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Venerdì, 19 Agosto 2022
il "complesso" sistema dei bonus

Buco nero Superbonus, la bocciatura della Corte dei conti: "Incentivo distorsivo"

Non solo superbonus: critiche anche per gli altri bonus del governo e in generale per la riscossione delle tasse e dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione

Il Superbonus e gli altri incentivi varati dal governo nel 2021 sono stati elementi di "distorsione del prelievo". Il giudizio della Corte dei conti è negativo per i bonus edilizi, anche per il sistema dei bonus in generale, ma non solo: nella relazione del giudizio di parifica sul rendiconto dello Stato relativo al 2021 vi sono delle osservazioni sull'evasione fiscale e il ritardo nei pagamenti della Pubblica amministrazione, che si aggiungono a un contesto già reso difficile dalla guerra in Ucraina e dall'inflazione. Queste misure hanno comportato una consistente spesa di denaro per lo Stato, che non sempre ha avuto ricadute positive sull'economia o sui più bisognosi, come hanno sottolineato i giudici della Corte dei conti nella relazione.

Il buco nero del Superbonus e degli altri incentivi

Come ogni anno, la Corte dei conti analizza il bilancio dello Stato, ma questo rendiconto è anche l'occasione per sottolineare le "contraddizioni" delle finanze pubbliche, a partire dal complesso sistema di bonus nato per rispondere ai problemi economici della pandemia. I giudici della Corte hanno preso di mira questi "sconti" che, a volte, pur nascendo per aiutare le famiglie più povere e le imprese in difficoltà, in molti casi offrono "benefici non giustificati a gruppi specifici di soggetti", determinando "effetti distributivi non sempre auspicabili", il tutto comportando "perdite di gettito rilevanti".

fondi superbonus italia

Il sistema dei bonus edilizi, definito "complesso", ha prodotto solo nel 2020-21 prime cessioni di crediti e sconti in fattura per 38,4 miliardi di euro. Il grosso lo ha fatto il Superbonus, per cui le banche sono tornate in agitazione sulle verifiche nella cessione dei crediti. La spesa per lo Stato non è finita qui: i dati Enea aggiornati al 31 maggio dicono che i fondi stanziati sono già terminati e servirà rifinanziare la misura per portarla a termine.

La Corte dei conti ha sottolineato l’esigenza di ridisegnare il sistema di incentivi e detrazioni che sono diventati "un elemento di distorsione del prelievo". Il tutto mentre guerra e inflazione possono "mettere potenzialmente a rischio qualsiasi piano di programmazione" e impongono di accelerare per "creare le condizioni strutturali per la realizzazione del Pnrr".

Superbonus, il blocco dei crediti rischia di favorire i ricchi

I ritardi della Pubblica amministrazione: il peggiore è il Viminale

Lo Stato si è dato obbiettivi di crescita economica "sfidanti", spendendo decine di miliardi di euro per rilanciare il Pil, ma, secondo la Corte dei conti, ha finito solo per penalizzare "le stesse imprese agevolate da interventi nazionali ed eurounitari" continuando a ritardare i pagamenti delle fatture commerciali, come spiega il Procuratore generale della Corte dei conti Angelo Canale.

Bonus 200 euro, il chiarimento sui tempi: a chi arriva prima

Per rincorrere la crescita economica, la spesa pubblica, nazionale ed europea, è a livelli inediti. Ma negli stessi mesi in cui si sono poste le basi del Pnrr e dei decreti anti-crisi con i ristori per famiglie e imprese, gli indicatori dei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici registrano numeri scoraggianti. Il quadro in realtà è tutt’altro che omogeneo. 

Fra i ministeri primeggia in negativo il Viminale, che nel 2021 registra un ritardo medio di 67,1 giorni nei pagamenti, contro i 62,3 del 2020, ed è seguito in questa corsa al ribasso dalle Politiche agricole (42,3 giorni di troppo contro i 17,5 dell’anno prima). La situazione rimane critica anche in sanità e negli enti territoriali, che moltiplicano le aziende in attesa dei pagamenti.

Tasse e fatturazione elettronica: meno controlli e risultati deludenti

Mentre si lavora a una riforma fiscale e a strumenti migliori per contrastare l’evasione, per la Corte dei conti si pratica "un utilizzo scarso dell’anagrafe dei rapporti finanziari e degli accertamenti sintetici", anche in un 2021 in cui "si è registrata una diminuzione dei controlli" sul campo, ha aggiunto il presidente di coordinamento delle sezioni riunite di controllo Enrico Flaccadoro. Si rende urgente un ripensamento del fisco per renderlo "equo, condiviso e orientato alla la crescita", si legge nella relazione. 

La diminuzione dei controlli sulle tasse iniziato durante la pandemia si è dilungato, e anche la fatturazione elettronica, che pure insieme a Reverse Charge e Split Payment è il motore principale nell’aumento dell’adesione spontanea agli obblighi Iva, ha avuto risultati "inferiori alle attese".

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