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Domenica, 21 Aprile 2024
Il tavolo

Superbonus, 19 miliardi di crediti incagliati: il governo apre all'F24

Ance: Il governo "ha una grande consapevolezza" del problema

Dopo il passo indietro del governo sul superbonus con l’inaspettato stop alla cessione dei crediti, l’esecutivo afferma di voler risolvere il problema dei crediti incagliati, che secondo il ministro dell’Economia Giorgetti ammonterebbero a circa 19 miliardi di euro. L’incontro di oggi a Palazzo Chigi con le parti sembrerebbe essere andato bene: l’Ance parla di una possibile apertura all’F24 e di un possibile sconto in fattura solo per le fasce di reddito basse e gli incapienti. Andiamo per ordine.

Crisi dopo lo stop al Superbonus: "Mi fidavo del governo, ora rischio di perdere i soldi"

Giorgetti: "Bolla da sgonfiare"

C’è una ferma determinazione da parte del governo a porre rimedio agli effetti negativi della cessione del credito correlata ai bonus edilizi. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi emessa a conclusione dell’incontro, nella quale il governo "ribadisce il suo impegno a trovare le soluzioni più adeguate per quelle imprese del settore edilizio che hanno agito correttamente nel rispetto delle norme". L’esecutivo cii tiene a puntualizzare "la permanenza dei bonus per l’edilizia nella forma delle consuete detrazioni d’imposta dalla dichiarazione dei redditi".

Il nodo da sciogliere è sui 19 miliardi di euro di crediti incagliati. "Lo sforzo che noi facciamo oggi e nei prossimi giorni con i tavoli tecnici è come far sgonfiare questa bolla", ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Ance: "Le misure vanno prese rapidamente"

Il governo "ha una grande consapevolezza" del problema, sa bene che i crediti pregressi vanno sbloccati e che il tutto deve essere fatto in tempi rapidi. La presidente dell'Ance, Federica Brancaccio, sintetizza così l’incontro odierno, aggiungendo alcuni dettagli interessanti, come "l’apertura all'F24 che era una proposta nostra e di Abi, e un tavolo immediato per il futuro. Si è ragionato sulla possibilità di consentire eventualmente lo sconto in fattura per alcune fasce di reddito e per gli incapienti". Si è anche fatto "giusto un accenno all'eventuale disponibilità di Cdp" ha aggiunto, sottolineando che Ance ha chiesto anche "un'apertura da parte delle partecipate a comprare i crediti pregressi".

Secondo alcuni fonti, però, un possibile intervento di Cdp e Sace "non è proponibile" per risolvere nell’immediato l’urgenza, perché per essere messo in campo richiederebbe "mesi ed elaborazione di strumenti complessi sotto l'aspetto finanziario".

Cosa c'è dietro il blitz del governo Meloni sul Superbonus

La replica di Conte a Meloni e Giorgetti

"Abbiamo portato avanti una politica espansiva", si è difeso Conte dalle accuse della Meloni. La premier nel video del 17 febbraio scorso "ha ripetuto a pappagallo questa storia del costo. Dicendo addirittura che anche sui neonati sarebbe ricaduto il costo dei 2000 euro. È un dato falso. Ed è sbagliata l'impostazione. Se la Meloni sapeva che era un costo insostenibile e che il gioco non valeva la candela, perché in campagna elettorale, ancora il 17 settembre diceva con video chiari, come FI e Lega, che avrebbero mantenuto la misura e sostenuto tutti gli altri bonus?". Meloni e Giorgetti hanno parlato "di un buco nel bilancio e questo è gravissimo. E mi assumo la responsabilità di quello che dico, perché sono un presidente del Consiglio e un ministro dell'Economia che hanno approvato una legge di bilancio in cui di questo buco non c'è traccia. Allora o stanno dichiarando il falso adesso o hanno approvato documenti falsi e il falso in bilancio è un reato gravissimo", ha tuonato Conte.

Perché sul superbonus M5s e Pd hanno torto

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