Sabato, 27 Febbraio 2021
Pensioni

Taglio delle pensioni d'oro, Renzi dice "no" alla proposta dell'Inps

L'ipotesi di Tito Boeri, presidente Inps, per finanziare un reddito minimo garantito per gli over 55 bocciata dal governo: va nella direzione opposta alla "filosofia" del premier. Ora si rischia lo scontro con l'ente pensionistico

ROMA - La proposta, spiegano da palazzo Chigi, era da tempo sul tavolo del premier. E da tempo era stata bocciata. Perché tagliare le pensioni, anche se quelle "d'oro", va nella direzione opposta alla filosofia che Matteo Renzi ha scelto per la sua Legge di Stabilità. Seppure "alcuni correttivi proposti dall'Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità", ha spiegato il premier dal salotto di Bruno Vespa, "non mi è sembrato il momento". 

I TAGLI - Anche perchè - secondo Renzi - la proposta Boeri avrebbe tagliato anche "pensioni da 2000 euro al mese", oltre a scontare - come aggiunge in serata il ministro del Lavoro Poletti - l'assenza delle risorse necessarie. Quello che da palazzo Chigi tengono a precisare, è che la pubblicazione sul sito dell'Inps della proposta di Boeri "era stata concordata". Ergo, non va letta come una reazione dell'economista alla bocciatura di Renzi. 

LA PROPOSTA INPS - Istituire un reddito minimo per gli over 55 prelevando risorse dalle cosiddette pensioni d'oro, ovvero quei trattamenti non giustificati dai contributi versati. L'apertura al reddito minimo è solo una delle proposte elaborate dall'Inps per una previdenza regolata "non per cassa ma per equità" e pubblicate sul portale dell'Istituto e consegnato al Governo nel giugno scorso. 

IL DOCUMENTO - Il documento, ora disponibile sul portale dell'istituto, ha tre sezioni: motivazione e descrizione delle proposte normative, articolato, note tecniche sui costi delle misure proposte e le valutazioni dei loro effetti redistributivi. Il pacchetto proposto dall'Inps prevede:

- L'istituzione del sostegno di inclusione attiva per gli ultra 55enni
- Il riordino delle prestazioni assistenziali per gli ultra 65enni
- La modifica del regime delle prestazioni assistenziali alle pensioni in regime internazionale
- L'aggiustamento attuariale dei trattamenti pensionistici elevati e il ricalcolo dei vitalizi
- L'uscita flessibile
- L'unificazione gratuita delle pensioni maturate in regimi diversi
- Nuove opportunità di versare contributi per il lavoratore e il suo datore di lavoro
- L'armonizzazione delle regole dei dirigenti sindacali con quelle degli altri lavoratori nel pubblico impiego. 

PENSIONI "DA TAGLIARE" - Certo, per attuare questo piano sarebbero previsti "costi limitati a carico di circa 230mila famiglie ad alto reddito (appartenenti al 10% della popolazione con redditi più alti)", che si vedrebbero "ridurre trasferimenti assistenziali loro destinati in virtù di una cattiva selettività degli strumenti esistenti". Tra i potenziali soggetti che ci perdono anche circa 250mila "percettori di pensioni elevate", legate in gran parte all'appartenenza a gestioni speciali, e "non giustificate dai contributi versati durante l'intero arco della vita lavorativa, oltre che più di 4mila percettori di vitalizi per cariche elettive". 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Taglio delle pensioni d'oro, Renzi dice "no" alla proposta dell'Inps

Today è in caricamento