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Lunedì, 16 Maggio 2022
La misura della discordia

Superbonus dal 110 all'80 per cento: l'ipotesi che cambia tutto

Si punterebbe ad aprire la strada a un decalage anticipato rispetto alla scadenza 2024, facendo scendere l’asticella con un allineamento al credito d’imposta già in vigore per il turismo. Le truffe dilagano: "Lo Stato italiano è pazzesco, vogliono essere fregati"

Mentre nel governo le tensioni intorno al superbonus raggiungono il livello di guardia e le notizie sulle truffe legate ai vari incentivi nell'edilizia si susseguono e raggiungono cifre record, spuntano le voci di trattative "sotterranee" (così le definisce il Sole 24 Ore) per cambiare le carte in tavola prima del previsto. L’eco-bonus, il bonus locazione, il sisma-bonus, il bonus facciate e il superbonus: i tanti strumenti concessi dallo Stato italiano a cittadini e imprese per far ripartire un pezzo di economia, hanno zone d'ombra che non erano evidentemente state messe in conto.

L'ipotesi superbonus dal 110% a quota 80%

Si punterebbe "ad aprire la strada a un decalage anticipato del superbonus (è previsto già in legge di bilancio dal 2024) facendo scendere l’asticella dal 110% a quota 80% con un allineamento al credito d’imposta già in vigore per il turismo e, in particolare, per la riqualificazione delle strutture alberghiere". Le risorse per il prolungamento del bonus edilizio nell’attuale configurazione sarebbero invece spostate per sterilizzare il caro energia su imprese e famiglie. Siamo nel campo delle ipotesi vere o delle fantasie? Non è dato saperlo, ma il quotidiano di Confindustria spiega che lo scenario è stato sottoposto anche ai tecnici del Mef.

Per ora non se ne parla, perché le attenzioni sui correttivi in arrivo per far ripartire il mercato e soprattutto il settore dell’edilizia, ma senza abbassare la guardia contro le frodi. Il tema bonus è sentito come urgente all’interno della maggioranza, con le forze di centrodestra non del tutto contrarie a un restyling. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito di recente che il governo deve "riequilibrare alcuni interventi nell’economia, ora particolarmente incentivanti nei confronti del settore edilizio, mentre alcuni settori sono stati presi meno in considerazione come l’automotive".

Il Movimento Cinque Stelle ha apertamente detto che è inaccettabile usare le frodi, che pur esistono, per affossare la misura. Alessio Villarosa, ex M5s ora nel Misto, non le manda a dire al premier. "Draghi su superbonus mente per nascondere le sue colpe. I controlli su superbonus ci sono eccome. Prima si accusava il superbonus di essere troppo farraginoso e con troppi controlli e adesso per Draghi è un sistema senza controlli. Draghi è il suo governo hanno dimostrato la loro incapacità e adesso cercano di nascondere gli errori facendo uno scarica barile".

"Lo Stato italiano è pazzesco, vogliono essere fregati"

Come funzionano le truffe del bonus facciate e del superbonus. Le truffe, secondo le indagini degli investigatori della Guardia di Finanza, nascono attorno alla cessione del credito di imposta. Con un meccanismo tutto sommato semplice. I cittadini beneficiari dei bonus hanno nel portafoglio un credito fiscale con lo Stato. che può essere utilizzato scontandolo dalla dichiarazione dei redditi per alcuni anni. Oppure lo si può cedere a banche e intermediari, ottenendo una somma minore ma immediata. In "contanti".

Crediti, racconta oggi Repubblica, che spesso sono risultati fasulli: "Un’azienda di Roma, per esempio, ne ha presentati per qualche milione di euro attestando lavori edilizi che non sono mai stati avviati. C’è poi il “metodo dello tsunami”, ben spiegato da uno degli indagati dell’inchiesta di Rimini. «Sono partito da un credito gonfiato, perché il computo del condominio è stato gonfiato (ndr, era un bonus facciate: i lavori costavano 200mila euro ma risultavano per un milione). Con questo giochino in un mese mezzo ho mosso due milioni». Per evitare di essere scoperti, i truffatori fanno passare i crediti da mano a mano, da intermediario a intermediario, in modo da non renderli più tracciabili".

"Lo Stato italiano è pazzesco - ha detto un imprenditore coinvolto nell'inchiesta della procura di Rimini - praticamente vogliono essere fregati".

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