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Martedì, 31 Gennaio 2023
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Goldman Sachs: "Rischio recessione a inizio 2019"

Previsioni fosche sull'economia italiana: nel 2019 il Pil potrebbe crescere solo dello 0,6%. Secondo la banca d'affari il differenziale tra Bpt e Bund deve peggiorare ancora prima di una vera svolta

Secondo la banca d’affari Goldman Sachs, nel 2019 il Pil dell'Italia crescerà molto meno di quanto auspicato dal governo e da altre organizzazioni economiche: appena lo 0,6 per cento, contro l'1,5 stimato dall'esecutivo. Tutto ciò sarebbe dovuto al calo di fiducia e dei rialzi di rendimenti e spread sui titoli di Stato. In un'analisi dedicata all'economia italiana, la banca sostiene che serviranno "ulteriori pressioni di mercato" e un ampliamento ancora più marcato del differenziale Btp-Bund per convincere il governo a correggere la rotta sulla manovra e perseguire "una politica più ortodossa e credibile".

"Mentre l'attesa è che l'Italia flirti con la recessione intorno all'inizio dell'anno - scrive Goldman Sachs - ci aspettiamo che questo abbia un effetto modesto sulla più ampia domanda europea, a condizione che le ripercussioni siano limitate ai tradizionali collegamenti commerciali".

"La questione chiave da un punto di vista macroeconomico e dei mercati – si legge – è quanta pressione sia necessaria per indurrre una marcia indietro politica". Lo studio rileva che in Portogallo questa svolta giunse dopo che lo spread rispetto ai tassi retributivi dei titoli tedeschi superò i 400 punti base.

Secondo Goldman è "improbabile" che la manovra riesca a stimolare la crescita. "L’impatto della previsa espansione di bilancio sarà probabilmente tagliato dai rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato e dal calo di fiducia, che entrambi pesano sul settore bancario e sull’erogazione di credito e implicano che l’Italia stia flirtando con la recessione nel passaggio d’annata".

La stima sulla crescita 2019, più 0,6%, risulta nettamente abbassata rispetto alle stime precedenti, pari al più 1%. Sul 2020 Goldman stima un più 1,1 per cento e sul 2021 più 1 per cento. C’è poi un ulteriore rischio, ovvero che con l’accumulo di altre pressioni invece di proceder ad una svolta sulla manovra l’Italia si ritrovi con una "impasse politica" o resti estromessa dai mercati prima della correzione, con una spirale che compromettere ancora di più il Pil. E poi ci sono i rischi di ricadute sul resto dell’area euro, che potrebbero accentuare le pressioni su altri Paesi più deboli.

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