Addio alle aliquote: il piano per il taglio delle tasse per i redditi sotto i 40mila euro

L'obiettivo primario è quello di favorire chi guadagna di meno e ravvivare i consumi del ceto medio. Un segnale arriverà a dicembre e gli effetti verranno visti dai cittadini già nelle buste paga di gennaio

Addio alle aliquote e subito rivoluzione dell'Irpef sul modello tedesco: è questo il piano del governo per tagliare le tasse ai redditi sotto i 40mila euro che verrà presentato nella prossima legge di bilancio. Che prevede una manovra da 25 miliardi e un impegno di spesa immediato per i soldi del Recovery Fund. 

Addio alle aliquote: il piano per il taglio delle tasse per i redditi sotto i 40mila euro

Repubblica scrive oggi in un articolo a firma di Claudio Tito che l'ipotesi a cui lavora l'esecutivo prevede un intervento in due tappe, con una riforma complessiva dell'Irpef sul modello tedesco che si basa su una curva crescente della tassazione. Secondo questo schema ognuno potrebbe avere la propria aliquota e sparirebbero gli "scaloni" che rappresentano oggi il terrore dei commercialisti e dei loro assistiti. 

L'obiettivo primario è quello di favorire chi guadagna fino a 40mila euro lordi e ravvivare così i consumi del ceto medio, ormai stagnanti dopo l'emergenza coronavirus. Un segnale arriverà a dicembre e gli effetti verranno visti dai cittadini già nelle buste paga di gennaio. La seconda parte del piano invece vedrà la luce con una legge delega che dovrebbe essere approvata con gli stessi tempi e predisposta entro la primavera, per avere effetti a partire da giugno. 

L'intero pacchetto di interventi toccherà anche il sistema delle tax expeditures (detrazioni e deduzioni) che ad oggi pesa sul bilancio dello Stato per 75 miliardi di euro, e l'ultimo step sarà costituito dall'Assegno Unico Familiare, mentre si pensa anche ad una revisione dell'Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) con aumenti selettivi. 

Riforma del fisco: il taglio delle tasse per i redditi sotto i 40mila euro

Una manovra da 25 miliardi

Il quotidiano spiega che l'entità delta manovra economica contenuta nella legge di bilancio per il 2021 dovrebbe attestarsi intorno ai 25 miliardi. Il secondo perno si concentra sul Recovery Fund, o meglio su come spendere i fondi.

La linea-guida su cui si stanno concentrando i ministri si basa sulla necessità di avere la certezza che quei denari verranno effettivamente spesi, e rapidamente. Evitando i cunicoli e i cul de sac della burocrazia. Per questo, quando verranno presentati all'Unione Europea i progetti per ottenere i finanziamenti, sarà anche messo a punto una sorta di nuo vo decreto "Semplificazioni" per evitare che lacci e lacciuoli blocchino la circolazione della moneta spedita da Bruxelles. Il progetto è quello di "congelare" il codice appalti o replicare quello che ora tutti chiamano il "modello-Genova" con l'istituzione di una squadra di "supercommissari". Solo, però, in relazione ai fondi del Recovery.

La soluzione più probabile è che nel primo semestre del 2021 arrivino 10 miliardi di Grants (i soldi a fondo perduto che non vanno restituiti e non vanno a formare debito) e altrettanto di Loans (i soldi a prestito, da restituire e che formano debito pubblico).

Il Tesoro vuole tenere bassa la quota di Loans nel primi due anni proprio per impedire che si comprometta la dinamica di discesa del debito. Ma nella maggioranza, c'è chi pensa il contrario.

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