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Domenica, 22 Maggio 2022
La misura

Superbonus 110%, cambia tutto: il nuovo calendario e le novità

Scattano le misure antifrodi previste da tempo e ci sarà anche le nuove date per i lavori. Cosa succede il 29 aprile, il 1º maggio e il 28 maggio. Il superbonus cambia pelle: le cose da sapere

Il superbonus cambia pelle. Tra una settimana, a partire dal mese di maggio dunque, scattano le misure antifrodi previste da tempo. Nel corso della prossima settimana ci sarà anche il nuovo calendario per i lavori nelle villette: tradotto, più tempo, con l’approvazione del decreto Aiuti, nel quale dovrebbe arrivare l’attesissima proroga per le abitazioni unifamiliari, dal 30 giugno al 30 settembre.

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Tra le altre novità c'è un codice identificativo che individuerà i crediti fiscali, per limitare al massimo le frodi. Ma anche ul divieto di vendite frazionate, l’obbligo di indicare in fatture e contratti (per cantieri sopra i 70mila euro) che le opere sono eseguite da imprese che applicano il contratto collettivo dell’edilizia. Ci sono tempi precisi da rispettare: venerdì prossimo e si chiude per i privati la finestra per la comunicazione di opzioni per la cessione e lo sconto relativi a lavori del 2021. 

In concreto, l'ormai famoso superbonus cambia le sue caratteristiche: viene perfezionato il sistema di regole collegato ai bonus edilizi. Un "tagliando" tutt'altro che marginale.

Superbonus, cosa succede il 29 aprile, il 1º maggio e il 28 maggio

La prima data chioave è il 29 aprile, quando si stoppa la corsa dei privati alle cessioni di crediti collegati a lavori 2021. Termina il meccanismo di cessione per come lo abbiamo conosciuto. Il primo maggio c'è un cambio fondamentale, in chiave antifrode: in pratica (lo spieghiamo nel modo più chiaro possibile) i crediti ceduti non potranno essere più spacchettati. Nessuna cessione parziale. A ogni credito verrà "legato" un codice identificativo, da mettere nero su bianco nelle comunicazioni di cessione e sconto: in questo modo si potrà sempre, e per sempre, analizzare il percorso che ha seguito quel bonus, rendendo quasi impossibile perdere le tracce con acquisti e le vendite successive. E' stato questo finora il grosso problema: in questi passaggi si sono create quasi tutte le opacità.

Dal 28 maggio altra novità ancora. Per i lavori edili effettuati a partire da questa data e di importo superiore ai 70mila euro, infatti, le agevolazioni saranno concesse solo se nelle fatture e nei contratti sarà indicato che le opere sono eseguite da imprese che applicano il Ccnl dell’edilizia. Altrimenti non ci sarà il visto di conformità.

Per i lavori con superbonus nelle abitazioni unifamiliari, si va verso una sintesi nel prossimo decreto Aiuti. Tra esecutivo e maggioranza parlamentare appare sempre più solido un compromesso, rivela oggi il Sole 24 Ore: "Prima è stato inserito all’interno di un ordine del giorno e, poi, nella risoluzione sul Def che ha richiesto di 'prorogare il termine attualmente previsto' per le unifamiliari. Al momento, infatti, queste unità devono attestare entro il 30 giugno l’effettuazione di almeno il 30% dei lavori per poter usufruire del 110% fino alla fine del 2022. La proroga allo studio dovrebbe arrivare fino al 30 settembre, dando tre mesi in più per raggiungere il requisito del 30% e, poi, chiudere i lavori entro dicembre". Occhio: quel 30 per cento fa riferimento al complesso dei lavori e non ai singoli interventi.

Quarta cessione per i correntisti

La legge di conversione del decreto Bollette ha introdotto la quarta cessione: sarà possibile solo tra banca e correntista e solo a condizione che siano state esaurite le precedenti tre cessioni. Si tratta di una modifica sottoposta a vincoli eccessivi, così sono già allo studio modifiche. La prima ipotesi è che sarà possibile la cessione ai correntisti anche prima del quarto step. La seconda è che sarà possibile effettuare anche cessioni di singole annualità, senza trasferire il credito in blocco.

