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Sabato, 20 Aprile 2024
Un incubo che ritorna

Rischiamo la corsa al supermercato come nel 2020?

Mentre prosegue la protesta dei "tir lumaca" contro il caro-carburante, merci e approvigionamenti iniziano a scarseggiare e c'è il rischio che gli scaffali dei supermercati restino vuoti. L'allarme di Fedriga: "Situazione preoccupante, il Governo intervenga"

Camion e tir bloccati per la protesta contro il caro-carburante, una situazione già complessa che va ad aggravarsi con la crisi tra Russia e Ucraina, con la circolazione di merci ridotta al minimo e a rischio palirisi. In questo scenario il pericolo è che il blocco degli approvvigionamenti mandi in blocco le produzioni, lasciando gli scaffali dei supermercati deserti? Come nel 2020, quando l'inizio della pandemia e del lockdown spinsero orde di cittadini ad assaltare i negozi per il timore di rimanere senza viveri, il timore che scene del genere possano riproporsi è più che concreto. 

Caro-carburante e proteste: rischio corsa al supermercato?

A sottolineare le possibili conseguenze critiche di un blocco prolungato è stato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga: ''La situazione che si sta determinando a seguito dell'aumento delle tariffe dell'energia elettrica e del rincaro dei carburanti sta diventando preoccupante anche in relazione alle proteste degli autotrasportatori. C'è il rischio di possibili blocchi di approvvigionamento e di circolazione delle merci, in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questo motivo - conclude Fedriga - chiediamo che il Governo attivi al più presto su questi temi un tavolo di confronto con le Regioni coinvolte''. 

Anche il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha lanciato l'allarme sui possibili effetti nefasti dei blocchi sull'economia del Sud Italia: "Il permanere della vertenza degli autotrasportatori per il caro carburanti rischia di appesantire, ancora di più, una situazione economica già difficile nelle regioni meridionali. Situazione che si sta aggravando anche a causa del conflitto in Ucraina, ma che coinvolge tutte le nazioni europee e quindi anche noi. Per questo motivo, dopo avere sentito il collega governatore della Puglia Michele Emiliano, abbiamo concordato con il presidente della Conferenza della Regioni, Massimiliano Fedriga, di intervenire sul governo nazionale: servono provvedimenti urgenti e risolutivi". 

"Presto scaffali vuoti nei supermercati"

Un appello all'esecutivo rimarcato anche da Vincenzo Divella, amministratore delegato dell'omonimo pastificio: "Per fermare gli scioperi degli autotrasportatori il governo deve togliere le accise sul gasolio, consentendo di comprarlo a prezzi inferiori. È una mossa da fare in tempo reale, evitando ogni altro danno. Gli autotrasportatori agiscono senza sigle e attuano blocchi selvaggi. Una situazione pericolosa, perché se ci sono delle sigle il ministero le convoca, ma senza non si sa a chi rivolgersi".

"I blocchi degli autotrasportatori hanno bloccato tutto - aggiunge - da noi sono quattro giorni ormai che non esce merce, né la farina, né la semola né la pasta secca. Non possiamo più lavorare perché gli stoccaggi che abbiamo nei nostri molini sono tali che possiamo resistere per quattro o cinque giorni, ma poi se non esce la merce dobbiamo bloccare la produzione".

"Dalla prossima settimana - avverte Divella - la merce comincerà a scarseggiare sugli scaffali e coinvolgerà tutti i prodotti. Si rischia uno stop tecnico dei molini e dei pastifici, perché non uscendo i prodotti non possono immagazzinare quello che viene prodotto. Noi della Divella sabato mattina fermiamo tutti i nostri impianti e mettiamo in ferie il personale". Per l'ad del gruppo Divella "le sigle degli autotrasportatori dovrebbero prendere posizione, dovrebbero essere loro gli interlocutori del Ministro".

"Tir lumaca", la protesta continua

Nella giornata di ieri i blocchi hanno interessato diverse zone d'Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, ma il timore è che presto saranno ovunque. Oggi si segnalano nuove mobilitazioni degli autotrasportatori in Puglia, Molise e Sicilia e continuano le code anche all'ingresso dell'area portuale di Ravenna. "Proseguiremo fin quando il Governo non comprenderà le nostre ragioni", dicono alcuni aderenti alla protesta, che non è stata lanciata da alcuna sigla sindacale nazionale. A quanto si apprende, alcuni autotrasportatori hanno segnalato che i propri mezzi sarebbero stati bloccati dagli stessi manifestanti in autostrada affinché non proseguissero e aderissero alla mobilitazione. Rallentamenti sono stati registrati inoltre sulla Biferina (Molise) e su diverse statali pugliesi in vista di una nuova protesta domani a Bari. 

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