Giovedì, 6 Maggio 2021
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Il Superbonus semplificato

La misura arriverà fino al 2023 mentre il governo studia una serie di snellimenti alle procedure per ottenerlo. Vediamo quali

Il Superbonus 110% per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza sismica incassa la proroga fino al 2023. Ma aggiunge anche un ulteriore elemento. Quello della semplificazione delle procedure per ottenerlo. Per snellirne le procedure burocratiche.

Il Superbonus semplificato

Una delle ipotesi allo studio del governo per il decreto di maggio sulle semplificazioni è quella di aprire le porte del bonus anche ai condomini che hanno domande di condono edilizio in corso. Con annessa revoca in caso di esito negativo. Si punta poi ad agevolare gli interventi su impianti termici non fissi e ad estendere il 110% ad alberghi e pensioni. 

L'obiettivo della semplificazione è quello di evitare che situazioni dubbie o problematiche che riguardano un singolo proprietario di casa possano pregiudicare l'uso del Superbonus 110% a un intero condominio. Sempre in questa ottica si prevede di rilasciare lo stato legittimo negli edifici plurifamiliari anche in presenza di singole unità immobiliari non a norma. Escludendo successivamente soltanto queste ultime dall'agevolazione. 

Nella bozza del Dl semplificazioni c'è anche la proposta di estendere il Superbonus agli alberghi e alle pensioni, che fino a ieri erano esclusi dalla possibilità di percepirlo. La decisione arriva dopo aver preso atto del fatto che la misura non ha sfondato nel comparto dei condomini: soltanto 500 su oltre un milione di aventi diritto ha finora presentato le carte necessarie per cominciare i lavori. 

Per il Superbonus 110% sono previsti oltre 18 miliardi di euro, tra fondo e Pnrr. La misura è finanziata fino al 2022 e c'è un'estensione fino al 2023 per le case popolari. Finora, secondo l'Ance, ne sono stati impegnati soltanto 1,2. Quindi lo spazio per la proroga c'è ancora. 

Le altre semplificazioni: la Via

E proprio sul fronte delle semplificazioni sono in cantiere misure per accelerare le opere, tagliando i tempi delle autorizzazioni. La Valutazione di impatto ambientale (Via) sarà sempre soggetta alla supervisione del ministero della Transizione ecologica e la priorità sarà data ai progetti di oltre 5 milioni di valore e con maggiori ricadute occupazionali. Sarà quindi istituita una super commissione di 40 esperti che dovrà occuparsi delle Via statali e dei progetti attuativi del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza.

Stesso ragionamento per spingere le 'rinnovabili': ci saranno meno vincoli per la costruzione degli impianti, a partire da un ruolo meno incisivo del ministero della Cultura che potrà intervenire solo se a essere interessate saranno le aree tutelate. Attenzione infine alla lotta al dissesto idrogeologico, con una rafforzamento dei commissari sul territorio.

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