Superbonus o ecobonus: occhio alle prescrizioni del nuovo decreto

Con il nuovo decreto i parametri per fruire delle detrazioni fiscali sono molto più stringenti e in molti stanno accelerando i tempi dei lavori per non subire le nuove prescrizioni indubbiamente più onerose

Spessori degli elementi isolanti maggiorati: lo prevedono le nuove norme sulle "trasmittanze termiche" previste dal decreto requisiti ecobonus che impongono cappotti temici più spessi, generando altresì problemi di progettazione a causa dei vincoli urbanistici o giuridici. Un problema che affronteremo (si pensi ad esempio la minor abitabilità dei balconi o la riduzione degli spazi tra le abitazioni vicine), quando il decreto ministeriale sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Intanto coloro che sono interessati ad iniziare a stretto giro interventi agevolati per l’efficienza energetica potrannno tenere in considerazione il vecchio decreto del 2008, e successive modifiche del 2010, traendone un indubbio vantaggio.

Le prescrizioni del nuovo decreto indicano una maggiore prestazione in termini di quantità di energia dispersa: se per il vecchio decreto i parametri di trasmittanza erano facilmente raggiungibili, con il nuovo decreto per fruire delle detrazioni fiscali per l'efficienza energetica si dovranno maggiorare gli spessori del cappotto termico degli edifici o combinare più tecniche di isolamento.

Inoltre il nuovo decreto ecobonus prescrive l'eliminazione delle dispersioni legate a balconi, pilastri e cordoli, interventi necessari per garantire il duplice salto di classe energetica condizione trainante per usufruire del superbonus del 110%.

I nuovi requisiti inoltre non normeranno solo gli interventi per il superbonus al 110% ma anche gli ecobonus ad aliquota ordinaria (65-75%). 

Superbonus ma non solo: gli "sconti alternativi" per ristrutturare casa

Come abbiamo già ricordato infatti il superbonus al 110% non è il solo che fino al 2021 potrà essere richiesto per scontare dalle tasse (o cedendo il credito) gli interventi edilizi sulle abitazioni. Sono infatti operativi gli altri incentivi dedicati al recupero del patrimonio edilizio, dal bonus facciate ai contributi per incentivare gli interventi di risparmio energetico, interventi antisismici e installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Risparmio energetico, recuperare l'85% delle spese

Le spese per la realizzazione di impianti di risparmio energetico qualificato sono detraibili dall’Irpef o dell’Ires al 50-65-70-75-80-85% (in 10 anni): sono interessati tutti i contribuenti (anche professionisti, imprese e società) e tutti i tipi di immobili.

detrazioni massima rispamio energetico-2

Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, sono riconosciute nelle seguenti misure:

  • 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013
  • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2019 per interventi sulle singole unità immobiliari.

La detrazione è ridotta al 50% per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative agli interventi di:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi
  • acquisto e posa in opera di schermature solari
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A

La detrazione è ridotta al 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Anche per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali la detrazione è ridotta al 50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2018 riguardanti l’acquisto e la posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari, o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

La detrazione è ridotta al 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 per:

  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro (per beneficiare della detrazione è necessario che gli interventi effettuati portino a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%)
  • gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro
  • l’acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. 

Dal 2017 sono previste detrazioni più elevate per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali attraverso i quali si raggiungono determinati indici di prestazione energetica. In particolare, la detrazione, da ripartire sempre in 10 rate annuali di pari importo, spetta nelle seguenti misure:

  • 70%, se gli interventi interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dello stesso edificio
  • 75%, quando gli interventi sono diretti a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva

Le detrazioni del 70 e del 75% per gli interventi sulle parti comuni aumentano se vengono realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e sono finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico. In particolare, si può usufruire di una detrazione dell’80% se i lavori effettuati comportano il passaggio a una classe di rischio inferiore, dell’85% con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico. In questi casi, il limite massimo di spesa consentito è di 136.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Incentivi ristrutturazione, la detrazione Irpef del 50% 

Si può accedere alla detrazione Irpef del 50% in 10 anni per le manutenzioni straordinarie, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia su «singole unità immobiliari residenziali» e sulle loro pertinenze. Attenzione, la detrazione dovrebbe scendere al 36% a partire dal 2021.

Detrazioni per gli interventi antisismici

È possibile richiedere la detrazione dalla tasse in 5 anni per le spese sostenute per gli interventi antisismici cosiddetti "speciali". Le detrazioni Irpef e Ires del cosiddetto Sismabonus valgono tra il 50 e l'85% e sono valide fino alla fine del 2021 per tutti i contribuenti e per gli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3.

La detrazione sale al 70%, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore, ovvero all’80%, se si passa a due classi di rischio inferiori.

Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Detrazioni per il bonus facciate

Uno degli sconti più succulenti è il cosiddetto bonus facciate che prevede una detrazione Irpef e Ires del 90%, in 10 anni per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2020 senza limiti massimi di spesa. Sono ammessi interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, ma non comprende gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione, compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente.

Inoltre gli edifici devono essere ubicati in agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale (Zona A) oppure in "zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq". Escluse quindi le aree destinate a nuovi complessi insediativi, zone industriali e zone agricole. 

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Inoltre il bonus non spetta per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

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