Sin dal momento della sua approvazione, a molti è parso chiaro che quel meccanismo non sarebbe stato sufficiente da solo a far ripartire il mercato degli acquisti delle banche. Quasi tutti i principali istituti di credito italiani hanno già bloccato o fortemente rallentato l’attivazione di nuove pratiche legate all’acquisto di crediti fiscali perché la capienza fiscale massima è stata quasi raggiunta. Il mercato vale qualcosa come 40 miliardi.

La quarta cessione è un modo per consentire agli istituti di scaricare una parte dei crediti ai propri correntisti. Ha però due grossi problemi. Si può fare solo quando il contatore abbia già raggiunto quota tre cessioni e le banche potranno allora cedere solo crediti in blocco, costringendo chi li acquista a smaltirli secondo la loro scansione originaria: quindi, ad esempio, più rate da impiegare nel corso di dieci anni. Per siolbvere l'inghippo, ai soggetti che effettuano la cessione successiva alla prima sarà "consentita anche la cessione integrale di una o più annualità del credito d’imposta". Quindi, non sarà più necessario cedere il credito in blocco. E poi per il passaggio tra banca e correntista, non si dovrà aspettare il consolidamento delle tre cessioni.

Manifestazione a Roma il 27 aprile

Sono già 450 le imprese che hanno aderito alla manifestazione di mercoledì 27 aprile che si svolgerà a Roma, a piazza della Repubblica dalle 10,30, per chiedere lo sblocco dei crediti fiscali legati al Superbonus 110%. L'iniziativa è promossa da Partitalia - Associazione in difesa delle Partite Iva, dalla Class Action Nazionale dell'Edilizia e dalla Federazione Artigiani e Commercianti Italiani, che saranno presenti in piazza con il presidente di Partitalia Francesco Rossi, il vicepresidente Michel Fabrizio e il presidente della Faci Massimo D'Onofrio. Anche numerosi esponenti politici nazionali di vari partiti hanno annunciato la propria presenza: i senatori Bruno Astorre (Pd), Andrea De Bertoldi (Fratelli d'Italia), Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Antonio Saccone (Udc), e il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa. Nei prossimi giorni si attendono altre adesioni di tutti i partiti. I manifestanti chiedono un confronto diretto con il ministero dell'Economia e delle Finanze con una piattaforma dettagliata delle richieste del settore edilizio per sbloccare l'utilizzo dei Superbonus. Da sempre, infatti, l'edilizia rappresenta l'elemento trainante dell'economia nazionale, mentre le recenti limitazioni imposte dal Governo alle cessioni dei crediti fiscali hanno messo in ginocchio moltissime imprese, paralizzando tutto il settore e l'indotto.

L'allarme per i costi delle materie prime

"L'incremento dei costi delle materie prime e dei materiali da costruzione rende necessario un adeguamento dei prezzi per scongiurare la paralisi dei cantieri edili assicurando alle imprese la copertura delle spese effettivamente sostenute e tutelare i cittadini. Lo abbiamo detto noi, lo ha ribadito l'Ance, l'Associazione dei costruttori edili, durante l`audizione nelle commissioni consiliari congiunte Attività produttive e Territorio e infrastrutture e ci è arrivata anche l`Emilia-Romagna che ha istituito il nuovo 'prezziario regionale' condiviso con imprese, professionisti e sindacati del settore". A dichiararlo sono i consiglieri regionali lombardi del Pd Raffaele Straniero e Matteo Piloni, firmatari di una mozione urgente sul tema che la maggioranza di centrodestra ha recentemente bocciato in aula consiliare, commentando la decisione della giunta emiliano-romagnola che invece, prendendo in esame costo di materiali e manodopera, ha approvato, insieme al Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche Lombardia-Emilia-Romagna e dopo un confronto approfondito con la Consulta edile regionale, l'elenco relativo ai prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo, un documento di oltre 24mila voci che costituirà il punto di riferimento per gli importi delle gare di appalto, ma anche per i cittadini che vogliono usufruire del superbonus 110%.
 

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