Slot e "giochi" preziosi per il Fisco: con la manovra il Governo va all'incasso

La tassa sulla fortuna scatterà direttamente con un prelievo del 15% su tutte le vincite superiori ai 200 euro grazie alle videolottery e del 20% sulla vincite alle lotterie, Enalotto incluso

I conti della Manovra 2020 non convincono le opposizioni. Rinviate plastic e sugar tax, le clausole di salvaguardia da 23 miliardi che avrebbero fatto aumentare l'Iva sono state coperte facendo maggior deficit. Da dove prendere dunque i soldi per i necessari interventi? L'ipotesi di far cassa sulla casa stangando l'esenzione Imu della "seconda prima casa di famiglia" è stata bocciata dal ministro dell'economia Roberto Gualtieri che è dovuto intervenire in tv per limitare i danni di una iniziativa presa dal relatore del pacchetto di emendamenti al disegno di legge bilancio.

Resta il tema: dove prende i soldi il Fisco? La tassa sulla fortuna rappresenterà una nuova stangata sul gioco, ormai una vera e propria passione tricolore. Si stimano oltre 300 milioni di euro di maggiori entrate che serviranno a far quadrare i saldi delle coperture necessari a ridurre la plastic tax, con un suo rinvio a luglio, e a far slittare a ottobre la tassa sulle bibite.

Durante il vertice di maggioranza era stato lo stesso ministro Gualtieri a mettere al centro della discussione il ricco piatto del gioco ipotizzando una trattenuta fiscale sulle vincite.

Come mette in luce il Sole24ore la stretta sul gioco non colpirà solo i concessionari, ma anche i giocatori che, da una parte, si vedranno ridurre al 65% la quota di pay out, ossia la parte di restituzione in vincita delle somme giocate con le slot. Poi dovranno fare i conti con la tassa sulla fortuna che arriverà a toccare un quinto delle vincite.

Sulle vincite delle videolottery lo Stato tratterrà il 20% sugli importi superiori ai 200 euro, mentre per i fortunati di Gratta&Vinci, Superenalotto, win for life, win for life gold e SiVince tutto, lotterie nazionali, Enalotto, Superstar, il prelievo del 20% si applicherà alla quota di vincita superiore ai 500 euro.

E questo solo per il 2020 perché poi il Fisco dal 1° gennaio 2021 potrebbe mettere le mani sul 15% delle vincite superiori ai 25 euro. A restare fuori dalla stangata solo il Superenalotto.

Piccola consolazione per il dietrofront sulla tassa del biliardino: salta l'obbligo di iscrizione al Registro unico degli operatori del gioco pubblico per i sistemi che non consentono di vincere denaro.

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