Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

La sugar tax diventa sovranista: "Nessun aumento se lo zucchero è italiano"

Salvini boccia la proposta, ma il ministro Centinaio prova a mediare: "Tuteliamo i produttori italiani". Ma quanto costeranno in più le bevande gassate? Secondo il vice ministro all'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, l'aumento potrebbe essere sensibile

Anche la "sugar tax" diventa un piccolo caso. La proposta di tassare le bevande ad alto contenuto di zuccheri (caldeggiata soprattutto dai 5 Stelle) non va già a Matteo Salvini che due giorni fa ha gelato gli alleati di governo (nonché gli stessi deputati leghisti che avevano firmato l’emendamento) affermando che "non è un momento in cui tassare i consumi". A stretto giro, sull’Huffington Post, è arrivata la replica del viceministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5s), che ha ribadito l’intenzione dei 5 Stelle (e non solo) di andare avanti nell’approvazione del provvedimento, dal momento che anche "i parlamentari del Carroccio sono d’accordo". 

E allora ecco l’idea: esentare dalla "sugar tax" lo zucchero made in Italy, così da salvare capra e cavoli. La proposta arriva dal ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio (in quota Lega). "Personalmente - ha detto Centinaio a margine del Consiglio Agricoltura e Pesca a Bruxelles - farei un ragionamento: se lo zucchero che viene utilizzato è italiano, non la tasserei. Comincerei a fare dei ragionamenti a tutela dei nostri produttori".

Sugar tax, cos'è e come funziona

In questo modo la Lega potrebbe rivendicare la natura "sovranista" del provvedimento che andrebbe a colpire solo le aziende straniere (oltre che i consumatori italiani, però); allo stesso tempo il governo potrebbe contare sul gettito proveniente da quella che è a tutti gli effetti una nuova tassa.

Sugar tax, prezzi in aumento per le bevande zuccherate?

A proposito: a quanto ammonterebbero le entrate? Secondo Fioramonti, se si decidesse di applicare un obolo di 10 centesimi per ogni litro di bevanda zuccherata, lo Stato potrebbe incassare 235 milioni l’anno. Se così fosse, per fare un esempio, una bottiglia da un litro e mezzo di Coca-Cola (o bevande simili) potrebbe arrivare a costare 15 centesimi in più, mentre il prezzo di una lattina aumenterebbe di 3 centesimi. Fioramonti sostiene che gran parte del gettito sarà destinato all'università e alla ricerca e solo il 20% all’abolizione dell’Irap per le partite Iva fino a 100mila euro. 

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