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Lunedì, 22 Aprile 2024
L'indagine

Tabacco riscaldato: "Il proibizionismo non funziona"

La Fondazione Luigi Einaudi con un nuovo studio compie una ricognizione sulla regolamentazione dei prodotti del tabacco: "Italia all'avanguardia"

La Fondazione Luigi Einaudi ha presentato al Senato un nuovo studio svolto con la collaborazione di Euromedia research sullo stato della regolamentazione dei prodotti a tabacco riscaldato. L'indagine, dal titolo "Prodotti innovativi del tabacco e della nicotina: approcci normativi a confronto", rivela che la maggioranza fumatori e utilizzatori di prodotti senza combustione condivide l’adozione, da parte delle istituzioni italiane, di misure che favoriscano l’abbandono delle sigarette tradizionali anche attraverso l’uso di prodotti innovativi. Orientamento confermato da oltre il 67% di coloro che utilizzano prodotti a tabacco riscaldato ed e-cig.

Cultura liberale e proibizionismo

"La cultura liberale, di cui la Fondazione Luigi Einaudi è custode, guarda con scetticismo all’efficacia dei divieti", ha affermato il Segretario generale della Fondazione, Andrea Cangini, introducendo l’incontro. "Anche in materia di prodotti innovativi del tabacco e della nicotina, alla logica proibizionista preferiamo la logica, assai più efficace, dello stimolo all’innovazione". L'Italia, in questo senso, si è distinta per un "approccio pionieristico in chiave liberale".

E-cig e tabacco riscaldato,meno 80% esposizione a monossido carbonio rispetto a sigarette (today.it)

Lo studio, esposto dal membro del cda Sergio Boccadutri, analizza l'approccio normativo di Italia, Francia, Regno Unito, il Messico, Nuova Zelanda, Grecia e Repubblica Ceca. Emergono sostanzialmente due differenti tipologie di approccio: uno "proibizionista", con l’adozione di un quadro regolatorio e fiscale che tende a ridurre o annullare le differenze, pur esistenti, tra i prodotti tradizionali da fumo e i prodotti innovativi del tabacco, e un approccio maggiormente pragmatico basato sul riconoscimento, normativo e fiscale, delle differenze esistenti tra i diversi prodotti da fumo. Utilizzano il primo approccio la Francia e il Messico, con risultati pochi efficaci, se si considera che , guardando al tabacco tradizionale, in Francia 1 sigaretta su 3 risulta essere di contrabbando.

L'Italia, il Regno Unito, la Grecia, la Nuova Zelanda e la Repubblica Ceca, con diverse gradazioni e alcune differenze, aderiscono invece ad un approccio più pragmatico di riconoscimento delle differenze esistenti tra i prodotti da fumo e quelli privi di combustione, accogliendo, pur con diverse sfumature, un principio di potenziale minore impatto sulla salute dei fumatori legato all’innovazione, spiega Boccadutri. "Il punto dirimente nella differenziazione risiede nell'assenza di combustione dei prodotti a tabacco riscaldato".

Alessandra Ghisleri, di Euromedia research, espone i risultati del sondaggio condotto. I dati fondamentali fanno emergere la necessità, da parte dei cittadini, di ricevere un’informazione più consapevole, salvi i divieti sulla pubblicità: il 76 per cento degli intervistati ritiene che, a fronte di evidenze scientifiche che indicherebbero i prodotti senza combustione quale valida alternativa alle sigarette, in una logica di potenziale riduzione del rischio, i fumatori dovrebbero avere il diritto di ricevere informazioni accurate in merito. Il 56,9 per cento degli intervistati, inoltre, è favorevole a una regolamentazione e una fiscalità differenziata tra prodotti da fumo tradizionali e prodotti innovativi.

sondaggio-7

sondaggio Euromedia research

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