dati del Def

Il Documento di economia e finanza approvato dal Governo stima che il Pil crescerà nel 2022 del 2,9%, in calo rispetto alla stima del 4,7% dello scorso autunno. Allo stesso modo, per il 2023 la crescita prevista del Pil è del 2,4% in calo dal precedente obiettivo del 2,8%. Negli anni successivi si registrerà un progressivo rallentamento del ritmo di crescita: il Pil si attesterà all'1,8% nel 2024 e all'1,5% nel 2025.

Il rapporto debito/Pil è indicato nel Def al 150,8% nel 2021, al 147%, in calo, per il 2022 e al 145,2% nel 2023, per diminuire poi progressivamente fino al 141,4% nel 2025. Il rapporto tra deficit e Pil per il 2023 resta invece invariato al 3,9% e al 5,6% nel 2022.

indebitamento pil-2

Il Def prevede un aumento deciso dell’inflazione rispetto alle previsioni fatte dal Governo nell’autunno del 2021, quindi prima dell’inizio della guerra in Ucraina: per il 2022 si prevede un tasso di inflazione assai più elevato di quanto previsto a settembre scorso nella Nadef. Il governo prevede "un'impennata" dell'inflazione nel 2022. "Il deflatore dei consumi delle famiglie, che nel 2021 e' cresciuto dell'1,7 per cento, - si legge nella bozza del Def - e' previsto aumentare del 5,8 per cento nel 2022, contro una previsione dell'1,6 per cento nella Nadef. La previsione di crescita del deflatore del Pil, anch'essa dell'1,6 per cento nella Nadef, sale al 3,0 per cento. Cio' porta la nuova previsione di crescita del Pil nominale al 6,0 per cento, solo leggermente piu' bassa del 6,4 per cento previsto nella Nadef". A fronte dell'impennata dell'inflazione, si prevede pero' "un'accelerazione piu' moderata delle retribuzioni e dei redditi da lavoro

Il rischio recessione per la guerra in Ucraina

Il Def prende in esame due scenari di rischio che potrebbero verificarsi con il blocco delle importazioni di gas e petrolio dalla Russia da aprile 2022 fino a tutto il 2023, a causa della guerra in Ucraina. “Nello scenario più sfavorevole - si legge - la crescita del Pil in termini reali nel 2022 sarebbe pari allo 0,6% e nel 2023 allo 0,4%. Queste valutazioni si riferiscono al quadro tendenziale “giacché è evidente che a un simile scenario si risponderebbe con una manovra di sostegno all'economia più robusta di quella ipotizzata nel programmatico del presente documento" si legge nel Del. 

L'altro scenario, quello meno sfavorevole, "ipotizza che le aziende del settore sarebbero in grado di assicurare le forniture di gas necessarie al Paese grazie ad un incremento delle importazioni dai gasdotti meridionali, un maggior utilizzo di gas liquido (la capacità di rigassificazione aumenterebbe sensibilmente già nel 2023) e un aumento, inizialmente modesto ma crescente nel tempo, della produzione nazionale di gas naturale e biometano". Tuttavia, "in presenza di analoghi sforzi di diversificazione degli approvvigionamenti da parte degli altri Paesi europei, si assisterebbe a un rialzo dei prezzi molto superiore a quello del quadro macroeconomico tendenziale". In questo caso, "la simulazione indica che i più elevati prezzi dell'energia ipotizzati sottrarrebbero complessivamente 0,8 punti percentuali alla crescita del Pil italiano nel 2022 e 1,1 punti percentuali nel 2023 in confronto allo scenario tendenziale". 

Gli effetti della guerra sull'economia italiana: tre scenari

Gli interventi economici previsti dal Governo

Sono 19 i decreti collegati alla prossima manovra secondo quanto si legge nel Def. Nell'elenco anche una disegno di legge delega per "l'aggiornamento della fascia anagrafica di riferimento delle politiche giovanili” e delle “misure per la promozione dell'autonomia e dell'emancipazione dei giovani". Tra gli altri provvedimenti ci sono la riforma del fisco, la concorrenza, le misure sull'attuazione dell'autonomia differenziata e il riordino del settore dei giochi. 

Lo spazio fiscale di intervento del 2022 sarà dello 0,5% di Pil, pari a quasi 9 miliardi di euro. Di questi fondi, dovrebbero essere usati solo 4-5 miliardi per contenere ulteriormente i prezzi dei carburanti e il costo dell’energia, incrementare i fondi per le garanzie sul credito e assistere i profughi ucraini in un altro decreto a cui si lavorerà dopo Pasqua. A riguardo, ieri il Partito Democratico ha presentato le sue proposte durante la riunione della direzione: abbonamenti ai mezzi pubblici fino a 9 euro per le fasce deboli (come in Spagna). bonus di 300 euro per ogni lavoratore come in Germania, blocco degli affitti, defiscalizzazione delle imprese per bloccare il costo del lavoro e buoni pasto, oltre all’estensione delle coperture per calmierare il costo delle bollette di luce e gas. Il resto dei fondi a disposizione del Governo servirà a coprire le spese dei ministeri bloccate per finanziare i provvedimenti precedenti sull'energia. 

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