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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Il superbonus cambia ancora: stop totale alle cessioni dei crediti

Per i bonus, a iniziare da quello edilizio, non potrà più essere utilizzata l'opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito al posto della detrazione. Cosa significa

Come cambia il Superbonus con la "cartolarizzazione" dei crediti

Cambiano ancora le regole per il superbonus. Per i bonus d'ora in avanti non potrà più essere utilizzata l'opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito al posto della detrazione. La novità è inserita nel decreto con le "Misure urgenti in materia di cessione di crediti d'imposta relativi agli incentivi fiscali" approvato dal Consiglio dei ministri di oggi, 16 febbraio 2023. Assente alla riunione la premier Giorgia Meloni, che per ragioni di salute ha presieduto la riunione da casa. A incontrare la stampa, dopo il vertice i ministri Tajani, Fitto, Giorgetti e il sottosegretario Mantovano.

Il Consiglio dei ministri di giovedì 16 febbraio 2023

Il Consiglio dei ministri ha dato anche il via libera al decreto legge con ulteriori semplificazioni e una nuova governance per il Pnrr: ora la cabina di regia del piano passa a Palazzo Chigi e a una nuova struttura con quattro direzioni generali e un coordinatore. In più, il decreto approvato sul Pnrr "procede alla soppressione dell'Agenzia della coesione e alla riorganizzazione di queste competenze all'interno del dipartimento delle politiche di coesione", ha confermato il ministro per gli Affari europei, Sud e Pnrr, Raffaele Fitto.

Inoltre, "procede alla soppressione dei due nuclei esistenti, accorpandoli in uno e riducendo di 20 unità il numero di persone coinvolte. Organizza la struttura per la governance del Pnrr sulla base di un rafforzamento della stessa e con degli obiettivi precisi", ha spiegato ancora Fitto.

"Oggi è stato fatto un buon lavoro, abbiamo migliorato per rendere più efficace l''azione della struttura che deve mettere in campo i progetti, non vogliamo che neanche un euro vada perduto. C'erano disfunzioni da correggere", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando le misure adottate dal Consiglio dei Ministri in conferenza stampa.

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Come cambia il Superbonus

Il decreto approvato nel Consiglio dei Ministri interviene per modificare la disciplina riguardante la cessione dei crediti d'imposta relativi alle spese per gli interventi non solo per il Superbonus 110 per cento, ma anche per recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, misure antisismiche, facciate, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica e barriere architettoniche.

Per il governo Meloni la cessione dei crediti "ha potenzialità negative sull'incremento del debito pubblico", si legge nel testo del decreto. Dall'entrata in vigore delle nuove norme sul Superbonus, con l'eccezione di specifiche deroghe per le operazioni già in corso, non sarà più possibile per i soggetti che effettuano tali spese optare per il cosiddetto "sconto in fattura" né per la cessione del credito d'imposta. Inoltre, non sarà più consentita la prima cessione dei crediti d'imposta relativi a specifiche categorie di spese; resta invece inalterata la possibilità della detrazione degli importi corrispondenti.

Si abrogano le norme che prevedevano la possibilità di cedere i crediti relativi a:

  • Spese per interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione importante di primo livello - prestazione energetica - per le parti comuni degli edifici condominiali, con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro;
  • Spese per interventi di riduzione del rischio sismico realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali o realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, mediante demolizione e ricostruzione d'interi edifici, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano alla successiva alienazione dell'immobile.

Si introduce anche il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di essere cessionarie di crediti d'imposta relativi agli incentivi fiscali maturati con tali tipologie d'intervento. Morirebbero così sul nascere iniziative come quella della Provincia di Treviso, che ha annunciato l'acquisto di 14,5 milioni di euro da due banche pochi giorni fa, o della Regione Sardegna, che ha approvato una norma per l'acquisto di crediti nella sua legge di Stabilità.

Infine, il testo chiarisce il regime della responsabilità solidale nei casi di accertata mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto ai benefici fiscali. Con le nuove norme, ferme restando le ipotesi di dolo, si esclude il concorso nella violazione, e quindi la responsabilità, per il fornitore che ha applicato lo sconto e per i cessionari che hanno acquisito il credito e che siano in possesso della documentazione utile dimostrare l'effettività delle opere realizzate.

L'esclusione vale anche per i soggetti, diversi dai consumatori o utenti, che acquistano i crediti d'imposta da una banca, o da altra società appartenente al gruppo bancario di quella banca, con la quale abbiano stipulato un contratto di conto corrente, facendosi rilasciare un'attestazione di possesso, da parte della banca o della diversa società del gruppo cedente, di tutta la documentazione. Resta, peraltro, fermo che il solo mancato possesso della documentazione non costituisce causa di responsabilità solidale per dolo o colpa grave del cessionario, il quale può fornire con ogni mezzo prova della propria diligenza o non gravità della negligenza. 

Il Consiglio ha concordato che le associazioni di rappresentanza delle categorie maggiormente interessate dalle disposizioni del decreto-legge saranno sentite dal Governo il prossimo 20 febbraio.

Patuanelli: "Il Governo si fermi"

Al Governo si rivolge anche l'ex ministro e senatore M5S Stefano Patuanelli. "Faccio un appello a Cdm in corso ai ministri di Forza Italia: fermate il vostro Governo. Così condannate a morte migliaia d'imprese, volutamente, andando contro anche alle associazioni di categoria e ai lavoratori", scrive sui social.

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L'allarme dell'Ance: "Cantieri a rischio stop"

Il tema dell'acquisto dei crediti è in queste ore a centro del confronto con le associazioni di categoria in pressing sul governo. "Se, come sembra in queste ore, il Governo bloccherà per sempre la cessione di nuovi crediti da bonus senza aver individuato prima una soluzione per sbloccare quelli in corso, vorrà dire che si è deciso di affossare famiglie e imprese in nomine di un non si sa quale ragion di Stato", afferma la presidente dell'Ance (Associazione costruttori) Federica Brancaccio, in un post su Facebook.

La Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) chiede al governo di intervenire "con la massima urgenza" per sbloccare i crediti fiscali legati agli ecobonus che ingolfano i cassetti fiscali di migliaia di imprese. Circa 8 miliardi di liquidità bloccati da mesi". Per Confedilizia "la situazione è critica e a rimetterci sono, ormai da troppo tempo, i cittadini che si sono fidati dello Stato ma hanno avuto come risposta i provvedimenti del precedente esecutivo che hanno mandato in tilt il sistema".

In 15 mesi sequestrati 3,7 miliardi di crediti d'imposta inesistenti

Intanto Marco Thione, capo ufficio Tutela entrate della Guardia di Finanza, è stato sentito in audizione davanti alla commissione Finanze del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale e in particolare sui crediti di imposta.

Dal novembre 2021 a oggi le indagini della guardia di finanza hanno consentito di sottoporre a sequestro preventivo "crediti d'imposta inesistenti per oltre 3,7 miliardi di euro. Crediti che, in assenza di un intervento tempestivo e coordinato tra gli organi dell'amministrazione finanziaria, sarebbero stati compensati con debiti tributari e previdenziali, con conseguenti ingenti perdite per l'erario". "In altre parole - ha spiegato Thione - laddove non fossimo intervenuti tempestivamente e preventivamente, quasi 4 miliardi di crediti fiscali 'falsi' avrebbero indebitamente ridotto debiti fiscali 'veri', con conseguente diminuzione delle entrate erariali".

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