I bonus non bastano, ora si punta a tagliare l'Iva: ecco cosa potrebbe costare meno

L'ultima idea dell'esecutivo: ridurre l'imposta sul valore aggiunto per i settori più colpiti dal lockdown. Conte non si sbilancia, Castelli è più ottimista: "Operazione che va legata al cashless"

Foto di repertorio

Chiamiamola pure la "carta della disperazione". Preoccupati dal crollo del Pil e dal calo fisiologico dei consumi, nell’esecutivo inizia a farsi largo il sospetto che per far ripartire il Paese la politica dei "bonus" a pioggia non sia sufficiente o non stia funzionando a dovere. "Dobbiamo studiare con molta attenzione, ma sicuramente c'è molta preoccupazione per il fatto che, e lo avevamo in parte anche previsto, pur con la riapertura delle attività commerciali e produttive i consumi non stanno ripartendo" ha affermato Conte in conferenza stampa al termine degli Stati generali .

"Questo era comprensibile". Secondo il premier" non è ripartito anche quel clima di fiducia pieno, che fa ripartire anche il circuito dei consumi. Questo ovviamente ci preoccupa perché se non aumentano i consumi l'intera economia, anche l'offerta, ne risente". Per questo allo studio dell’esecutivo c’è una misura drastica come l’abbassamento dell’Iva. In sostanza si tratterebbe di copiare la ricetta della Germania dove  l’imposta sul valore aggiunto passerà temporaneamente dal 19 al 16% e dal 7 al 5% per molti prodotti alimentari.

Com’è ovvio, rispetto alla Merkel Conte ha margini di manovra molto più angusti a causa dell’abnorme debito pubblico italiano: il rapporto debito/Pil, peraltro destinato a lievitare ancora a fine anno, veleggia intorno al 135% mentre in Germania non arriva al 60%. Per questo a Palazzo Chigi preferiscono non sbilanciarsi.  "La misura di intervenire sull'Iva è allo studio ma non abbiamo ancora preso una decisione" ha fatto sapere il premier, aggiungendo che "questa settimana sarà decisiva per una prospettiva del genere". 

L'idea del governo, un taglio di 10 punti per i settori più colpiti dal lockdown

Cosa bolle in pentola? Secondo le voci di corridoio il taglio potrebbe riguardare i settori più colpiti dal locdown.  E dunque ristorazione, turismo e automotive. Ma anche abbigliamento e artigianato. Un taglio cospicuo: si parla di 10 punti, dal 22 al 12%. Si tratterebbe di una riduzione temporanea che potrebbe durare per un periodo di tempo limitato. Andare al ristorante, comprare un vestito o una nuova automobile potrebbe dunque costare sensibilmente di meno. E molti consumatori sarebbero invogliati all’acquisto di beni più costosi, attratti anche dal fatto che la misura avrà vita breve. Resta il nodo coperture. È stato stimato che il solo decreto rilancio avrà un impatto pari a 55 miliardi sull’indebitamento netto. I miliardi da mettere sul piatto sono tanti, gli spazi di manovra viceversa molto pochi e del resto l’unica strada percorribile è quella di fare altro deficit.

Castelli: "Giù l'Iva per due anni, operazione che va legata al cashless"

Malgrado tutto, la vice ministra dell'Economia Laura Castelli è ottimista: "Dobbiamo intervenire sui settori che sono stati maggiormente colpiti da questa crisi – ha spiegato a ‘Repubblica’ - e che tardando a ripartire, penso a tutta la filiera del turismo e della ristorazione, in primis. Ma anche all'artigianato, all'abbigliamento e all'automobile. Un'operazione che va legata al cashless, per far ripartire l'economia". Castelli ha poi precisato che "nei mesi scorsi avevamo già lavorato ad alcune simulazioni sull'Iva, saremmo pronti ad intervenire anche subito, ma la sede più corretta è sicuramente la prossima legge di Bilancio, facendo scattare l'intervento dal prossimo 1° gennaio. Una misura temporanea, con un orizzonte di due anni. Ma resta il fatto che una rimodulazione dell'Iva, al ribasso, rimane un obiettivo da inserire nella più organica riforma per la riduzione delle tasse e dell'Irpef, a cui stiamo lavorando".

Insomma, stando alle parole della vice ministra il governo non ha accontanato neppure l’idea di riformare (allegerendoli) gli scaglioni Irpef, una misura da affiancare al taglio dell’Iva. E che crepi l’avarizia.

Lo scetticismo di Forza Italia: "Il taglio dell'Iva non resti solo un annuncio"

Sul taglio dell’Iva c’è da registrare lo scettisimo dei partiti di opposizione, Forza Italia in primis. “Il Presidente del Consiglio Conte dichiara che "stiamo pensando di abbassare un po' l'IVA". Un po'? Comunque io dico: magari. L'abbassamento dell'IVA io lo voto subito” ha chiarito Marco Marin, deputato di Forza Italia. “Naturalmente – ha aggiunto - basta che non sia un gioco delle tre carte: taglio di qua e aumento le tasse di là Comunque non posso non notare che quando il Presidente del Consiglio dice una cosa del genere poi deve, sottolineo deve, farla. Perche' non si può illudere le persone. Non si puo' giocare con la vita delle famiglie. Il Presidente del Consiglio ha il dovere di non essere superficiale quando annuncia una novità così importante”.

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Anche Mariastella Gelmini (Fi) si augura che "l'idea di 'ridurre un po' l'Iva' per rilanciare i consumi fatta trapelare da Conte non sia l'ennesimo annuncio o un altro ballon d'essai. Serve una riduzione mirata, significativa e a tempo, per far ripartire subito i consumi in quei settori più penalizzati dal lockdown".

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