Stop alle "monetine" da 1 e 2 cent: cosa cambia davvero per i consumatori

Un mese fa il conio è stato sospeso, ma le monetine sono ancora in circolazione e lo saranno molto a lungo: in base alla legge, però, quando si paga in contanti, l'importo deve essere arrotondato "al multiplo di cinque centesimi più vicino, per eccesso o per difetto"

Che cosa cambia per i consumatori, per tutti i cittadini, dopo che è stato stabilito lo stop al conio delle monete da 1 e 2 centesimi in Italia? Come stanno a oggi le cose? 

Un mese fa il conio è stato sospeso, ma le monetine sono ancora in circolazione e lo saranno molto a lungo: in base alla legge, però, quando si paga in contanti, l'importo deve essere arrotondato "al multiplo di cinque centesimi più vicino, per eccesso o per difetto", spiega l'Aduc, associazione diritti utenti e consumatori.

Stop monetine 1 e 2 centesimi

Per esempio, quindi, nel caso di scontrino o fattura, nel caso in cui il cliente non abbia monetine, "un importo totale di euro 10,52 diventa euro 10,50 mentre un importo di euro 10,58 diventa euro 10,60", e i soggetti pubblici devono consentire l'arrotondamento senza necessità di ulteriori disposizioni.

La regola vale per tutti ed anche per gli incassi, oltre che per i pagamenti, che avvengono in contanti. La legge precisa che i soggetti pubblici devono consentire l’arrotondamento senza necessità di ulteriori disposizioni.

Che impatto avrà la novità?

E’ il Garante per la sorveglianza dei prezzi che dovrà vigilare sull’impatto che questa novità avrà sui prezzi al consumatore, in special modo sulla loro conseguente variabilità, e riferire le proprie osservazioni semestralmente al Ministero dello sviluppo economico che, a sua volta, potrà segnalare ipotetiche anomalie all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) oppure proporre nuove normative.

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Si ricorda, sempre in ambito pagamenti, che vige l’obbligo per i negozi -e comunque per chiunque venda beni o servizi, anche professionali- di consentire i pagamenti con carte bancomat e carte di credito- per importi superiori ai 30 euro. Stesso obbligo esteso da Luglio 2016 anche ai parcometri per il pagamento della sosta dei veicoli, con incertezze applicative a causa della teorica mancanza di decreti attuativi ed omologativi specifici. Risulta comunque che i Comuni stiano via via adeguando le apparecchiature e che nello stesso tempo alcuni giudici di Pace abbiano annullato verbali di mancato pagamento a causa della mancata possibilità di usare il bancomat.

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