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Sabato, 25 Maggio 2024
Facciamo qualche conto

Chi ci guadagna col taglio dell'Irpef: gli importi per lavoratori e pensionati

Il governo vuole eliminare l'aliquota del 25%, abbassandola di due punti. Il vantaggio fiscale massimo sarà di 260 euro all'anno, poco meno di 22 euro al mese. Non è detto però che la riforma troverà spazio nella prossima finanziaria. E Meloni ammette: "Gli spazi di manovra sono limitati"

Portare gli scaglioni Irpef da quattro a tre garantendo un vantaggio fiscale a più di 23,5 milioni di italiani, pensionati compresi. La rimodulazione dell'imposta sul reddito immaginata dal governo Meloni avrebbe un costo di 4-5 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbero almeno altri 9 miliardi per la proroga del taglio al cuneo fiscale. In totale, secondo il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, la spesa da mettere in conto si aggirerebbe "sui 14 miliardi" di euro. Risorse che il governo è chiamato a reperire in pochi mesi se vuole inserire la misura nella legge di bilancio.

Le parole di Meloni, intervenuta oggi al Festival delle Regioni a Torino, confermano che le risorse andranno centellinate. "I margini di manovra sono limitati", ha detto la premier, anche a causa della "eredità" raccolta da una "politica che ha avuto un orizzonte troppo breve" e che "a volte ha preferito le scelte più facili a quelle più dettate dalla ragione". "Noi abbiamo concentrato le poche risorse che avevamo ad aumentare il potere d'acquisto delle famiglie" ha aggiunto la presidente del consiglio. "E vogliamo rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale. Non dobbiamo fare tutto subito - ha ammesso Meloni -, ma passo passo, si possono cadenzare gli interventi che sono tanti". Viste le premesse non può essere escluso uno slittamento della riforma dell'Irpef al 2025. 

Come cambierà l'Irpef

Se al contrario il governo riuscirà a trovare le risorse, una parte consistente di italiani potrà contare dal prossimo mese di gennaio su un piccolo beneficio fiscale. Già il governo Draghi nel 2022 aveva messo mano all'Irpef, riducendo gli scaglioni da 5 a 4 e portando le due aliquote del 38 e 27% al 35% e 25%. Ora l'attuale maggioranza vuole fare uno step in più abbassando dal 25 al 23 per cento l'aliquota per i redditi compresi tra 15 e 28mila euro. In tal modo, di fatto, si arriverebbe a un accorpamento dei primi due scaglioni.  

Le aliquote in vigore fino al 2022

fino a 15mila euro 23%
da 15mila a 28mila euro 27%
da 28mila a 55mila euro 38%
da 55mila a 75mila euro 41%
oltre 75mila euro 43%

Le aliquote Irpef dopo la riforma Draghi

fino a 15mila euro 23%
da 15mila a 28mila euro 25%
da 28mila a 50mila euro 35%
oltre 50mila euro  43%

L'ipotesi di riforma per il 2024 

fino a 28mila euro 23%
da 28mila a 50mila euro 35%
oltre 50mila euro  43%

Chi ci guadagna con l'accorpamento delle aliquote

A beneficiare del taglio delle aliquote sarebbero tutti i contribuenti che guadagnano più di 15mila euro, compresi i redditi alti. Il meccanismo dell'Irpef prevede infatti che l'aliquota più alta si attivi solo per la quota di reddito dello scaglione corrispondente. Per fare un esempio, un contribuente con un reddito di 20mila euro paga il 23% per la quota di reddito compresa tra 0 e 15mila euro e il 25% per quella eccedente i 15mila euro (in questo caso 5mila euro). Con questo sistema un taglio all'aliquota per i redditi più bassi genera giocoforza un effetto a cascata anche per quelli più alti. Va da sé che con questa ipotesi di riforma gli unici a non guadagnarci sarebbero proprio i lavoratori e pensionati che si trovano nel primo scaglione, ovvero chi ha un reddito compreso tra la no tax area (poco più di 8.100 euro) e i 15mila euro.  

Quali sono gli importi

Quanti soldi risparmierebbero i contribuenti? Proviamo a fare qualche calcolo. Un lavoratore con un 20mila di euro di reddito, al netto di detrazioni e deduzioni varie, oggi versa al fisco 4.700 euro di Irpef. Se l’accorpamento delle aliquote dovesse andare in porto, a partire dal 1° gennaio 2024 potrebbe pagare 4.600 euro, con un vantaggio fiscale di 100 euro annui. Con un reddito da 25mila euro il lavoratore o il pensionato in questione pagherebbe 5.750 euro anziché 5.950 con un risparmio di 200 euro, poco meno di 17 euro al mese. E ancora. Il vantaggio fiscale per un contribuente che dichiara 28mila euro sarebbe di 260 euro (meno di 22 euro al mese). Lo stesso identico risparmio spetterebbe alle fasce di reddito superiori.  

Reddito  Vantaggio fiscale annuo (al netto di detrazioni e deduzioni) 
Fino a 15mila 0
20.000 100 euro
25.000 200 euro
28.000 e redditi superiori  260 euro

Il governo è a caccia di risorse per inserire la riforma fiscale nella manovra e dunque far lievitare stipendi e pensioni già dal 2024. Non è detto però che la rimodulazione delle aliquote vada effettivamente in porto. La priorità, ribadita più volte dall'esecutivo, resta quella di prorogare il taglio del cuneo fiscale già in vigore da luglio per circa 14 milioni di lavoratori (7 punti in meno per i redditi fino a 25mila euro e 6 per quelli fino a 35mila). 

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